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Coronavirus, gli albergatori veneti contro il green pass: ''Ostacolo psicologico, rischia di creare gli stessi danni del coprifuoco''. Ma le Regioni (Trentino compreso) sono favorevoli

Il presidente dell'Associazione jesolana albergatori e coordinatore di Federalberghi Spiagge Venete manifesta dubbi sull'introduzione della certificazione verde. Una posizione condivisa anche da Federalberghi Veneto e Confturismo Veneto. Gli enti regionali e le province autonome invece sono favorevoli e hanno salutato positivamente l'annuncio del premier Mario Draghi

Di Luca Andreazza - 06 maggio 2021 - 15:14

TRENTO. Il comparto turistico attende il Green pass per far ripartire il motore del settore ma iniziano a emergere le prime posizioni contrarie a questa certificazione. "Comunichiamo bene quello che si può fare, non quello che non si può fare. Purtroppo si continuano a dare informazioni che finiscono per diventare un forte freno per chi vorrebbe fare vacanza". Così Alberto Maschiopresidente dell'Associazione jesolana albergatori e coordinatore di Federalberghi Spiagge Venete dopo l'annuncio del premier Mario Draghi dell'intenzione di accelerare sull'introduzione di questo strumento (Qui articolo).

 

"Il problema - dice Maschio - è più di comunicazione che di sostanza. Per spostarsi serve essere vaccinati, oppure avere avuto il Covid-19 negli ultimi sei mesi o, ancora, avere effettuato un tampone nelle ultime 48 ore antecedenti il viaggio. Bene, si dica semplicemente che serve questo. L'idea del pass, dell'avere una sorta di passaporto, di via libera per andare in vacanza, rappresenta un ostacolo psicologico per i turisti. Rischia di creare gli stessi danni del coprifuoco". Un commento supportato anche da Federalberghi Veneto e Confturismo Veneto. Un'altra preoccupazione è relativa alle tempistiche: appare tardi il 15 giugno per il pass europeo.

 

Ma a favore dell'introduzione della certificazione ci sono proprio le Regioni. "L'avevo proposto tempo fa", dichiara Luca Zaia del Veneto, "ma non c'è ancora una indicazione perché la regia è nazionale". Il green pass consente di pianificare la stagione con l'avvio da metà maggio in attesa che entri in vigore quello a livello europeo.

 

"Il green pass europeo a noi serve, strumento utile - afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - se abbiamo la vocazione di accogliere turisti che vengano da tutto il mondo", mentre il ministro Massimo Garavaglia aggiunge: "La certificazione italiana accelera e anticipa le regole europee. Si potrà evitare la quarantena. E' un'azione fondamentale specialmente per i turisti stranieri, solo da Stati Uniti e Gran Bretagna giunge il 30%. Quindi si parte subito per far ripartire le prenotazioni".

 

L'Alto Adige ha già introdotto un green pass che consente, per esempio, di fruire dei servizi interni di bar e ristoranti (Qui articolo). E anche il Trentino è favorevole a questa certificazione. La posizione dell'assessore Roberto Failoni è piuttosto nota e il green pass permette di avere una comunicazione chiara e maggiore sicurezza. Strumento in più da accompagnare ai protocolli. Un territorio, quello provinciale, che intende avviare a breve la campagna promozionale per puntare sulle esperienze, l'outdoor e gli spazi aperti.

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