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Vaccini, la lettera di Segnana al ministero resta un mistero. Degasperi (M5s): “Ma almeno è mai esistita?”

Nonostante la richiesta ufficiale di accesso agli atti, avanzata dal consigliere pentastellato, l’assessora alla sanità non ha ancora risposto (anche se il termine è scaduto da una settimana). Ora il Movimento 5 Stelle valuta il ricorso al Tar

Di Tiziano Grottolo - 14 ottobre 2019 - 11:25

TRENTO. Dopo l’allarme lanciato dall’Istituto superiore di sanità in merito al preoccupante calo della copertura vaccinale si arrivò, nel 2017, all’approvazione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale.

 

Questa legge prevede, fra le altre cose, l’esclusione da asili nido e scuole materne dei bambini sprovvisti di certificato vaccinale (per quelli non in regola che frequentano scuole elementari e medie sono previste solo delle sanzioni).

 

Secondo i primi dati diffusi all’inizio di quest’anno, grazie alla legge Lorenzin, anche in Trentino si sarebbe raggiunta la cosiddetta “immunità di gregge”, cioè il superamento della soglia del 95% di vaccinati sulla popolazione totale, con cui si ritiene che il restante 5% non vaccinato non corra rischio di contagio. Numeri confermati a metà settembre dall’Azienda sanitaria (QUI articolo).

 

La possibilità che in provincia fosse stata raggiunta la copertura vaccinale spinse l’assessora alla sanità Stefania Segnana a ipotizzare la sospensione degli obblighi previsti dalla legge Lorenzin, aprendo nuovamente le porte delle scuole alla settantina di bambini esclusi all’inizio di quest’anno scolastico perché non in regola con le vaccinazioni (QUI articolo).

 

L’assessora alla sanità trentina si era già mossa in tal senso e a luglio aveva scritto una lettera al ministero competente per “chiedere la possibilità di valutare comunque l'ammissione dei bambini”, sempre secondo quanto riferito da Segnana il ministero della salute non avrebbe mai risposto.

 

Queste iniziative scatenarono l’indignazione di molti, come i consiglieri di opposizione Ghezzi e Zeni, ma su questo tema intervenne anche il noto medico Roberto Burioni che schernì Segnana dicendo: “Il nuovo codice della strada sta funzionando, gli incidenti sono crollati e i morti ridotti. Mi pare un'ottima idea abrogarlo. Complimenti all'assessora che di fronte agli effetti di una ottima legge, li prende come spunto per abrogarla, prendendosi gli applausi degli antivaccinisti”.

 

Però, alla realtà dei fatti, non si conosce ancora il contenuto della lettera che Segnana avrebbe spedito al ministero della salute proprio per questo il consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, lo scorso 9 settembre, ha chiesto tramite istanza di accesso agli atti una copia della missiva in questione.

 

“Dal 9 luglio 2019 attendiamo di conoscere il contenuto della letterina – spiega Degasperi – anche se alla fine dello stesso mese siamo venuti a conoscenza che la missiva non era ancora stata spedita”.

 

Da qui in avanti la vicenda della lettera si tinge di giallo, infatti dopo la scadenza del termine, che la legge provinciale fissa in 30 giorni, dall’assessora non è arrivata nessuna risposta.

 

A questo punto al consigliere pentastellato non resta che avanzare delle ipotesi, il silenzio di Segnana potrebbe essere interpretato come un tacito rifiuto alla consegna della lettera, in questo caso il consigliere d’opposizione si dice pronto a fare ricorso al Tar.

 

“Magari però la consegna della letterina è solo in ritardo come la gran parte delle risposte alle interrogazioni – fa notare sempre Degasperi che poi lancia l’ultimo affondo – in effetti ci sarebbe anche un’altra eventualità ovvero che questa lettera non sia mai esistita”.

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