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Vaccini, prima le critiche ora la giunta fa retromarcia. Zeni: ''Hanno scoperto che la legge vincola anche il Trentino''

L'ex assessore alla sanità per mesi è stato al centro di polemiche provenienti anche dall'attuale presidente della Pat Fugatti per aver applicato la legge Lorenzin come si doveva e anche Salvini dichiarava che sarebbe stato cancellato l'obbligo. Oggi nulla è cambiato nonostante il governo giallo-verde e quello leghista in Provincia 

Di Luca Pianesi - 04 giugno 2019 - 19:49

TRENTO. Cosa resta delle proteste, dei documenti firmati in consiglio provinciale e degli interventi sui giornali ora che Maurizio Fugatti e Walter Kaswalder sono al governo della Provincia? Poco o nulla almeno in tema di ''vaccini''. Lo sottolinea l'ex assessore alla sanità Luca Zeni che per mesi e mesi è stato al centro di critiche e proteste per aver fatto quello che andava fatto: applicare la legge. Ovviamente stiamo parlando della tanto discussa Legge Lorenzin che in un anno e mezzo di esistenza sta facendo rapidamente crescere la copertura vaccinale in tutta Italia avvicinando in molti territori la copertura di gregge.

 

Detto che c'è ancora molto da fare (per quanto riguarda la poliomielite, per esempio, in Italia il 33% dei comuni non ha raggiunto il 95% di copertura, dato simile per il tetano mentre per il morbillo sono sopra la soglia di sicurezza 2697 comuni, il 38,8% del totale) in Trentino dei circa 13.000 bambini che nell'annata scolastica 2017/2018 non erano in regola oggi ne restano poco più di 4.500 e quota 95% è molto vicina per quasi tutti i tipi di vaccini (mentre molto critica resta la situazione in Alto Adige con Merano ultimo comune italiano per copertura e soglie di vaccinazione in alcuni casi, come per il morbillo, sul 65%). Chi, però, fino a ieri protestava per l'imposizione nazionale e criticava, per questo, chi governava, oggi si accorge che la legge è legge e che quella legge, evidentemente visto che nessuno la sta modificando, andava bene così.

 

E se su scala nazionale le proteste si concentrano contro la ministra Grillo (QUI ARTICOLO) dimenticandosi che Salvini era il primo a protestare (a tre mesi dalle elezioni politiche) e a scrivere su Facebook ''cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì obbligo no'', in Trentino proprio Fugatti e Kaswalder (assieme ad altri sei consiglieri dell'allora opposizione) erano tra i proponenti di una mozioni che chiedeva di ritardare l'applicazione della Legge Lorenzin. Si voleva ''copiare'' l'Alto Adige andando a informare il ministero ''delle criticità evidenziate - si leggeva nel documento - tese ad una valutazione in ordine alla necessità del mantenimento delle misure coercitive contenute nel decreto legge citato e alla loro sostituzione con altre misure''. Si chiedeva, quindi, alla giunta di “sospendere ogni tipo di intervento di esclusione dei bambini dai nidi e dalle scuole materne” (QUI ARTICOLO DEL 2017).

 

Ebbene, oggi che sono loro al governo, però, nulla è cambiato. Negli scorsi giorni al Corriere del Trentino l'assessore Mirko Bisesti ha spiegato che ''continuiamo con la Legge Lorenzin, la nostra autonomia non permette di agire in maniera diversa da ciò che indica la legge nazionale''. ''Quante me ne sono sentite sul tema vaccini - commenta oggi Luca Zeni - non soltanto dai no vax, ma anche da chi un anno fa era all’opposizione, Lega compresa. Come rappresentante delle istituzioni ho sempre sostenuto che la politica deve lavorare insieme alle istituzioni scientifiche, e se queste in maniera univoca sostengono che i vaccini portano benefici importanti, la politica non può contestare nel merito. In Trentino Cinque Stelle e Lega hanno contestato con numerosi atti politici la linea della Provincia sostenendo che potevamo sospendere la legge nazionale e permettere la frequenza a scuola dei bambini non vaccinati La nostra risposta era: 'Non siamo d’accordo, non intendiamo contestare la legge nazionale che prevede l’obbligo, ma se anche lo volessimo, non sarebbe possibile, perché siamo anche noi vincolati dalla legge nazionale'''.

 

''Abbiamo ripetuto questo concetto decine di volte - prosegue l'ex assessore competente - in risposta a interrogazioni o mozioni che volevano impegnare la giunta a “sospendere ogni tipo di intervento di esclusione dei bambini dai nidi e dalle scuole materne”. Mozioni sottoscritte e votate anche dagli allora consiglieri di opposizione Fugatti e Kaswalder, ora presidenti di giunta e Consiglio provinciale. Ma adesso prendiamo atto che anche loro hanno scoperto che la legge nazionale (che non è stata modificata dall’attuale maggioranza giallo-verde a Roma), vincola anche il Trentino. Glielo avevamo detto ma non ci hanno ascoltato. Ci rallegriamo che lo abbiano scoperto ora, anche se non possiamo non evidenziare che la loro posizione in campagna elettorale era diversa''.

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