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Il Trentino ha una nuova legge sugli appalti nonostante le polemiche. Fugatti: ''Lavoro costruttivo con le opposizioni, la giunta è arrivata dove voleva''

A seguito di una lunga discussione e mediazione, il ddl è passato in consiglio provinciale: accolti nove emendamenti delle minoranze, mentre il presidente Maurizio Fugatti ha ritirato quello che liberalizzava i sub-appalti (anche se potrebbe essere rilanciata in sede di finanziaria). Ci sarà una maggiore concertazione con le parti sociali

Di Luca Andreazza - 25 October 2019 - 12:36

TRENTO. E' stato approvato dopo una trattativa il disegno di legge della giunta sulla clausola sociale negli appalti dei servizi pubblici. Un ddl che ha causato più di un momento di tensione anche con i sindacati Cgil, Cisl e Uil che l'avevano definito "Un boccone avvelenato per i più deboli" (Qui articolo), ma anche le opposizioni non erano state tenere (Qui articolo).

 

A seguito di una lunga discussione e mediazione, il ddl è passato in consiglio provinciale: accolti nove emendamenti delle minoranze, mentre il presidente Maurizio Fugatti ha ritirato quello che liberalizzava i sub-appalti (anche se potrebbe essere rilanciata in sede di finanziaria): 20 voti a favore, 9 di astensione tra Pd Patt e 4 contrari espressi da Futura e Movimento 5 Stelle. 

 

Il dispositivo va a integrare l'articolo 32 della legge provinciale di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici 2016 per il rafforzamento della tutela del lavoro negli appalti. In particolare i 9 emendamenti (2 di Degasperi, 1 di Tonini, 2 di Ghezzi e 4 di Olivi) delle minoranze accolti nel provvedimento rafforzano la concertazione con le parti sociali

 

Il presidente Fugatti ha concluso la discussione dichiarando di apprezzare il dibattito costruttivo che c'è stato con le minoranze e il voto di astensione di parte delle opposizioni, la giunta è arrivata a dove voleva. E ha infine ribadito che non c'era alcuna volontà di non avere rispetto della procedura d'urgenza concessa dalle minoranze. Il governatore ha condiviso con Rossi il giudizio che la realtà viene prima delle norme. Questo a suo avviso farà emergere che questa è una legge innovativa. Non era facile conciliare diritti dei lavoratori e libertà d'impresa

 

Una terza giornata di lavori che ha visto diverse interruzioni per stimolare un dialogo tra maggioranza e opposizioni e arrivare alla nuova legge sugli appalti. In merito alla clausola sociale e all'obbligo di assunzione dei dipendenti già operativi, sono rimaste in legge le due deroghe, cioè nel caso in cui ci sia innovazione tecnologica o l'azienda dichiari eventuali esuberi già in sede di gara. 

 

"Il nostro apporto - commenta il gruppo consiliare del Pd - è stato fondamentale su alcuni aspetti basilari della nuova normativa. In particolare la mediazione di Giorgio Tonini ha permesso di introdurre per gli appalti ad alta intensità di manodopera, la contrattazione preventiva, prima della gara, tra le amministrazioni aggiudicartici e le parti sociali per verificare l'impatto che il nuovo appalto potrà avere sulla dimensione e la qualità dell’occupazione".

 

Sulla base di una proposta del consigliere Alessandro Olivi viene, invece, limitato il peso dell’offerta economica a favore degli aspetti tecnici ed organizzativi nell’individuazione del vincitore nella gare di appalto e si stabilisce di tenere conto, per i lavoratori confermanti, delle condizioni economiche e contrattuali esistenti prima dell’appalto e non, vagamente, come previsto da un emendamento della Giunta, delle condizioni spettanti.

 

"Altro aspetto importante - prosegue il Pd - derivante da un emendamento proposto da Olivi, riguarda l’esclusione della clausola sociale per i contratti ad alta intensità di manodopera. Le eccezioni all’applicazione della clausola sociale verranno individuate con una deliberazione della Giunta provinciale, adottata dopo aver sentito la parti sociali, solo sulla base di motivi oggettivi legati alla tipologia di appalto. Infine sono state ritirate dalla Giunta le norme sui subappalti".

 

Via libera anche all'emendamento firmato dall'assessore al turismo, Roberto Failoni, sulle Olimpiadi, che ha ottenuto 30 sì e 4 voti di astensione espressi da Futura e da due consiglieri del Pd. A favore dell'articolo 2 e dell'emendamento di Fugatti a questa stessa norma relativa alle disposizioni finanziarie riguardanti le risorse stanziate dalla Provincia per la kermesse a cinque cerchi, ha votato anche Pietro De Godenz (Upt).

 

Sono sei gli ordini del giorno che sono stati approvati. Il primo di Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle) prevede che la Provincia di schieri con i lavoratori dell'Università. "Non riuscirà a porre rimedio al disastro patito dai lavoratori dell'Ateneo - commenta il pentastellato - ma almeno si attende l'esito della vicenda giudiziaria".

 

La giunta è chiamata a difendere i diritti dei lavoratori, che "hanno bisogno di sapere - osserva Degasperi - che la Provincia è al loro fianco". Il presidente Fugatti ha spiegato che il parere è favorevole sulla parte emendata del dispositivo ma contrario sulla premessa. La premessa è stata quindi respinta, mentre il dispositivo è stato approvato all'unanimità con 19 sì.

 

Il secondo Odg, quello di Alex Marini (Movimento 5 stelle), anche se riformulato con emendamenti concordati dal consigliere insieme al presidente Fugatti, impegna la Giunta a disciplinare entro tre mesi con regolamento quanto già previsto dalla legge provinciale 2 del 2016 sugli appalti per la verifica della correttezza delle retribuzioni nell'esecuzione dei contratti pubblici, con la conseguenza, se necessario, di modificare l'articolo 169 del decreto del presidente della Provincia 11 maggio 2012, n. 8-84/leg. Approvato all'unanimità con 30 voti a favore.

 

Disco verde anche per l’odg numero 3, proposto da Ugo Rossi (Patt) e approvato all'unanimità (31 voti) che impegna la Giunta ad effettuare nel più breve tempo possibile un’analisi organizzativa, tecnica e economica per verificare se si possono adottare soluzioni più sostenibili dal punto di vista finanziario per l’approntamento delle strutture in cui svolgere le gare di pattinaggio sul ghiaccio di velocità previste a Baselga di Pinè in occasione dalle Olimpiadi invernali 2026, dal momento che l’investimento ipotizzato ammonta a 37 milioni di euro.

 

Favore unanime per l’odg 4 proposto ancora da Marini, il cui dispositivo è stato riscritto con il presidente Fugatti, che impegna l’esecutivo a elaborare un testo unico delle tre leggi vigenti a livello provinciale in materia di contratti pubblici di riorganizzazione complessiva dell'attuale quadro normativo con l'intento di garantire certezza e univocità nell'interpretazione della normativa applicabile. Premessa respinta con con 10 sì, 19 no e un astenuto (Ossanna del Patt) e dispositivo approvato all'unanimità con 33 sì.

 

Via libera anche per l'odg 5 proposto da Vanessa Masè (La Civica) e perfezionato con l'esecutivo e approvato all'unanimità, impegna la Giunta a valutare l'opportunità di riattivare il tavolo per gli appalti e di aggiornarne le linee guida sul ruolo e il funzionamento, con la previsione di due sotto-tavoli dedicati il primo ai lavori pubblici e il secondo alla fornitura di servizi. Inoltre i lavori del tavolo dovranno concentrarsi su speciali contratti d'appalto.

 

Approvato, poi, con 2 voti di astensione del Pd, l'odg di Mara Dalzocchio che impegna la Giunta a monitorare la situazione delle procedure di appalto di servizi attualmente in corso con riguardo agli effetti sull'occupazione e sul trattamento del personale interessato dal "cambio appalto", ma anche a verificare le condizioni di percorribilità giuridica di eventuali interventi amministrativi sulle gare in atto o all'adozione di altre idonee iniziative mitigatrici degli effetti sul personale dei contratti di appalto.

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