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Vaccini, Lega e Forza Italia chiedono se la Provincia impugnerà il decreto sulle 4 punture per i bambini

Bezzi e Fugatti non si dicono contrari ai vaccini ma alle sanzioni previste per chi non adempierà l'obbligo di legge. Le 12 vaccinazioni rese obbligatorie per l'iscrizione ai nidi e alle scuole materne proteggono da altrettante malattie infettive. La necessità nasce dal fatto che da quando nel '99 è stata tolta l'obbligatorietà (esistita per 30 anni) il trend è sempre più negativo

Pubblicato il - 16 giugno 2017 - 16:50

TRENTO. Impugnare entro i 30 giorni previsti dalla legge il decreto del Governo sui vaccini. Lo chiedono i capigruppo della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti, e di Forza Italia, Giacomo Bezzi, alla Provincia. Entrambi specificano di essere favorevoli alle vaccinazioni ma ritengono eccessive le disposizioni previste nel caso in cui i genitori non intendessero ottemperare a quanto stabilito dal Governo. "Il rischio della sospensione della potestà genitoriale unito alla possibilità di una sanzione da 500 euro a 7.500 euro - spiegano i due consiglieri - calcolata sulla base della gravità delle inadempienze lederebbe la libertà di scelta delle famiglie".

 
Lega e Forza Italia chiedono se la nostra Provincia seguirà le orme della Regione Veneto che intende impugnare (in realtà ancora non è stato fatto ci vorrà qualche giorno) davanti alla Corte Costituzionale il decreto sull'obbligatorierà vaccinale. Zaia ha spiegato che loro sono al 92,6% di copertura media vaccinale e che sono arrivati a questo risultato senza imposizioni ma con la comunicazione e con campagne di sensibilizzazione. Pensiero condiviso anche da altri territori, dalla Provincia di Bolzano alla Regione Valle d'Aosta e alla Regione Liguria. Ora va detto che lo standard previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità di copertura vaccinale è del 95% e quindi il Veneto, ma soprattutto la Provincia di Bolzano che è quella più arretrata d'Italia da questo punto di vista, sono lontani dai livelli richiesti.

 

Lo stesso Trentino è indietro e dunque, probabilmente, le mere campagne di comunicazione non bastano. Dal 1999, infatti, il trend di copertura vaccinale, in Italia, è andato sempre più in calando. Esattamente da quando l'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritti a scuola è stato tolto (non tutti sanno che per oltre 30 anni, dal 1967 al 1999 l'obbligo esisteva). I "no vax" e quelli che chiedono la "libertà di scelta" sui vaccini si rifanno, tra gli altri, al mantra che 12 vaccini sono un'esagerazione. Ma anche in questo senso è bene fare chiarezza.

 

Le punture sono in totale 4 e verranno fatte ai bambini secondo precisi scadenzari. Le prime 6 vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B) sono tutte raggruppate in un unico vaccino esavalente che viene fatto dal sessantesimo giorno di vita (3 dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita). Poi c'è la vaccinazione anti-meningococcica B, che "viene fatta a distanza di 15 giorni dall'esavalente in 4 dosi: a 3, 4, 6 e 12-15 mesi". C'è l'anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella (un unico vaccino quadrivalente in un'unica dose al 13/mo mese di vita, con un richiamo previsto a 5 anni di età). Infine, l'anti meningococcica C  (somministrato al quattordicesimo mese, con richiamo tra gli 11 e i 18 anni). 

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