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Vaccini, l'avvocato Schuster chiede ai genitori 'pro vax' di fare quadrato: ''Basta con le pressioni dei 'no vax'. Una minoranza non può incidere sul benessere della maggioranza"

E' l'avvocato trentino che si è battuto per i diritti di Lgbt e delle persone vittime di discriminazioni. E mentre in Comune a Trento si chiede una deroga per chi non è stato vaccinato fino a fine anno scolastico, con un post su Facebook rompe gli indugi: "Ci sono genitori che vorrebbero che i propri figli stessero in ambienti sicuri da contagi. Facciamoci sentire"

L'avvocato Schuster
Di Luca Pianesi - 19 gennaio 2018 - 20:26

TRENTO. Mentre in Comune a Trento consiglieri vicini alla maggioranza (la presidente del consiglio Lucia Coppola e Stefano Bosetti dei socialisti) e di opposizione ma di sinistra (come Vanni Scalfi di Insieme per Trento e Antonia Romano di Altra Trento a Sinistra) strizzano l'occhio ai partiti che anche a livello nazionale cercano di restare vicini al movimento no vax (5 Stelle e Lega Nord su tutti) in Trentino l'avvocato dei diritti civili Alexander Schuster rompe gli indugi e chiede ai genitori dei bambini in regola di fare quadrato per evitare che "una minoranza incida sul benessere della maggioranza".

 

Schuster, conosciuto anche a livello nazionale per le sue battaglie sulla fecondazione eterologa, per la difesa dei diritti di tutto il mondo Lgbt e delle persone vittime di discriminazione, prende una posizione netta e decisa con un post su Facebook dove spiega che "i no vax trentini, a forza di pressioni, stanno conducendo la Provincia di Trento (i calcoli elettorali sono evidenti) a consentire a minori di anni sei non vaccinati di stare a scuola in spregio della legge. Ora - prosegue l'avvocato - visto che ci sono genitori, come lo scrivente, che vorrebbero che invece i propri figli stessero in ambienti sicuri da contagi, sarà il caso di attivarsi per non permettere ad una minoranza di incidere sul benessere della maggioranza e soprattutto dei nostri figli. O, se vogliamo, si tratta solamente di difendere il paradigma scientifico nella cosa pubblica. Immagino già i commenti dei simpatizzanti delle 'vaccinazioni consapevoli'. Mi rivolgo quindi ad altri. Basta mandarmi un segnale via messaggio per iniziare a fare 'gregge' (quello buono): magari diamo voce ad una ragione silente".

 

Ed effettivamente la proposta approdata in Comune qualche giorno fa che chiede di far finire l'anno scolastico ai bambini i cui genitori hanno scelto di non metterli in regola considerando questo anno scolastico come di transizione, come avevamo scritto il giorno stesso del rinvio del dibattito al 31 gennaio, rischia di creare un pericoloso precedente. A un "condono", si sa, ne segue sempre un altro e allora perché non aspettarsi il prossimo anno "sconti" altrettanto importanti? Chi non avrà vaccinato i suoi bambini sfruttando l'opzione di fissare gli incontri per i colloqui nei fatti, semplicemente, per guadagnare tempo (e sono in tanti che hanno adottato questa strategia, inutile prendersi in giro) potrà dire di avercela fatta.

 

E poi che messaggio si darebbe a quelli che questa legge l'hanno rispettata senza problemi? O anche quei genitori, legittimamente dubbiosi e preoccupati per i loro figli, che in questi mesi si sono informati e hanno capito che val più l'opinione dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'Oms e di qualsiasi scienziato o medico che si definiscano tali rispetto a quella dell'impostore Andrew Jeremy Wakefield (colui che ha realizzato il falso studio, poi smentito in lungo e in largo, sulla correlazione tra il vaccino trivalente e l'autismo) e hanno vaccinato i loro bambini, come dovrebbero sentirsi? Schuster, infine tocca un tasto molto importante. Quello che i bambini non vaccinati possono rappresentare un pericolo per gli altri bambini, per esempio quelli che sono immunodepressi e che comunque non si possono vaccinare. E poi ci sono i genitori che quei bambini vanno a scuola a prendere che, magari sono nati in un periodo di alta copertura e che, per questo, non sono stati vaccinati.

 

Insomma è il "gregge" (quello buono) che forse, finalmente, comincerà a farsi sentire, per difendere se stesso.  

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