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Valdastico, Dallapiccola: ''Fugatti, non siamo al bar o al gazebo. Governare non è fare propaganda elettorale''

Nel frattempo in campo scende anche un nuovo Comitato No Valdastico, che si è costituito in Vallagarina e che vede la partecipazione di diverse forze politiche e associazioni di volontariato: le firme sono già circa 700. In agenda anche una conferenza stampa del Coordinamento No Valdastico Nord - A31

Di Luca Andreazza - 11 aprile 2019 - 20:26

TRENTO. "A governare la scelta politica, prima ancora dell'etica, ci sono scienza e conoscenza", queste le parole dell'ex assessore Michele Dallapiccola per intervenire nel dibattito sulla Valdastico, che aggiunge: "L’attualità consegna strumenti di indagine, capacità conoscitiva e conoscenza della realtà che se assunte in forma propedeutica sono un formidabile strumento di orientamento alle decisioni".

 

La decisione di progettare l'uscita della Valdastico A31 a sud di Rovereto non convince il consigliere provinciale del Patt. "Una scelta - aggiunge - governata esclusivamente da ragioni di natura partitico propagandistica. Il presidente Fugatti, in aula, aveva più l'aspetto di una persona che cercava di imbonire una poco convinta platea, piuttosto che di un politico sicuro, preparato e capace di argomentare le proprie scelte".

 

Nel mirino dell'ex assessore finiscono in particolare tre episodi. Il primo è un colloquio bilaterale tra Rossi e Fugatti a margine di una conferenza con le minoranze. L'ex presidente ha mostrato sul tablet una serie di studi di tracciato ovviamente conservati dalla precedente esperienza di governo, analisi che riportano pregi e difetti delle varie ipotesi. 

 

"Sono rimasto deluso - prosegue Dallapiccola - dal pressapochismo di Fugatti, il quale ha ripetuto nozioni già in possesso, certificando così che la documentazione tecnico-scientifica fino a qui prodotta non porta nessun vantaggio all'uscita a Rovereto sud.  La soluzione tanto cara alla Lega non presenta novità e argomentazioni: non ci sono nuove opportunità di dibattito".

 

 

Un altro episodio è relativo all'atteggiamento dialettico del governatore in consiglio. "Tra attestazioni di stizza e momenti in dialetto - aggiunge il consigliere provinciale - come se ci trovassimo davanti al bancone di un bar, pretendeva pubblicamente dagli amministratori locali di ottenere argomentazioni che solo uno studio tecnico e scientifico potrebbe offrire. In particolare contestava il fatto che le argomentazioni problematiche portate sul tavolo fossero offerte alla spicciolata".

 

Il terzo episodio è quando Fugatti comunica all'aula che "L'avevamo detto", "Noi della Lega in campagna elettorale l'avevamo detto". "Fugatti - conclude Dallapiccola - non sei più dentro in un gazebo, sei il presidente della Provincia e il futuro del Trentino è nelle tue mani. Procurati degli studi geologici, demografici, economici, sociali, tecnici e di flussi di traffico. Vogliamo citazioni, sperimentazioni, diagrammi e presentazioni grafiche su pregi e difetti delle varie soluzioni. Noi siamo al bar o al gazebo, devi prenderti cura del tuo territorio".

 

Nel frattempo in campo scende anche un nuovo Comitato No Valdastico, che si è costituito in Vallagarina e che vede la partecipazione di diverse forze politiche e associazioni di volontariato. Il gruppo ha lanciato una petizione popolare per ottenere un "No" deciso al completamento della A31 dalle amministrazioni comunali interessare, in particolare da parte di sindaco e consiglio di Rovereto. Le firme sono già circa 700 e la raccolta riprende sabato 13 aprile nella città della Quercia e in quel di Marco. 

 

Sempre nel week end sono previste poi diverse conferenze stampa per entrare nel merito della contrarietà al progetto, come quella del Movimento 5 stelle, ma anche del Coordinamento No Valdastico Nord - A31, quest'ultima alla sede di Italia Nostra in via Oss Mazzurana 54 a Trento, un momento anche per raccogliere firme contro il completamento dell'autostrada.

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