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Valdastico, Olivi: ''Fugatti e la logica del carciofo: sfoglia un problema per volta''. E l'M5s aderisce alla petizione popolare per dire "No"

Diverse le reazioni dopo un'eventuale uscita diversa rispetto a Rovereto Sud. Manica: "Affermazioni per certi versi sorprendenti e senza senso". Marini: "Progetto vecchio e ormai superato". Dallapiccola: "Troppi disagi nelle soluzioni proposte dalla Lega"

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2019 - 17:39

TRENTO. "Tra i problemi più impattanti della nuova soluzione prospettata dalla giunta riguarda la sorgente di Spino, che attualmente alimenta gli acquedotti del basso Trentino e che in futuro verrà allacciata anche a quello di Trento", così Alessio Manica, consigliere provinciale in quota Pd, nel commentare l'ipotesi di uscita della Valdastico tra Marco e Serravalle, che il presidente Maurizio Fugatti avrebbe presentato ai sindaci di zona.

 

"Il presidente Fugatti e, sembra, i tecnici provinciali ipotizzano che il problema della sorgente di Spino dovrebbe essere superato. Non solo - aggiunge Manica - ma addirittura lungo la nuova lunga galleria, che dovrebbe passare sotto il passo Coe, si potrebbe trovare altra acqua per favorire l'approvvigionamento idrico della zona di Folgaria. Affermazioni per certi versi sorprendenti: si suppone che saranno supportate da analisi idrogeologiche precise e puntuali. Analisi e ricerche di cui però i sindaci dei territori interessati nulla sembrano sapere, tanto che sono diversi i dubbi".

 

Perplesso anche un altro consigliere provinciale del Pd, Alessandro Olivi. "I progetti come la Valdastico - dice - impattano in modo significativo in termini di qualità, sostenibilità e mobilità di un territorio. Non si possono trattare questi argomenti in maniera settoriale e scollegati. Non è accettabile convocare gruppi di sindaci e amministratori per affrontare un problema e quindi passare ad altri sindaci e altri amministratori per la criticità successiva".

 

L'ex vicepresidente mette in evidenza soprattutto la metodologia. "Imboccare questa strada - prosegue Olivi - sposare cioè la logica di affrontare i problemi come si sfoglia un carciofo, significa sfuggire alle proprie responsabilità di governo. Governare non vuol dire prendere un tema per volta, imbastire per questo o quello una qualche soluzione e confidare poi che il quadro finale nel suo insieme mantenga un minimo di senso. Governare è creare un dibattito serio e approfondito coinvolgendo tutti i sindaci e gli amministratori di quel territorio. Diversamente si mette un territorio contro l’altro. Governare è anche abbandonare l’ottica modaiola dell’analisi costi-benefici che genera conflitti tra i territori che si sobbarcano i costi e quelli che, invece, si godono i benefici. La giunta provinciale deve capire che gli amministratori e le loro comunità devono essere parti integranti di un processo partecipativo serio, che metta al centro la compatibilità ambientale di un intero territorio con le sue prospettive di sviluppo. Non stiamo parlando di costruire una strada, ma di progettare il Trentino del futuro. E va fatto attraverso un percorso condiviso, senza furbizie, senza scorciatoie, senza forzature".

 

Contrario anche il Patt. "E' la regola del triangolo - spiega il consigliere provinciale Michele Dallapiccola - ci sarebbe due lati a pagamento, mentre la 'diagonale' della Valsugana resterebbe gratuita. Non sta in piedi nemmeno l'ipotesi della vignetta, i mezzi pesanti e le auto si sposterebbero sulla vecchia statale, quella di Levico per un peggioramento generalizzato. Anche l'allargamento a quattro corsie della Ss47 devasterebbe il territorio e ruberebbe campagna. Disagi in Vallarsa per il danno ambientale tra gallerie e ponti. Questa ipotesi Valdastico della Lega sembra più una boutade elettorale". 

 

Il Movimento 5 stelle della sezione roveretana decide invece di aderire alla petizione popolare per chiedere all'amministrazione comunale di Rovereto di schierarsi apertamente contro la realizzazione del completamento della Valdastico. Una posizione non nuova: i portavoce pentastellati si sono schierati più volte contro l'A31. Anche la circoscrizione di Marco, per iniziativa di Michele Setti, aveva espresso parere negativo al progetto per le sue implicazioni ambientali.

 

"Il collegamento con la Valdastico - evidenzia Alex Marini, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle - non serve a nessuno, se non ai soliti ben introdotti che puntano a fare mega-guadagni con gli investimenti pubblici. A queste persone e ai loro sodali politici non importa nulla dei benefici per la collettività che enunciano solo a titolo propagandistico e nemmeno si curano delle esternalità connesse alla realizzazione delle opere oggetto dei loro desiderata".

 

Un prolungamento dell'A31 che non porterebbe i risultati sperati. "Si prevede - prosegue il consigliere provinciale - un costo di 2 miliardi, oltre ai 10 milioni annui per la gestione. Ma il progetto è vecchio: pensato negli anni '70 ai tempi della Dc di Piccoli, Rumor e Bisaglia, non garantisce affatto i millantati benefici e se realizzato comporterebbe anche danni ambientali certi connessi allo scavo di 60 chilometri di tunnel che minaccerebbero le sorgenti d'acqua di Spino e quelle al servizio delle Valli del Leno, oltre all'incremento delle polveri sottili e dell'inquinamento acustico per il prevedibile aumento del traffico su gomma".

Insomma, in termini di utilità pubblica il prolungamento della Valdastico non servirebbe a Rovereto e non servirebbe al Trentino. "Non serve a nessuno. Per questo - conclude Marini - la contrarietà dei portavoce di Rovereto alla sua realizzazione va oltre i confini della città della quercia e fin da ora ribadiscono che la loro volontà è di opporsi a quest'opera inutile e dannosa".

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