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Vergnano: ''A Rovereto serve una scossa, una funivia dalla città a Folgaria: 25 milioni sono già sul tavolo''

Il consigliere comunale di Autonomia dinamica presenta una mozione e chiede un delegato per presentare in sei mesi un progetto preliminare e un piano industriale: "Si è scommesso poco sulla centralità di Rovereto rispetto a Folgaria e Garda"

Di Luca Andreazza - 06 gennaio 2019 - 05:01

ROVERETO. Rovereto vuole diventare come Trento che aspira a diventare come Innsbruck. Una funivia (o cremagliera) che collega, secondo le prime stime in 15-20 minuti, Rovereto e Folgaria e un consigliere delegato che in sei mesi riesca a portare un progetto e un piano industriale da inserire nell'ultimo bilancio disponibile della legislatura. Insomma, c'è fretta.

 

Nel capoluogo si discute, da quasi un secolo, sull'opportunità di collegare la città al Bondone. Un argomento capace di riprendere quota negli ultimi anni, un'accelerazione dovuta anche al lavoro di Dario Maestranzi (consigliere del Patt e delegato all'Alpe di Trento), tra i più accesi sostenitori della funivia. E ora Alberto Pattini, sempre delle Stelle alpine, deposita un'interrogazione per riprendere il discorso.

 

Non solo la funivia Trento-Bondone, anche Rovereto sogna il suo grande impianto, direzione Folgaria. Il promotore è Paolo Vergnano, ex Movimento 5 stelle e oggi tra le fila di Autonomia dinamica, il quale ha presentato una mozione, la speranza è di fare più veloci di Palazzo Thun, forti della differenza che la località dell'Alpe Cimbra è forse già più pronta a livello di infrastrutturazione. "Ormai è chiaro - dice il consigliere comunale a Rovereto - che ci si deve dotare di una nuova metodologia di approccio per sviluppare la città della Quercia: non più esclusivamente industriale, ma anche e soprattutto in chiave turistica".

 

Sono ormai anni che in Consiglio comunale si dibatte di sviluppo del centro cittadino e di attrattività attraverso le manifestazioni. "Ma bisogna essere realisti - prosegue Vergnano - non si crea un reale valore aggiunto se non si attirano a Rovereto nuovi flussi turistici e imprenditoriali".

 

I movimenti turistici sono in crescita, ma Rovereto soffre nonostante l'offerta, quasi unica nel panorama mondiale, come luogo della memoria della Prima guerra mondiale. "Le punte di diamante sono la Campana dei caduti e il museo della guerra - aggiunge il consigliere - senza dimenticare la cultura". Dopo un iniziale boom il Mart sembra un po' in panne, tanto che la caffetteria è ancora "fuori uso" e i concerti sotto la cupola sono praticamente usciti di scena. E anche la Strongman Run ha preso altre vie, mentre nell'anno del centenario il Museo della guerra ha staccato meno biglietti d'ingresso rispetto al periodo precedente.

Anche i flussi turistici, dati Ispat-servizio statistica settore alberghiero, extralberghiero, seconde case e alloggi privati aggiornati al 31.12.2017, posizionano l'ambito di Rovereto come fanalino di coda del sistema Trentino. Dietro a tutti a quota 601.126 presenze. Tutte le altre Aziende per il turismo registrano dati migliori. Cambia poco anche se si prende in considerazione la serie storica relativa ai soli hotel: si chiude nei bassifondi della graduatoria a 249.928 presenze e Trento viaggia a velocità tripla a 603.393 pernottamenti in dodici mesi. Certo l'Apt del capoluogo raccoglie anche il lavoro del Monte Bondone e della Valle dei Laghi, ma intorno alla città del Concilio ruota circa il 80% dei flussi turistici. 

Serve un cambio di passo e allora si cerca una "terza via" per valorizzare la particolarità geografica di Rovereto tra Folgaria e il lago di Garda. "Un'opportunità unica - evidenzia Vergnano - ma nessuno ha mai scommesso e investito per collegare la città della Quercia in modo adeguato questi due poli attrattivi. Certo, ci sono le strade. Ma queste sono ovunque. Nessuno intraprende un viaggio per dormire a Rovereto e farsi quaranta minuti di automobile per raggiungere Folgaria o, peggio, ore per andare a Riva".

 

In questi giorni sul tavolo l'idea di collegare la città con il Bosco della città attraverso una funicolare. "Un'iniziativa che non è sbagliata - spiega l'ex pentastellato - anzi forse da percorrere fino in fondo. Per ottenere un risultato utile si deve andare oltre per ridare centralità a Rovereto, ma anche Folgaria può indubbiamente beneficiare di questa ulteriore possibilità". 

 

E i riferimenti sono sempre quelli: funivia Malcesine, Innsbruck anche nella versione su rotaia e le cremagliere svizzere, ma anche l'Alto Adige. "Questa ipotesi - dice Vergnano  - potrebbe essere suggestiva per gli imprenditori di entrambi gli ambiti". Ovviamente servono risorse. "Una base finanziaria potrebbe risultare dal risparmio nella spesa della nuova Rsa che, se messa a bando e non costruita con fondi pubblici, libererebbe tra i 20 e i 25 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per il collegamento Rovereto-Folgaria".

 

Fondi che però probabilmente non sarebbero sufficienti. "Serve un'attenta analisiveloce e puntuale, per individuare i soggetti privati da affiancare all'investimento pubblico - continua il consigliere in forza ad Autonomia dinamica - per avere tempi certi di realizzazioni di questa opera. Penso a commercianti e imprenditori, albergatori e altre realtà che potrebbero essere molto interessati: questo investimento deve creare un ulteriore collegamento fino alla Campana dei caduti per creare un circolo virtuoso e attrattivo".

 

Una mozione che scandisce già i tempi. "Serve un consigliere delegato - conclude Vergnano - che in 6 mesi possa portare un progetto di massima e il relativo piano industriale per inserire la manovra nell’ultimo bilancio disponibile della legislatura".

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