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Zeni: ''Alla giunta non importa la professionalità ma l'ideologia''. Lo strano caso del bando per il dirigente dell'assessorato alla Salute

Voluto da Fugatti, il bando per il dirigente generale esclude i dirigenti della Provincia ma ammette i direttori. Un'incongruenza denunciata anche dal sindacato Dirpat: "Siamo basiti, non ha alcun senso ed è uno sgarbo nei confronti della professionalità dei vertici dell'amministrazione pubblica trentina"

Di Donatello Baldo - 11 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. E' davvero strano il bando provinciale deciso dalla giunta per la ricerca del dirigente generale da assegnare al Dipartimento Salute e Solidarietà sociale. E' strano per l'ex assessore Luca Zeni, che citando Shakespeare  sospetta del marcio (in Trentino e non in Danimarca). Ma è strano anche per Marcello Mazzucchi, segretario del sindacato Dirpat che raggruppa i dirigenti della pubblica amministrazione trentina.

 

C'è del marcio insomma? "Non voglio essere maligno - dice Mazzucchi - ma la cosa è strana, è illogica, non sta in piedi. E' anche offensiva nei confronti dei dirigenti della Provincia di Trento, un centinaio di persone di cui tutti hanno sempre riconosciuto l'elevata professionalità. Sono basito".

 

Vediamo però di capire cosa allarma il consigliere provinciale e il sindacalista. Nello scorso dicembre Maurizio Fugatti, da poco al timone della giunta, ha deciso di ritoccare i vertici della macchina amministrativa. Ha spostato qualche casella, mettendo in atto il classico 'valzer' dei dirigenti provinciali che di norma avviene ad ogni inizio di legislatura. 

 

Ma una casella è rimasta vuota. Il dirigente del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale è stato messo altrove ma al suo posto non è stato indicato nessun altro dirigente. Fugatti non ha voluto attingere dall'esercito dei cento titolati a ricoprire quell'incarico, già in forza nell'amministrazione provinciale. "Per quella posizione delicata faccio un bando".

 

E lo può fare, ma si tratta - come dicevamo, e come dicono Zeni e Mazzucchi - di un bando strano. Quella che salta agli occhi, nei requisiti per partecipare, è l'esclusione proprio dei dirigenti della Provincia autonoma di Trento. Nel bando per il dirigente generale del Dipartimento Salute sono esclusi i dirigenti. Strano davvero, e per Mazzucchi anche un po' sgarbato nei confronti della categoria.

 

La cosa ancor più strana è che sono però ammessi i direttori, che nella gerarchia dirigenziale sono un gradino sotto ai dirigenti. Sembra proprio che l'esclusione sia scientifica, chirurgica: non si vuole che partecipino quelle novanta punte di diamante che nell'amministrazione provinciale sono preparate, adeguate a ricoprire il ruolo (e già pagate mensilmente per la qualifica di dirigente).

 

"Se volevano ampliare la platea dei possibili candidati e inserire i direttori - spiega Mazzucchi - nessun problema, ma l'esclusione non ha alcun senso, è un vero e proprio sgarbo a cui cercheremo di opporci come sindacato".

 

Zeni dicevamo che ha citato Shakespeare, descrivendo Fugatti in preda al dubbio amletico: meglio avvalersi delle competenze interne alla Provincia o avvalersi della fedeltà di persone aventi l'esclusivo merito di appartenere alla stessa ideologia? Si chiede questo l'ex assessore, adombrando che la scelta di escludere i dirigenti dal bando sia perché si sa già a chi affidare il Dipartimento, a qualcuno di fidato e compiacente.

 

Come Mazzucchi, evidenzia la stortura dell'esclusione dei dirigenti, ma sottolinea anche altre incongruenze. "Laddove si elencano i requisiti richiesti per la partecipazione alla citata selezione, colpisce il richiamo a precisazioni che da anni non si leggono più nei bandi,  per la loro ovvietà e ridondanza".

 

E qui l'elenco: "La richiesta, per esempio, del requisito dell’età non inferiore agli anni 18 compiuti alla data di scadenza di presentazione delle domande di partecipazione all’avviso, requisito che fa ampiamente il paio con la richiesta del possesso di un diploma di laurea di durata almeno quadriennale, ovvero diplomi di laurea specialistica o laurea magistrale”.

 

"Un minorenne - fa notare Zeni - non potrebbe comunque, in linea generale, possedere i requisiti della laurea, tranne forse qualche caso di genio precoce che però non è probabile ambisca a fare il Dirigente generale della Sanità trentina, ma guardi ad orizzonti più ampi. Lo stesso dicasi per la richiesta dell’assolvimento degli obblighi militari, dimenticando che in Italia, ormai da qualche anno, il servizio obbligatorio di leva è stato abolito".

 

Il punto principale è però quello dell'esclusione e della competenza, su cui Zeni interroga la giunta: "Perché si è ritenuto che nessuna risorsa interna alla  Provincia sia in grado di dirigere il Dipartimento salute e Solidarietà sociale? Per quale ragione il requisito dell’ 'esperienza professionale maturata in qualifiche o profili per i quali è previsto il possesso del diploma di laurea magistrale presso amministrazioni pubbliche' non si applica ai dirigenti della Provincia, posto che la stessa è, senza dubbio, un’amministrazione pubblica?".

 

E l'ultima domanda: "Sono state fatte verifiche approfondite in merito alla legittimità dell’operazione di fronte all’eventuale ricorso da parte di qualcuno dei dirigenti provinciali esclusi ma in possesso dei requisiti richiesti nel bando?".

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