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Agenzia del lavoro, Ferrari: ''Pat preoccupante: licenzia collettivamente i professionisti che aiutano a cercare occupazione per riprenderli come precari part time''

La vicenda dei 16 lavoratori impegnati all'Agenzia del lavoro è stato l'argomento centrale della conferenza dei capigruppo in Pat. Presenti i sindacati, assente l'assessore e quasi tutta la maggioranza (escluso Masè). Ma almeno Kaswalder si è detto rassicurato. Zanella: "Incapacità del governo provinciale di pianificare il fabbisogno di personale in tutti i settori"; Pallanch: "Ennesima brutta pagina della nostra Autonomia"

Di Luca Andreazza - 23 dicembre 2020 - 13:36

TRENTO. "L'Agenzia del lavoro rischia di affrontare i prossimi mesi con personale insufficiente e sottopagato, assunto con contratto interinale". Così l'ex assessora Sara Ferrari. "Oggi abbiamo appurato che il principale strumento pubblico di orientamento e ricollocamento potrebbe non essere pronto nella primavera prossima per supportare i cittadini che perderanno il lavoro a causa della crisi economica innescata da Covid-19". 

 

"L'assenza di un esponente della Giunta alla capigruppo su una questione tanto seria è grave. Questa vicenda - aggiunge Paolo Zanella (Futura) - dice dell'incapacità del governo provinciale di pianificare il fabbisogno di personale in tutti i settori. Un fattore che provoca costi umani per i lavoratori e economici per la Pat".

 

La vicenda dei 16 lavoratori impegnati al Centro risorse dell'Agenzia del lavoro come dipendenti di Consolida e che, causa scadenza del contratto della coop, dovrebbero passare all'agenzia interinale Tempor, è stato l'argomento centrale della conferenza dei capigruppo in Consiglio provinciale. Un incontro al quale si sono collegati in video-conferenza anche i sindacati rappresentati da Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Luigi Diaspro (Fp Cgil), Marcella Tomasi e Elisa Orempuller (Uil Fpl) e Ermanno Ferrari (Fisascat Cisl).

 

Assente l'assessore competente, Achille Spinelli, e praticamente tutta la maggioranza, escluso Vanessa Masè (La Civica). "Alcuni sono occupati nella concomitante capigruppo del Consiglio regionale", ha spiegato Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale. 

 

"Questa partita - commenta Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp - non ha trovato l'attenzione della Giunta e dell'assessore Achille Spinelli, il quale non ha mai accettato di incontrare i sindacati. Questa azione implica gravi sacrifici per i lavoratori coinvolti che entro la fine dell'anno sono chiamati a decidere se accettare un lavoro part time di 18 ore o andare in cassa integrazione. Una forma di ricatto umiliante che contrasta con i protocolli con la Provincia che prevedono l’obbligo di informativa ai lavoratori e il ricorso al lavoro interinale solo nei casi di stretta necessità. Con un confronto, si sarebbe potuta trovare una soluzione nel rispetto dei contratti e senza gettare questi lavoratori nel precariato".

 

Il sindacalista della Cgil, Luigi Diaspro, ha aggiunto che anche questa vicenda dell’Agenzia del lavoro dimostra la volontà della Giunta di ristrutturare il sistema Pat in deroga ai principi del lavoro stabile: in questo caso si proietta nella precarietà un gruppo di professionisti che da 8 anni lavorano per offrire possibilità ai disoccupati. Si è arrivati a questo punto, anche se già nel 2019 si era parlato della necessità di fare un concorso per assumere un gruppo di questi lavoratori. Selezione, secondo Diaspro, rinviata con la scusa del Covid dietro la quale si cerca di nascondere la scelta di non stabilizzarli.

 

"Ennesima brutta pagina della nostra Autonomia. La centralità del lavoro - evidenzia Pallanch - non può passare dalla scelta di sola convenienza, ma è necessario guardare al futuro con lungimiranza e coraggio. E' mancato anche questa volta il confronto, in un settore che dovrebbe diventare modello contro la precarietà".

 

Scade, infatti, il 31 dicembre la possibilità per l’Agenzia del lavoro di ricorrere a professionalità esterne in base al bando di appalto vinto a suo tempo dal consorzio cooperativo Consolida. "L’appalto – aveva spiegato Spinelli – non può essere rinnovato. Ma nessuno rimarrà a casa. A gennaio partirà innanzitutto un contratto di 5 mesi per 18 ore settimanali". 

 

Nella discussione sul bilancio dei giorni scorsi, il Consiglio provinciale ha approvato all'unanimità due proposte del Partito democratico che prevedono ulteriore finanziamento all'Agenzia del lavoro e il potenziamento del suo personale. 

 

"E' una struttura fondamentale, da sempre, soprattutto per i prossimi tempi difficili. Si può assumere interinali solo in assenza di alternative immediatamente praticabili e in maniera residuale - aggiunge Sara Ferrari -  avviando in tempi rapidi le procedure concorsuali. Scopriamo oggi con chiarezza invece come i lavoratori che da almeno 8 anni in Agenzia del lavoro si occupano di fare orientamento alle persone in cerca di lavoro, compreso categorie fragili, di portare avanti politiche attive e di formazione, subiscono in questi giorni un licenziamento collettivo, e che 'possono' accettare in cambio un contratto di somministrazione per 5 mesi a 18 ore settimanali, attraverso agenzia interinale, per svolgere un servizio pubblico così importante".

 

La Provincia intende predisporre un bando di concorso per assunzioni con contratto a tempo indeterminato di personale della figura di funzionario a indirizzo socio-assistenziale/politiche del lavoro, da assegnare all'Agenzia. "Bisogna anche tenere conto delle difficoltà poste dal Covid-19. Qualora, in ogni caso, sorgessero ulteriori problemi di percorso - aveva rassicurato l'assessore attraverso una nota - si troverà la formula per prorogare i contratti in essere fino a quando il concorso non potrà essere materialmente espletato, nell’interesse tanto dei lavoratori coinvolti quando della stessa amministrazione, deve poter continuare a contare sulla loro esperienza".

 

C'è la prospettiva di un nuovo bando il prossimo anno. "Ma quale tempistica? E' già discutibile il ricorso al lavoro a somministrazione da parte dell'ente pubblico per impiegare persone che si occupano di trovare un'occupazione ai cittadini. Si aggiunge che la riduzione del monte ore - spiega Sara Ferrari - porta al ricorso di questi lavoratori stessi agli aiuti sociali erogati sempre dalla Provincia per arrivare a fine mese. Preoccupa la mancanza di programmazione della Giunta provinciale, che nell'incontro odierno non si è presentata".

 

Un'altra preoccupazione riguarda il futuro e le criticità legate all'emergenza coronavirus. "Come potremo affrontare le difficoltà occupazionali che si presenteranno dalla primavera prossima - continua Sara Ferrari - se nessuno si è preoccupato in questi mesi di rafforzare l'organismo che fino a oggi si è occupato di collocamento al lavoro? Anzi a fine anno ci ritrova perfino con un guaio organizzativo di questo tipo". 

 

La Fisascat Cisl, per voce di Ermanno Ferrari, ha chiesto quali garanzie ci possono essere per la continuità del servizio, mentre Marcella Tomasi (Uil) ha messo in evidenza che in questo momento questi 16 lavoratori non sono né carne né pesce, posti in una situazione che è una novità per la pubblica amministrazione: "Si spera in un concorso che però è stato promesso da mesi".

 

"Pare che il presidente Salomone abbia indicato in almeno 40 persone il fabbisogno di personale - evidenzia Sara Ferrari - perché i centri per l'impiego sparsi sul territorio possano svolgere un servizio che sarà sempre più indispensabile. Nonostante l'approvazione delle nostre proposte di potenziare l'organico di queste figure, al momento non ci sono risposte. Ci auguriamo che la Giunta, ferma sulla posizione del 'ci stiamo lavorando', possa dare risposte rapide come i tempi richiedono, per garantire ai cittadini trentini che potranno trovarsi in serie difficoltà lavorative nei prossimi mesi, che la struttura pubblica di Agenzia del lavoro sarà al massimo della sua efficienza con la passione e la professionalità di personale correttamente assunto e non sfruttato e poi così maltrattato come accade".

 

La dirigente generale del dipartimento Sviluppo economico, ricerca e lavoro, Laura Pedron, ha risposto che il contratto era già stato prorogato l'anno scorso e che non era più possibile evitare la gara europea visto l’importo di 700 mila euro all’anno. Inoltre, l’appalto, stipulato 8 anni fa, non è più coerente con la nuova struttura che è cambiata in seguito agli interventi fatti nella scorsa legislatura e che hanno aperto ai soggetti accreditati e ai voucher. Il bando previsto l'anno scorso è stato bloccato dal Covid e quindi la scelta dell’agenzia interinale è stata fatta per creare una situazione ponte in vista del concorso, nel quale si valuterà l’esperienza, e della gara europea.

 

"C’è evidentemente un problema generale di rapporti - commenta Alex Marini (Movimento 5 stelle) - visto che i sindacati chiedono sempre incontri con il Consiglio che avvengono spesso fuori dalle sedi istituzionali e che non vengono verbalizzati. Incontri che si dovrebbero invece tenere in commissione".

 

In chiusura, Kaswalder ha affermato che l'incontro ha permesso di focalizzare il problema e di conoscere le soluzioni che cerca di mettere in pratica la Provincia. Si è detto rassicurato. Se non altro, almeno il presidente del Consiglio provinciale si sente rassicurato.

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