Contenuto sponsorizzato

Approvato il ddl Segnana sulle coppie separate o divorziate: 19 i voti favorevoli, 11 gli astenuti

Dopo una giornata di discussione, il ddl sulle coppie separate o divorziate proposto dall'assessora alle politiche sociali Stefania Segnana è stato approvato con 19 voti favorevoli. Di segno tecnico e non politico le astensioni dei consiglieri d'opposizione, da cui arrivano anche apprezzamenti sulla legge

Di Davide Leveghi - 04 febbraio 2020 - 19:40

TRENTO. Via libera al ddl Segnana a sostegno dei coniugi separati. Con 19 voti favorevoli e 11 astenuti, il disegno di legge proposto dall'assessora alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana è stato approvato. Voci soddisfatte giungono dalla maggioranza, mentre da parte delle opposizioni l'astensione è stata motivata più da questioni tecniche che politiche.

 

Il ddl vuole rispondere alle finalità di “sostenere il coniuge separato o divorziato nella prosecuzione di un’esistenza dignitosa, nel recupero dell’autonomia abitativa e nell’esercizio dei ruoli materno e paterno, nonché nel mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo dei figli con entrambi i genitori anche dopo la loro separazione legale oppure dopo lo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio”, stabilendo una serie di interventi in materia economica, abitativa e d'assistenza e mediazione tesi a smussare le criticità di queste situazioni.

 

Nel corso della discussione, il consigliere di Agire Claudio Cia ha espresso apprezzamento per un ddl che “riguarda tematiche delicate che ci tramandiamo da decenni”. “Sarà pure un topolino – ha aggiunto – ma in trent’anni di governo del centrosinistra non si era mai riusciti a partorire nemmeno quello”. Valutazione positiva è stata data particolarmente all'articolo 4, in cui si stabiliscono “interventi di assistenza e mediazione familiare” volti a “favorire il mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo dei minori con ciascun genitore”, attraverso la valorizzazione da parte della Pat dei “servizi socio-sanitari e socio-assistenziali pubblici e privati, quali i consultori e gli sportelli”. Il fine, recita il ddl al punto 1 dell'art.4, è “offrire informazioni, orientamento e supporto per l'accesso alla rete dei servizi, promuovendo interventi di mediazione familiare e consulenza psicologica, sociale e legale e attività di auto-mutuoaiuto”.

 

Altrettanto favorevole è stato l'intervento della consigliera leghista Katia Rossato, che ha definito “convincente” la proposta dell'assessora avendo posto sul tavolo “per la prima volta il tema dei coniugi separati o divorziati” e “l'impoverimento e i costi sociali ad esso legati”. La consigliera della Lega, in particolare, ha evidenziato come questo problema “colpisca tanti trentini in difficoltà”, in passato “ignorati e non oggetto della meritata attenzione”.

 

L'accento sui soli trentini ha trovato nel consigliere Filippo Degasperi un fermo critico, definito “fuori luogo” perché il ddl va a “sostegno di chiunque risieda nel nostro territorio da oltre dieci anni”. Per quanto riguarda gli interventi a sostegno economico, infatti, si stabilisce che i soggetti che possono avere accesso saranno “i coniugi separati o divorziati che si trovano in situazione di grave difficoltà economica a seguito di una pronuncia dell'organo giurisdizionale di assegnazione della casa familiare o dell'obbligo di corrispondere l'assegno di mantenimento”.

 

A riguardo si stabilisce che la Provincia possa “concedere per un periodo di massimo tre anni contributi in conto interessi per la copertura integrale sulle rate di ammortamento dei prestiti contratti, per un importo massimo di 30mila euro, con istituti di credito aderenti a una convenzione sottoscritta con la Provincia”. “L'ammissibilità della domanda di contributo – recita il comma 4 – è subordinata al possesso, da parte del coniuge separato o divorziato, di una situazione economico-patrimoniale valutata in base all'indicatore della condizione economica familiare (Icef)”, a esclusione dei “soggetti condannati, anche non in via definitiva, o in applicazione della pena su richiesta delle parti nei casi previsti dall'articolo 3 bis del decreto-legge n.93 dell'agosto 2013”.

 

Sulla questione dell'Icef, la proposta del consigliere Degasperi di “tenere in considerazione nel calcolo dell'Icef chi oggi non ha figli a carico ma è tenuto a versare l'assegno di mantenimento e a pagare il mutuo della casa di abitazione” ha trovato la giunta favorevole. All'articolo 3, dedicato agli “Interventi di sostegno abitativo”, si stabilisce inoltre che “al coniuge legalmente separato o divorziato incapace di soddisfare, autonomamente o tramite rete familiare, il bisogno abitativo per sé e, eventualmente, per i suoi figli può essere messo a disposizione un alloggio pubblico secondo quanto previsto dagli articoli 5, comma 4 e 6, comma 5 bis, della legga provinciale n.15 del novembre 2005”. Il tutto subordinato chiaramente a requisiti di residenza per l'accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

Al momento della dichiarazione di voto, conclusa come detto con l'approvazione grazie a 19 voti favorevoli e 11 contrari, dalle opposizioni sono giunte voci critiche più per questioni tecniche che non per divergenze ideologiche. La consigliera del Patt Paola Demagri, ad esempio, ha espresso interesse per la legge, facendo notare però come “le richieste avanzate di individuare i genitori come core di ogni articolo non siano mai state considerate”.

 

Sostanziale apprezzamento è arrivato anche dal gruppo di Futura, che per bocca della consigliera Lucia Coppola ha annunciato l'astensione sulla base della considerazione che “alcuni emendamenti dell'assessora approvati fossero la fotocopia di suoi emendamenti respinti”. La consigliera del Partito democratico Sara Ferrari, invece, ha giustificato l'astensione “stante il mancato accoglimento di nessuno degli emendamenti presentati”.

 

Crediamo che ci sia la responsabilità di sostenere i bisogni dei minori e non delle coppie senza figli – ha aggiunto – e non condividiamo il fatto che questo disegno di legge abbia come destinatarie le coppie e non i genitori. Infine troviamo insufficiente lo sforzo dell'assessora, pur apprezzabile, di riconoscere con un ordine del giorno 'una precedenza' ai genitori”.

 

Più critico il consigliere Filippo Degasperi. “Qui si opera una discriminazione – ha affermato – e in questo stanno le ragioni dell'astensione. Se volevate sostenere il supremo interesse del minore non avreste dovuto escludere i figli di coloro che non rientrano nella categoria dei coniugi e nemmeno in quella delle coppie di fatto. Questa è una scelta politica, ma non potete affermare di non escludere nessuno”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

30 ottobre - 20:13

Ci sono 127 persone nelle strutture ospedaliere di Trento e Rovereto, 9 pazienti si trovano nel reparto di terapia intensiva e 12 in alta intensità. Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 222 positivi a fronte dell'analisi di 2.861 tamponi molecolari per un rapporto contagi/tamponi al 7,6%

30 ottobre - 18:15

La misura introdotta per evitare assembramenti: l’1 e il 2 novembre i cimiteri di tutto il Trentino rimarranno chiusi. Fugatti: “L’azienda sanitaria ci segnala un rischio aumento dei contagi sugli anziani, una settimana dopo le feste di Ognissanti”

30 ottobre - 20:57

Questi alcuni commenti durante la diretta della Provincia per aggiornare il territorio sulla situazione epidemiologica. Rossi (Patt): "Fugatti deve dissociarsi subito e anche prendere provvedimenti altrimenti vuol dire che condivide"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato