Coniugi separati: spese di mantenimento, affitto e mutuo diventano deducibili. La Giunta approva la proposta Degasperi
Presto le spese per il mantenimento dei figli, affitto e oneri del mutuo per l’abitazione in cui vivono i figli non saranno più conteggiate nel reddito, ciò si tradurrà in un risparmio concreto per le tasche dei coniugi separati. Degasperi: “Ottimo risultato, ora l’accesso ai benefici sarà agevolato”

TRENTO. L’approvazione è arrivata con 29 voti a favore, senza che vi fossero contrari o astenuti, in poche parole chi era presente si è trovato d’accordo con il documento presentato dal consigliere provinciale, nonché candidato sindaco di Trento per Onda Civica, Filippo Degasperi.
La proposta “agevolazioni per coniugi separati o divorziati in difficoltà nell’accesso ai contributi soggetti a valutazione Icef” è frutto di un lavoro a sei mani portato avanti dal consigliere provinciale, firmatario dell’ordine del giorno, Andrea Maschio, capogruppo Onda civica, e Roberto Buffi del Centro Antiviolenza bigenitoriale.
Nel concreto i criteri di valutazione dell’Icef esistenti saranno aggiornati e integrati prevedendo che le spese riguardanti gli oneri per il mantenimento dei figli, le spese di affitto e gli oneri del mutuo per l’abitazione in cui i figli sono collocati diventino deducibili.
In poche parole tutte queste spese non saranno più conteggiate nel reddito, ciò si tradurrà in un risparmio concreto per le tasche dei coniugi separati che molto spesso vengono a trovarsi in situazioni di difficoltà economica proprio per il sopraggiungere di una serie di spese che prima della separazione, o del divorzio, non dovevano sostenere.
“Tutte queste spese – spiega Degasperi – possono comportare una riduzione significativa degli standard di vita di queste persone le quali si trovano costrette a richiedere, alla Provincia o agli enti pubblici, dei sussidi per i quali viene effettuata la valutazione economica mediante l’indicatore Icef”. Insomma quello che veniva a crearsi era un circolo vizioso che “imprigionava” i coniugi. “Si tratta di buon senso – continua il consigliere provinciale – ora queste voci potranno essere dedotte dal reddito dei coniugi, agevolando i questo modo l’accesso ai benefici richiesti”.
Soddisfatto anche Maschio: “Questo modus di calcolo è un cambio di prospettiva importante ed un riconoscimento dello svilimento ad oggi perseverato del genitore non collocatario”. Per gli ideatori della proposta, grazie ad essa la Pat” ha compiuto un altro grande passo verso un cambiamento epocale negli aiuti dei genitori in difficoltà”.
Ora la Giunta sarà chiamata a stabilire tempi e modi con i quali introdurre le modifiche che disciplinano le agevolazioni per i coniugi separati o divorziati che versano in condizioni di difficoltà.












