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Castelli: ''Se i ristoratori non ce la fanno, cambino mestiere'', Fontanari: ''Non accettiamo certi commenti''. La lettera di protesta di 50.000 esercenti

La viceministra all'Economia è stata protagonista di uno scivolone in un'intervista su Rai 2 stigmatizzato da tutta la categoria sia a livello nazionale che locale. Il presidente dell'associazione trentina: ''Pensi piuttosto, anziché lanciarsi in dichiarazioni infelici, a dare copertura con gli ammortizzatori sociali a quei lavoratori che ad oggi non possono rientrare in azienda''

Di L.P. - 20 luglio 2020 - 18:55

TRENTO. ''Non ci risulta che l’onorevole Castelli abbia maturato un’esperienza imprenditoriale, al di là di quanto imparato sui banchi di scuola, per fare certe dichiarazioni, quindi se non ricoprisse l’incarico di viceministra non sarebbe nemmeno il caso di replicare''. Ma viceministra, Castelli, lo è e quindi il presidente dell'associazione ristoratori del Trentino Marco Fontanari non ha potuto esimersi dal commentare quella dichiarazione fatta al Tg2 Post dove si è lasciata scappare l'affermazione ''se i ristoratori non ce la fanno, cambino mestiere''.

 

Una frase che ha scatenato molte polemiche anche se il concetto era poi stato subito chiarito. ''Questa crisi ha spostato domanda e offerta - aveva detto Castelli - le persone hanno cambiato il modo di vivere, e bisogna aiutare gli imprenditori dei nuovi business che sono nati in questo periodo. Certo che se una persona decide di non andare più al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività e non perdere l’occupazione e va sostenuto anche nella sua creatività, magari ha visto un nuovo business. Io credo che negare che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta in termini macro economici sia un errore. Vanno aiutate le imprese, sposteremo le tasse''.

 

L'esternazione, però, è stata presa molto male da tutto il mondo della ristorazione e così è arrivata una lettera sottoscritta da 50.000 ristoratori di tutta Italia dove si è spiegato che ''per noi il commento della viceministra al servizio mandato in onda dal TG2 è bocciato. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un importante colonna economica italiana ( 13% del Pil)''.

 

 


E anche il presidente dei ristoratori del Trentino Fontanari non ci sta: ''Con massimo rispetto delle istituzioni, crediamo che prima di fare certe affermazioni, lei che ha importanti compiti di governo, debba creare occasioni per le imprese, affinché possano operare sul mercato con giusta burocrazia, giusta fiscalità e giusta tutela. Questo non è il momento per fare certe considerazioni visto che il settore della ristorazione, del quale molti si riempiono la bocca quando rappresentano l’Italia all’estero, è stato uno dei settori più colpiti, se non il più colpito, dall’emergenza coronavirus''.

''Non accettiamo certi commenti - prosegue Fontanari -: sono poco rispettosi di chi lavora, di chi crea occupazione, di chi nonostante ogni difficoltà si impegna e apre la propria attività ogni giorno, anche in un contesto così arduo come il presente. Porti rispetto a chi ha dovuto ricorrere ancora al debito per superare questa crisi, e non sicuramente agli aiuti di stato che non sono stati così soddisfacenti né ad arginare né a superare la crisi. Siamo una categoria divisa in tante piccole aziende ma che insieme creano migliaia di posti di lavoro e costituiscono la spina dorsale della nostra economia, assieme alle altre piccole e medie imprese''.

''Pensi – conclude Fontanari – piuttosto, anziché lanciarsi in dichiarazioni infelici, a dare copertura con gli ammortizzatori sociali a quei lavoratori che ad oggi non possono rientrare in azienda''.

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