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Via libera alle aperture la domenica, Stanchina: ''Ora un percorso serio e responsabile per ammodernare il comparto''

L'amministrazione comunale chiede un cambio di passo alla Provincia per trovare soluzioni condivise e convincenti. Stanchina: "Si deve avere la forza di trovare nuove opportunità e non calare norme dall'alto, soprattutto se già si sa che sono sbagliate in partenza"

Di Luca Andreazza - 02 ottobre 2020 - 18:46

TRENTO. "Adesso è il momento di avviare un percorso serio e responsabile per ammodernare il comparto", queste le parole del neo vice sindaco e assessore al commercio di Trento, Roberto Stanchina, che aggiunge: "E' stato chiara fin dall'inizio come si sarebbe conclusa questa vicenda e c'è poco da essere soddisfatti".

 

A inizio settimana è arrivato il passo indietro della Provincia: una delibera per assegnare facoltà di aprire negozi e supermercati la domenica e i festivi. Una decisione arrivata dopo un "approfondimento tecnico" a seguito dell'ordinanza del Tar di Trento che ha accolto il ricorso di alcuni esercizi commerciali contro la legge tanto voluta da piazza Dante (Qui articolo). Il tribunale ha rimandato poi tutto alla sentenza della Corte costituzionale ma intanto c'è stata la retromarcia (Qui articolo).

 

"Già in tempi non sospetti - aggiunge il vice sindaco - avevamo contestato questo provvedimento: gli uffici tecnici del Comune e quelli della stessa Provincia aveva espresso un parere negativo alla norma. Ora è maturato il momento di avviare un confronto tra istituzioni, Consorzio dei Comuni e sindacati per capire come si può migliorare un comparto che non è più quello degli anni '60".

 

Una decisione della Provincia di chiudere in controtendenza rispetto a un periodo di crisi, anche economica, causata dall'emergenza Covid-19. La stima è quella di oltre 70 milioni di euro andati in fumo per questa misura. E anche Codacons, l'associazione che tutela i consumatori, è intervenuta nelle scorse ore per presentare un ricorso contro la legge Failoni-Fugatti. Una norma bocciata anche da Confesercenti (Qui articolo). 

 

"La clientela è cambiata - spiega Stanchina - il consumatore oggi è più puntuale e accurato. C'è poi una digitalizzazione molto forte anche in questo settore. E ancora posti di lavoro e dipendenti che devono essere tutelati. Gli aspetti da valutare sono veramente tanti e tutto è stato ridotto in una legge approvata con urgenza quando non c'erano le motivazioni specifiche per un iter di questo tipo. Una norma paradossalmente nella direzione opposta rispetto al momento difficile: i negozi avrebbero dovuto avere l'opportunità di lavorare e ripartire nelle migliori condizioni possibili dopo la chiusura forzata  per il lockdown".

 

Probabile ora che alcune categorie economiche chiedano i risarcimenti e gli importi del mancato guadagno potrebbero essere davvero importanti. "Un privato - evidenzia il vice sindaco - può certamente agire in questo senso e il danno sarebbe doppio perché si parla di soldi pubblici, quindi di tutti".

 

A peggiorare la situazione è stata poi quella di assistere a un comparto spezzettato a livello provinciale tra territori, anche limitrofi, aperti e chiusi, senza dimenticare i confinanti operativi. 

 

L'amministrazione comunale chiede un cambio di passo alla Provincia per trovare soluzioni condivise e convincenti. Un percorso che però si annuncia naturalmente lungo per i molteplici interessi in gioco.

 

"La questione - conclude Stanchina - non si deve ridurre alle aperture o chiusure la domenica e festivi, fermo restando che un imprenditore deve avere libertà di impresa e c'è il principio della concorrenza. Si deve analizzare quanto avviene a livello europeo e nazionale. E' necessario capire il futuro del settore e magari prevedere alcune azioni, anche in forma sperimentale per sostenere il tessuto economico, tutelare i lavoratori, creare indotto e aiutare un comparto fondamentale. Nella sfortuna della crisi causata dall'emergenza coronavirus, si deve avere la forza di trovare nuove opportunità e non calare norme dall'alto, soprattutto se già si sa che sono sbagliate in partenza".

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