Comunità di Valle, la Lega da anni prometteva di abolirle (e lo ha anche messo nel programma) ma ora (al governo da un anno) Gottardi spiega che non succederà
Fugatti per anni ha raccolto firme e la Lega ha fatto gazebo e incontri sul tema. A pagina 9 del programma elettorale del centrodestra c'è scritto ''abolizione delle Comunità di Valle con la nascita dei Distretti che saranno gestiti dalla 'conferenza dei sindaci''' eppure ieri in consiglio provinciale l'assessore competente ha spiegato che dopo un anno di governo ancora è tutto fermo. Si pensa a una riforma della quale non si conoscono i tempi

TRENTO. ''Abolizione delle Comunità di Valle con la nascita dei Distretti che saranno gestiti dalla 'conferenza dei sindaci'''. Questo c'è scritto a pagina 9 del programma elettorale della coalizione popolare autonomista per il cambiamento di centrodestra con Fugatti candidato presidente della Provincia. Pagina 9 è la seconda del piano di governo che è stato sottoposto al voto popolare (fino alla 7 sono principi e preamboli) ed è quindi scontato ritenere questa promessa una delle più importanti del programma del centrodestra (che si concludeva a pagina 55).
E d'altronde è dal 2011 che la Lega chiede in tutti i modi di abolire le Comunità di Valle. I trentini ricorderanno gli innumerevoli gazebo sparsi su tutto il territorio provinciale con scritto ''Basta sprechi, eliminarle Si può'' per raccogliere le firme contro questi enti che venivano considerati inutili e ''mangiasoldi''. La Lega negli anni ha coinvolto migliaia di persone nella loro battaglia, fatto fare un referendum popolare al riguardo (poi perso), continuato a ripetere, anno dopo anno, con Fugatti in testa, che ''le Comunità di Valle vanno cancellate'' e oggi è arrivata la dichiarazione dell'assessore Gottardi che, di fatto, ha spiegato che tutta questa fretta di abolirle, ora che sono al governo della Provincia da oltre un anno, non c'è.
''Sulla base di quanto emerso dagli Stati generali della montagna - ha detto Gottardi in consiglio provinciale rispondendo alla consigliera del Patt Paola Demagri - la Giunta intende procedere alla riforma istituzionale delle comunità con un disegno di legge che inizierà il suo iter nei prossimi mesi. La proposta, ha aggiunto Gottardi, che andrà preliminarmente condivisa con il Consiglio delle autonomie locali, è di realizzare un modello di Comunità come ente strumentale a servizio dei Comuni, che gestisca quindi servizi e funzioni amministrative (servizi sociali, edilizia privata e diritto allo studio) già delegate o da delegare volontariamente da parte dei Comuni stessi''.
Insomma se riforma ci sarà (oggi la maggioranza ha specificato che non ci sono tempi e modi certi per realizzazione di tale intervento. ''Non sono prevedibili - ha detto Gottardi - in quanto le questioni tecniche da affrontare sono molto complesse e riguardano la competenza di diversi servizi provinciali'') non provocherà la tanto sbandierata abolizione dell'ente. ''La riforma - ha aggiunto l'assessore - istituzionale dovrà quindi comprendere due aspetti principali: gli organi della Comunità
e le funzioni e i servizi che la stessa presta per il proprio territorio di riferimento. Se la riforma non dovesse essere attuata in tempo per le elezioni amministrative del 3 maggio prossimo, si prevederanno forme di continuità con la governance attuale, in modo da evitare elezioni che dovessero successivamente rivelarsi inutili''.
Insomma per ora il governo del ''cambiamento'' nulla cambia. In futuro si vedrà.














