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Tunnel sotto e funivia sopra il Baldo, la ferrovia e la Valdastico, l'impianto Rovereto-Folgaria, il raddoppio della Valsugana. Ma quale è il piano di mobilità della Lega?

Ogni territorio ha il suo progetto sulla base dell'assunto "Una grande opera all'anno" che è tra gli slogan preferiti della Lega che governa la Provincia di Trento. Sono già stati superati i due anni di legislatura e ancora tutto sembra fermo, anche se le promesse, le idee e le proposte certamente non mancano sul tavolo. Ci sono anche alcuni commissari straordinari

Di Luca Andreazza - 03 maggio 2021 - 06:01

TRENTO. "Non è una chiacchiera ma una volontà precisa: ci ragioniamo da un anno e aspettiamo le valutazione del Vas per capire la portata dell'infrastruttura". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni ospite del Tavolo turismo del Comune di Brentonico di lunedì 26 aprile con le quali ha ribadito l'intenzione di realizzare la funivia che da San Valentino di Brentonico raggiunge quella che sale da Malcesine. Sempre negli ultimi giorni invece il presidente Maurizio Fugatti ha incontrato il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, per rilanciare la circonvallazione in val Rendena: "E' tra le cinque opere strategiche per la nostra provincia, un importante intervento che va a beneficio di un territorio, che rappresenta un centro dell’economia e del turismo dell'intero Trentino".

 

Ogni territorio ha il suo progetto sulla base dell'assunto "Una grande opera all'anno" che è tra gli slogan preferiti della Lega che governa la Provincia di Trento. Sono già stati superati i due anni di legislatura e di fatto ci si trova oltre metà del percorso ma ancora tutto sembra fermo, anche se le promesse, le idee e le proposte certamente non mancano sul tavolo. Ci sono anche alcuni commissari straordinari. Un piano urbanistico provinciale, in parte anche alcuni Prg comunali, che appare da riscrivere per far spazio a tutte quelle ipotesi che vengono rilanciate a seconda dell'interlocutore che i diversi assessori incontrano.

 

Interventi, importanti, senza però proporre poi un disegno organico, una visione d'insieme del quadro viabilistico che piazza Dante intenderebbe lasciare ai posteri. Difficile quando si ragiona ancora a spot e consensi, tutto ha l'alone della strategicità. Restano poi da capire anche le risorse a disposizione e quante di queste progettualità potrebbero attingere al Recovery plan.

 

Basti pensare solo all'area tra la Vallagarina e l'Alto Garda. L'unico cantiere operativo è quello avviato nella precedente legislatura: il collegamento di Loppio. Ma solo in questa porzione del Trentino potrebbero trovare spazio il tunnel sotto il Baldo tra Avio e Malcesine, la Valdastico con uscita a Rovereto sud dopo aver attraversato le valli del Leno (ipotesi da circa 7 milioni di metri cubi di roccia da movimentare, l’equivalente di 100 mila container da 40 piedioltre 1 milione di camion entro la valle e circa 60 chilometri di tunnel e gallerie). E ancora la ferrovia Rovereto-Mori-Riva del Garda. Poi nel dubbio via libera anche al collegamento funiviario Polsa San Valentino-Malcesine e quello Riva del Garda-Ledro. Non si esclude nemmeno quello da Rovereto a Folgaria. Nella città della Quercia in agenda pure la circonvallazione, tratto comune al capoluogo.

 

C'è (sempre) l'interesse della Lega, si ipotizza di redigere gli studi di fattibilità ma alcune opere sarebbero già state valutate anche dalla precedente amministrazione. La ferrovia Mori-Riva del Garda, per esempio, è stata ventilata in forma preliminare: c'è lo studio Metroland e alcuni approfondimenti portati avanti dall'ex assessore Mauro Gilmozzi hanno evidenziano un costo dell'opera di almeno 500 milioni e quale possibile modalità finanziamento attraversi i fondi dell'unione europea combinati con privati del piano Juncker.

 

Discorso simile per l'impianto che dovrebbe collegare il cuore della skiarea brentegana all'alpe che si affaccia sul lago di Garda. I territori di Brenzone e Malcesine sembrano più orientati a realizzare il tunnel che passa sotto il Baldo, mentre per quanto riguarda la fune l'investimento è stato valutato (e archiviato) nel giro precedente: ci sarebbe uno studio di fattibilità (due tronconi: l'area di Malcesine alla Polsa San Valentino intorno ai 1.300 metri di quota e quindi ripartire per raggiungere il centro abitato di Brentonico a 800 metri) che avrebbe evidenziato due problemitroppe criticità da superare e nessuna risorsa da poter investire per un progetto tanto affascinante quanto impegnativo e dispendioso che interferisce con sistemi delicati e zone pregiate a livello naturalisticostorico e ambientale.

 

La Valdastico è ormai letteratura e sono piene le pagine (anche più recenti) tra ricorsi e sentenze del Consiglio di Stato a bloccare l'opera con sbocco a Rovereto sud (con la Giunta Rossi che aveva già indicato la zona dell'Interporto di Trento come approdo ideale). Sempre nel capoluogo la Lega non si è risparmiata nemmeno sulla funivia Trento-Bondone: s'ha da fare, strategica.

 

C'è poi il piano di raddoppiare la strada statale 47 della Valsugana tra Ospedaletto e Grigno. Un piano che però presenterebbe diverse criticità (Qui articolo), dubbi che sono emersi anche a Grigno (Qui articolo). Pure le Acli sollevano più di un dubbio rispetto a questa ipotesi (Qui articolo). La Pat è tornata sul tema: "I territori sono sovrani e la Provincia non può che ascoltare, senza pregiudizio alcuno, le scelte dei rappresentanti amministrativi locali al fine di trovare le migliori soluzioni". 

 

Un raddoppio di quel tratto di strada che sembra rappresentare una soluzione praticamente unica a livello provinciale. E lungo la statale potrebbe poi trovare sede anche un impianto in grado di collegare il lago di Caldonazzo a Lavarone. Insomma, la fune piace, ma paradossalmente un'opera già finanziata e pronta a partire con il cantiere c'è ma rischia di non vedere la luce: i 9 milioni per la funivia sul Rolle sarebbero stati dirottati altrove.

 

C'è l'idea di riqualificare l'ice rink di Pinè in ottica Olimpiadi 2026, progetto da circa 60 milioni e forse la necessità di trovare le coperture economiche tra i 570 e gli 830 mila euro all'anno (ma i dubbi e le incertezze sono tante, il Cio non sarebbe convinto della sostenibilità e la partita è apertissima con Milano in particolare in agguato). In zona anche la circonvallazione tra Segonzano e la val di Cembra. A Mezzolombardo sembra essere stato garantito un interramento della ferrovia Trento-Malè (come a Lavis) e in val di Non c'è l'ipotesi (contenuta nel programma di governo) di scavare un tunnel sotto il Peller, ci sarebbe in zona la circonvallazione di Cles pronta, ma dopo due anni ancora nessun cantiere.

 

Molte opere sono state annunciante nell'assestamento di bilancio 2019 e nella finanziaria 2020/2022. Praticamente un copia-incolla degli stessi provvedimenti in entrambe le occasioni, alcuni interventi valutati, approvati e finanziati dalla precedente legislatura. La novità, quella va dato atto, era la variante di Pinzolo, così come l'ipotesi di raddoppiare la strada statale 47 nella Bassa Valsugana, in zona ci sarebbe anche il proposito di una circonvallazione nel Tesino e togliere tutti i passaggi a livello tra Pergine e Strigno. 

 

Altre progettualità, come la riattivazione della stazione di Calliano o gli investimenti sul polo congressuale di Riva del Garda Fierecongressi, sarebbero iniziative incassate e confermate dall'esecutivo Fugatti. Insomma, molti proclami, molti annunci, la nomina di alcuni commissari straordinari ma molto (per non dire tutto) è ancora sulla carta e tutto senza contare rotatorie, cavalcavia, marciapiedi e altri interventi già promessi.

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