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Raddoppio della Valsugana, critico Dallapiccola: ''Sembra uno scherzo. A forza di parlare di asfalto si finisce per progettare di metterne anche dove non serve''

Diverse le criticità sollevate per il progetto da 86 milioni per il raddoppio nel tratto Castelnuovo-Castel Ivano. Dallapiccola: "Enorme responsabilità nei confronti delle proprie comunità e dei propri figli". L'ex assessore comunale Pasquazzo: "Il raddoppio non significa allargare la statale, ma creare una nuova strada identica, uguale all'attuale strada. Significa in concreto prendere l'attuale tracciato e posizionarlo a ridosso del fiume Brenta"

Di Luca Andreazza - 06 marzo 2021 - 13:13

TRENTO. "Hanno studiato molto: flussi e costi, pericolosità e consumo del suolo. Tutto per arrivare a dimostrare la bontà di questo progetto tanto portato avanti della Lega trentina, un'opera che sembra più uno scherzo da primo aprile". Così l'ex assessore Michele Dallapiccola (Patt) boccia il raddoppio della strada statale della Valsugana nel tratto tra Castel Ivano e Ospedaletto. "A forza di parlare di asfalto si finisce per progettare di metterne anche dove non serve".

 

La soluzione messa sul tavolo da piazza Dante è quella della "2+2 corsie" per un impegno da circa 86 milioni. Un progetto che nelle ipotesi provinciali permette di ottenere un controllo dell’accesso del traffico pesante dal Veneto e un allontanamento del medesimo dai centri abitati. Si mantiene quindi l’attuale sede stradale della Ss 47, messa in sicurezza nel corso degli anni, come strada locale di accessibilità agli abitati. Tutto il traffico d’attraversamento utilizzerà invece la nuova arteria (Qui articolo).

 

Un'opera presentata nelle scorse ore anche alle amministrazioni locali. "Attualmente le maggioranze, le giunte e i sindaci dei Comuni interessati, non sembrano evidenziare particolari criticità. E questo potrebbe anche bastare per procedere con l'opera e se sono d'accordo la decisione va accettata - dice Dallapiccola - ma queste persone hanno un’enorme responsabilità nei confronti delle proprie comunità e dei propri figli. E sono loro che prima o poi dovranno rispondere di quello che a mio modo di vedere è un preannunciato scempio progettuale".

I dati relativi ai flussi di traffico registrati lungo la Ss47 nel corso del 2018 evidenziano complessivamente che tra Castelnuovo-Grigno transitano mediamente, in entrambe le direzioni, circa 12.500 veicoli (2.150 veicoli pesanti), che diventano circa 14.200 (3.150 veicoli pesanti) nei giorni feriali. C'è la necessità di mettere in sicurezza quel tratto di arteria. Nel tempo sono state valutate diverse ipotesi e ora la partita sembra definitivamente sbloccata con il raddoppio.

"Ci si sarebbe aspettati il raddoppio con guardrail centrale come praticamente ovunque in Trentino - prosegue l'ex assessore - ma alla fine sono riusciti a presentare il progetto con due strade a doppio senso, una soluzione mai vista sul territorio. La realizzazione delle 4 corsie spingerebbe nuovamente i mezzi pesanti, provenienti dal Veneto, proprio sulla statale 47. Forse una rettifica e alcuni interventi uniti ai dissuasori di velocità garantirebbero una maggiore sicurezza di questa opera. E la Valdastico? Un progetto sensato avrebbe tolto traffico dalla Valsugana, invece adesso si sponsorizza una proposta progettuale che appare sconclusionata. Anche perché questo cavallo di battaglia della Lega gazebista sembra sempre più lontano, soprattutto dopo le sentenze dei tribunali e le brutte sconfitte legali".

Sono diversi i nodi nella realizzazione del raddoppio, compreso il consumo di suolo che potrebbe variare tra i 27 e i 34 ettari. Non a caso il presidente Fugatti si è anche impegnato a riservare in sede di progettazione e realizzazione una particolare attenzione alle tematiche ambientali (recupero e messa disposizione di territorio per le coltivazioni agricole), alla pista ciclo-pedonale della Valsugana e alle attività economiche esistenti lungo l’asse dell’attuale Ss 47, rendendosi da subito disponibile al confronto sulle soluzioni tecnico-progettuali più idonee a tale finalità. Il tutto di concerto con le amministrazioni comunali dei territori interessati con verifica sul campo.

 

"C'è un progetto da 5 milioni già approvato e finanziato nella precedente legislatura per alcuni interventi, ma tutto è fermo. Intanto prometto 86 milioni. E' stato cancellato poi il finanziamento per la bonifica di Villa Agnedo". Il riferimento va a quei terreni che potrebbero diventare coltivabili e che contestualmente permetterebbero una rettifica sulla Ss47 proprio per garantire maggiore sicurezza. Una partita avviata più o meno un decennio fa: progetti, carte e documenti cancellati per far spazio a questa opera. Un intervento da 1 milione e 200 mila euro per il Consorzio di miglioramento fondiario bloccato e dirottato altrove. "C'è da dire che anche le risorse per il progetto di raddoppio non c'è ancora, quindi il piano è solo sulla carta", commenta Dallapiccola. 

 

Dubbi che ci sono anche sul territorio per quanto riguarda questa ipotesi progettuale. "Il raddoppio non significa allargare la statale, ma creare una nuova strada identica, uguale all'attuale strada. Significa in concreto prendere l'attuale tracciato e posizionarlo a ridosso del fiume Brenta. Il futuro può essere legato a questo copia e incolla? Un'altra criticità è quella che per esempio si parla di mobilità senza affrontare il tema della ferrovia per un progetto complessivo", dice l'ex assessore comunale Giacomo Pasquazzo.

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