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Coronavirus, in Alto Adige la mascherina non è più obbligatoria sopra 1 metro di distanza. Via libera anche a eventi, manifestazioni, esposizioni e fiere 

Esercizi ricettivi alberghieri, extralberghieri, agriturismi, appartamenti ammobiliati e rifugi alpini applicano la regola di 1/10: ciascun ospite deve avere a disposizione 10 metri quadrati di spazio. I rifugi devono in ogni caso offrire alloggio e protezione agli escursionisti in caso di pericolo, applicando in questo caso un apposito protocollo approvato dall'Azienda sanitaria. Riaprono i soggiorni estivi giovanili

Pubblicato il - 09 giugno 2020 - 16:13

BOLZANO. La mascherina non è più obbligatoria in Alto Adige sopra il metro di distanza interpersonale, diventa dirimente il distanziamento fisico. Se si mantiene una distanza tra le persone di almeno 1 metro, non è necessario indossare il dispositivo di protezione individuale. Un provvedimento che riguarda anche i luoghi chiusi, l'attività sportiva e nei ristoranti. 

 

"L'Alto Adige - spiega il presidente Arno Kompatscher - ha garantito riaperture, ripresa di attività economiche e maggiori libertà di movimento prima che nel resto d'Italia. Ora muoviamo un nuovo passo verso la libertà, diventa quindi decisivo continuare a rispettare anche le nuove regole così come abbiamo fatto con quelle in vigore precedentemente: 1 metro di distanza dalle persone e mascherina sotto questa distanza. In tutte le situazioni dove è probabile che si creino aggregazioni di persone o dove c’è la concreta possibilità di incrociare persone senza poter mantenere la distanza interpersonale di 1 metro, permane l’obbligo di indossare una protezione delle vie respiratorie. La stessa regola vale anche per tutte le stanze chiuse".

 

Questa la decisione presa dalla Giunta provinciale altoatesina. La curva epidemiologica è rassicurante in Alto Adige, così l'esecutivo ha stabilito di revocare l'obbligo generale di mascherina in tutte le circostanze, salvo che a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro. Una decisione presa in accordo con l'Azienda sanitaria. 

 

Il distanziamento di 1 metro è discriminante e deve essere rispettato ovunque: luoghi chiusi, all'aperto e durante l'attività sportiva (finora la distanza da rispettare era di 3 metri). Sotto 1 metro di distanza vanno invece indossate mascherine chirurgiche monouso o coperture in tessuto lavabile e riutilizzabile, anche auto-prodotte. Questo vale anche per le attività economiche generiche mentre per i servizi sanitari o quelle in cui la distanza tra addetto e cliente sia inferiore a 1 metro per un prolungato periodo di tempo il primo è tenuto a indossare anche una visiera protettiva, il secondo una mascherina. La regola di 1/10 (una persona per 10 metri quadri) si applica solo nel caso di superfici superiori a 50 metri quadri.

 

Cambiano anche le regole per gli spostamenti in auto: tutti gli occupanti – tranne se conviventi – devono indossare una copertura delle vie respiratorie. A questa condizione la distanza minima di 1 metro può essere ridotta per viaggi sul territorio provinciale. In pratica questo significa che tutti i posti del veicolo possono essere occupati da passeggeri anche non conviventi.

 

Anche sui mezzi del trasporto pubblico continua a essere obbligatorio indossare la mascherina. Viene però revocata la limitazione della capacità dei mezzi sin qui in vigore (finora si potevano occupare il 60% dei posti nei bus e i 2/3 dei posti nelle funivie). Passeggeri che siedono uno di fronte all’altro devono mantenere un metro di distanza fra loro. Si può ridurre questa distanza quando i passeggeri siedono uno accanto all'altro. Un posto tra ogni ospite rimane comunque libero, eccetto tra i membri dello stesso nucleo familiare.

 

Regole per le strutture ricettive "Covid Protected Area". Esercizi ricettivi alberghieri, extralberghieri, agriturismi, appartamenti ammobiliati e rifugi alpini applicano la regola di 1/10: ciascun ospite deve avere a disposizione 10 metri quadrati di spazio. Prima e dopo la lettura dei giornali o l'uso di giochi in scatola è obbligatoria la disinfezione delle mani. Nel rispetto del distanziamento interpersonale di 1 metro, i rifugi alpini devono in ogni caso offrire alloggio e protezione agli escursionisti in caso di pericolo, applicando in questo caso un apposito protocollo approvato dall'Azienda sanitaria.

 

Norme ancora più stringenti sono previste nel caso di "Covid Protected Area": controllo giornaliero della temperatura del personale con laser, test settimanali per i dipendenti, controllo degli ospiti tramite test Prc certificato negativo autoprodotto vecchio non più di 4 giorni oppure tramite test rapido all'arrivo. Gli ospiti devono essere registrati in un apposito registro e lo storico delle presenze va conservato per 30 giorni.

 

Riaprono piscine coperte e saune con spogliatoi e docce. Un'altra novità riguarda la possibilità di riaprire piscine coperte di riaprire e di utilizzare spogliatoi e docce in palestre, alberghi e strutture ricettive, centri benessere e termali, previo rispetto di tutte le norme generali di precauzione, della pulizia, dell'aerazione naturale e di un adeguato ricambio d'aria negli ambienti. Le stesse regole valgono anche per spogliatoi e docce di associazioni sportive, che sono autorizzate a organizzare attività di gruppo – non gioco di squadra – all'aperto e riprendere anche le attività al chiuso.

 

Negli spogliatoi vanno coperti naso e bocca, mantenendo 1 metro di distanza. In questi ambienti non possono trovarsi più del doppio del numero di docce presenti. Gli armadi vanno disinfettati ad ogni utilizzo o in alternativa i clienti vanno dotati di sacchetti di plastica monouso per riporre abiti e calzature. Le docce vanno disinfettate a ogni utilizzo. Se nell’ambiente è presente solo una doccia o la superficie è inferiore a 20 mq nel locale possono soggiornare fino a 3 persone. Per le docce di piscine pubbliche vale la regola di 1/10. Poiché in doccia non si coprono le vie respiratore va in ogni caso rispettata la distanza di 1 metro. Anche in questo caso va registrata la presenza delle persone e la registrazione conservata per 30 giorni.

 

Le regole per saune e bagni di vapore. Autorizzata la riapertura anche per saune e bagni di vapore con temperature superiori a 60 gradi, oltre che per impianti Kneipp funzionanti con acqua corrente. Saune e bagni di vapore vanno obbligatoriamente prenotati, utilizzati solo singolarmente o da persone dello stesso nucleo familiare convivente o da persone che alloggiano nella stessa stanza, e puliti dopo ogni cambio. Locali comuni, servizi e docce vanno igienizzati ogni 2 ore. Il gestore della struttura – sia nel caso di semplice uso della sauna ma anche di permanenza nella struttura ricettiva - deve registrare la presenza delle persone e cancellarla solo dopo 30 giorni: in questo modo viene garantito il tracciamento dell'utenza per poter ricostruire la catena del contagio nel caso di avvio di nuovi focolai.

 

Regole per laghi balneabili e stagni naturali. Regole specifiche sono fissate anche per le piscine coperte di impianti termali, per l'accesso ai laghi balneabili e stagni naturali. Per motivi sanitari è previsto l'uso di uno specifico quantitativo di cloro. Quando si trovano in acqua le persone devono rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro e lo stesso vale nei laghi balneabili e nelle zone relax. Nelle piscine vale comunque la regola di 1/10 in riferimento alla superficie dell'acqua.

 

Ripartono i soggiorni estivi giovanili. Regole specifiche sono state formulate anche per le settimane di vacanze estive con i giovani, compresi i pernottamenti nelle case di villeggiatura e campeggi: il numero dei partecipanti è limitato a un terzo e la partecipazione è subordinata fra l'altro all'esibizione di un test Pcr certificato negativo vecchio non più di 4 giorni. I partecipanti non devono avere contatti con esterni per tutta la durata del soggiorno.

 

Una deroga importante alle misure di distanziamento interpersonale viene concessa fra attori e componenti di gruppi teatrali per lo svolgimento di prove e spettacoli, previo il rispetto di misure precauzionali alternative quali ad esempio l'utilizzo di una visiera per le prove di discorso e canto a distanze inferiori di 2 metri e il controllo quotidiano della temperatura di tutti gli attori.

 

Alle attività formative autorizzate sinora si aggiungono anche quelle aziendali interne, che devono avvenire però su prenotazione e nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, come nel caso delle esercitazioni della Protezione civile. Lo stesso vale per le attività di bande e cori.

 

Eventi, manifestazioni, esposizioni e fiere possono riprendere. Valgono le regole di limitazione dell’accesso di 1/10 e della distanza interpersonale. Ai visitatori e al personale viene misurata la temperatura all’ingresso.

 

Ippodromi e attività delle associazioni sportive. Per le corse ippiche e gli ippodromi si applicano i protocolli specifici nazionali. Alle attività autorizzate si aggiungono ora anche tutti gli sport all’aria aperta inclusi quelli gestiti e organizzati da associazioni sportive. La distanza da rispettare è comunque di 1 metro.

 

Assistenza ai minori: sufficiente una maschera chirurgica. La distanza di un metro vale anche per l'assistenza all'infanzia. Dovunque dove finora erano prescritte mascherine Ffp2 (ad esempio per le educatrici) d'ora in poi è sufficiente la mascherina chirurgica.

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