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Coronavirus, medici coordinatori delle Rsa contro le direttive di Segnana e Pat: ''Non hanno imparato nulla. Siamo un vuoto a perdere, completamente demotivati''

Lettera di alcuni dei medici che da mesi combattono nelle case di riposo trentine contro il virus contro la pianificazione dell'assessora per il 2021. Delle direttive bocciate anche dai sindacati  (Fenalt: ''Ci porteranno alla perdita di Oss e Infermieri'') che non migliorano nulla ma anzi sviliscono il lavoro di chi in questi mesi di pandemia ha fatto gli straordinari per salvare vite umane

Di Luca Pianesi - 30 dicembre 2020 - 13:27

TRENTO. ''Ora non è più il momento del nostro basso profilo e della collaborazione offerta senza riscontro da parte della controparte. Ora noi medici coordinatori siamo un vuoto a perdere e quindi completamente demotivati. La pandemia tuttora in corso con il superlavoro furori da qualsiasi orario e attimo di respiro, i timori degli operatori sanitari che vi operano sottorganico e le infezioni che hanno colpito anche alcuni medici di Rsa, non hanno insegnato nulla alla Provincia e in particolare all’Assessorato alla Salute''. C'è sconforto e grande delusione per le nuove direttive per le Rsa del Trentino emanate qualche giorno fa dall'assessora alla salute Stefania Segnana.

 

A spiegarlo dettagliatamente sono alcuni importanti medici che operano nelle case di riposo che hanno deciso di esporsi per il bene delle strutture e, soprattutto, degli ospiti, con una lettera che porta le firme di Bruno Bolognani, Victor Sapoval, Alessandro Greco, Filippo Mazzamauro, Lorenzo Brandolani, Silvia Moggio. ''Le direttive di fresca emanazione - spiegano i medici, coordinatori sanitari di vari strutture - hanno partorito solo la nuova figura del Direttore sanitario; anzi hanno designato sette superdirettori per 4532 posti letto distribuiti su 54 Rsa distinte. Saranno nominati in seguito dopo che la nuova organizzazione dell’Apss prenderà corpo, le poltrone relative saranno riassegnate e i posti in soprannumero verranno riservati ai 7 Direttori sanitari delle Rsa. Per intanto, noi coordinatori sanitari abbiamo scoperto di essere mezzi abusivi e di aver assunto responsabilità non nostre anche in piena pandemia. Noi medici di Rsa, figli di un medico minore, senza alcun diritto ma solo doveri vincolanti, abbiamo mantenuto un basso profilo e assicurato sempre la massima collaborazione''.

 

''Abbiamo chiesto di essere ascoltati ai piani alti delle torri bianche provinciali - aggiungono - e abbiamo fatto presente che i famosi due minuti d’assistenza medica al giorno pro-ospite tra diagnosi, cura e coordinamento sanitario, scolpite nelle direttive degli ultimi 20 anni e ribadite tuttora, erano assolutamente insufficienti e da lunghi anni abbiamo lavorato gratis per una frazione del tempo nelle Rsa per supero dell’orario previsto. Per la verità tale richiesta era stata fatta anche agli Assessori alla Salute precedenti l’attuale Giunta. Purtroppo, tutti si sono dimenticati di risponderci''. Ma ora c'è l'aggravante della pandemia a non lasciare più scuse alla politica e una gestione provinciale pessima sotto ogni punto di vista a partire proprio da come l'assessora si è approcciata alle Rsa (si ricorderà quando contro le direttive nazionali proprio Segnana aveva voluto permettere ai parenti di entrare nelle strutture a confortare i loro cari entrando in conflitto con le strutture).

 

Le direttive 2021 sono state bocciate da tutti, anche dai sindacati, con la Fenalt che ha spiegato come ''ci preme sottolineare che non c'è stato, come ormai pare essere abitudine consolidata, alcun confronto da parte della Pat con i sindacati che rappresentano i lavoratori del settore. Crediamo che queste direttive - spiega il segretario Valentinotti - ci porteranno alla perdita di Oss e Infermieri. Non ci sono risorse per gli operatori, per aggiornare i parametri che definiscono il rapporto fra operatori ed ospiti, nonostante sia cambiato il lavoro da residenze sanitarie a reparti infettivi. Manca soprattutto l’idea della necessità di un cambiamento che porti le Apsp a diventare strutture sanitarie anche sul piano formale''. 

 

L'assessora, al contrario, si era ovviamente promossa con un comunicato stampa: "Le nuove Direttive tengono conto della situazione emergenziale, basti pensare che, in linea con quanto abbiamo previsto nella legge di stabilità provinciale 2021, per sostenere gli enti gestori in difficoltà economica a causa della pandemia si istituisce un accantonamento specifico di 10 milioni nel bilancio dell'Azienda sanitaria. Sappiamo infatti che questo settore è stato, e lo è tuttora, particolarmente colpito dall'emergenza coronavirus, e non mi riferisco solo alla situazione economica, ma anche a quella degli affetti e delle reti sociali. Da questo punto di vista le Direttive contengono importanti indicazioni in merito al nuovo assetto organizzativo, come anche l'individuazione di specifiche figure che potranno fornire un valido supporto ad ospiti e operatori messi alla prova da questa pandemia".

 

E il comunicato della Pat spiegava che queste sono le principali integrazioni e modificazioni contenute nelle Direttive: nel corso del 2021, e successivamente all'individuazione del nuovo assetto organizzativo territoriale da parte di Apss, verrà introdotta nel sistema Rsa la figura del direttore sanitario e verrà maggiormente qualificata l’assistenza medica; entro giugno 2021 verrà attivata in Apss una specifica funzione di supporto alle Rsa che avrà anche il compito di coordinare i gruppi di lavoro previsti nelle precedenti Direttive, ma non attivati a causa della pandemia; nel corso del 2021 si introdurrà nei parametri assistenziali, la figura dello psicologo a supporto dell’equipe Rsa; è prevista l’attivazione di un sistema di sorveglianza attiva e di monitoraggio clinico nelle Rsa''. ''Il provvedimento - completa la Provincia - prevede anche la conversione di posti letto base in posti letto di nucleo demenza grave, in attesa della revisione del modello di gestione dei nuclei per demenza, nelle seguenti strutture: Rsa di Pinzolo da 5 a 10 posti letto; Rsa di Lavis: da 5 a 10 posti letto; Rsa di Borgo Valsugana: 5 posti letto''.

 

Poco e male, insomma, per un'assessora che dimostra di non sapere nemmeno ascoltare. Ecco la lettera dei medici firmata da Bruno Bolognani, Victor Sapoval, Alessandro Greco, Filippo Mazzamauro, Lorenzo Brandolani, Silvia Moggio.

 

 

 

 

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