Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, Zeni: “Sull’isolamento e rientro a scuola le famiglie sono penalizzate, la burocrazia fa perdere ancora troppi giorni”

L’attacco di Zeni: “Nella gestione della fase 2 non si è riusciti a ristabilire l’utile attività di tracciamento dei contatti a rischio dei positivi, e ci si limita alle quarantene dei familiari”. Per il Pd le maggiori difficoltà nelle scuole

Di T.G. - 27 novembre 2020 - 16:41

TRENTO. Durante la pandemia le regole che riguardano isolamento e quarantena sono cambiate più volte, in alcuni casi privilegiando questioni numeriche come quando per “chiudere” una classe si decise di passare da uno ai due positivi per sezione, quasi sempre però le norme sono cambiate in una sorta di rincorsa al virus. L’aumento esponenziale dei contagi ha messo in difficoltà tanto il sistema di tracciamento quanto il settore ospedaliero. Nella gestione della fase 2 – afferma il consigliere del Partito Democratico Luca Zeni – le procedure nella gestione dei positivi e dei contatti sono state modificate per rendere più sostenibile il lavoro della centrale Covid e la vita delle famiglie. L’aumento del personale della centrale ha consentito di migliorare una situazione gestionale difficile, anche se non si è riusciti a ristabilire l’utile attività di tracciamento dei contatti a rischio dei positivi, e ci si limita alle quarantene dei familiari”.

 

Il sistema infatti, ha da sempre patito una serie di ritardi e disfunzioni che hanno coinvolto in primis i cittadini. Come ricorda Zeni per cercare di porre rimedio alla situazione è stata introdotta la “regola dei 21 giorni” che prevede la fine dell’isolamento dopo 21 giorni appunto, a meno che non si risulti negativi a uno dei tamponi a cui si viene sottoposti in decima o quindicesima giornata. Dopodiché, passati 21 giorni dalla prima positività, si potrà uscire dall’isolamento anche senza aver ottenuto il via libera con il tampone (QUI articolo). “Questa procedura tuttavia comportava un iter burocratico penalizzante per le famiglie – commenta il consigliere Dem – poiché la persona interessata, una volta ricevuto il referto negativo, doveva attendere la chiamata della centrale Covid, di solito il giorno successivo, e l’invio da parte della stessa del nuovo certificato, con data solitamente all’ulteriore giorno successivo. Moltiplicato per migliaia di persone, questo significava perdere migliaia di giorni di lavoro soltanto per motivi burocratici”.

 

Proprio per questo motivo, lo scorso 19 novembre, il Consiglio provinciale ha approvato una risoluzione per impegnare la Giunta a “automatizzare le certificazioni nella gestione delle persone in isolamento e quarantena, in particolare prevedendo una certificazione di fine isolamento automatica nel caso di tampone di fine isolamento negativo, in modo da non far perdere inutilmente due giorni alle persone interessate”. Stando a quanto sostiene Zeni però, ancora non è stata predisposta una procedura per prevedere, insieme al referto di negatività, l’invio di una certificazione automatica con una nuova data per il fine isolamento, che anticipa la data prevista nel certificato iniziale.

 

Al contrario, si sarebbe preferito adottare un’interpretazione estensiva di una frase inserita nella prima comunicazione di positività e di indicazione dell’obbligo di isolamento dopo 21 giorni: “la durata dell’isolamento potrà essere più breve se il tampone/i tamponi di guarigione effettuato/i risulterà/anno negativi”. Stando così le cose sembrerebbe che il referto negativo sia considerato sufficiente per far terminare anticipatamente l’isolamento.

 

Nei casi di minori – puntualizza l’esponente Pd – pare che si richieda ancora il coinvolgimento del pediatra o del medico di medicina generale per la certificazione, e che vi siano in alcuni casi incomprensioni con gli stessi, che non sempre hanno chiarissime le procedure. Vengono segnalate difficoltà in particolare con le scuole, poiché in assenza di un nuovo certificato di fine isolamento, il semplice tampone negativo non viene ritenuto sufficiente per il rientro a scuola o al lavoro”. Il tutto si risolve in un rimpallo di responsabilità che si ripercuotono sulle famiglie. Così per cercare di far luce sulla vicenda Zeni ha deposito un’interrogazione, nel tentativo di spingere l’esecutivo a intervenire.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 gennaio - 19:59

Il numero dei pazienti covid scende ancora e si posiziona a 260, ma la notizia incoraggiante sta anche nel forte calo dei decessi che oggi si fermano ad 1 solo caso avvenuto a Mori. Dei nuovi casi positivi, gli asintomatici sono 75 mentre i pauci sintomatici sono 96. Ci sono altri 19 casi di bambini e ragazzi in età scolare che hanno contratto il virus (le classi in quarantena ieri erano 24) e di questi 3 piccoli hanno meno di 5 anni. Gli ultra settantenni invece sono 30

22 gennaio - 18:49

Intervenuto nella conferenza stampa sulla situazione Covid in provincia, il direttore della Prevenzione dell'Apss Antonio Ferro spiega l'errore nella somministrazione a 12 operatori dell'ospedale di Rovereto di una soluzione fisiologica al posto dei vaccini. "Questo dimostra quanto siano importanti i controlli"

22 gennaio - 17:57

Sul fronte della campagna di vaccinazione,  sono stati somministrati 12.866 vaccini, di cui 3.281 ad ospiti di residenze per anziani. Si registrano 19 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato