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Coronavirus, Zanella: “Scuole aperte? La vaccinazione degli insegnanti è troppo lenta, devono essere garantite maggiori condizioni di sicurezza”

Difficoltà nelle prenotazioni e poca informazione così la campagna vaccinale sugli insegnanti non ingrana, Zanella chiede un cambio di passo e le Ffp2 per i docenti: “Se l’intenzione dell’assessore all’istruzione Bisesti è quella di mantenere le lezioni in presenza devono essere garantite almeno maggiori condizioni di sicurezza”

Di Tiziano Grottolo - 01 marzo 2021 - 12:27

TRENTO. L’organizzazione della campagna vaccinale per il personale docente sta facendo acqua da tutte le parti”, lo afferma Paolo Zanella che punta il dito contro le difficoltà che si stanno riscontrando in Trentino nella somministrazione delle dosi AstraZeneca. In particolare, come evidenziato da Il Dolomiti, procedendo con questi ritmi la campagna vaccinale trentina si concluderebbe nel 2023.

 

Visto che la diffusione della pandemia nelle scuole sta rapidamente aumentando, con un’incidenza di casi tra i giovani che non si era mai vista, probabilmente legata alla circolazione delle varianti – al 28 febbraio erano 53 le classi in quarantena, sottolinea Zanella – se l’intenzione dell’assessore all’istruzione Bisesti è quella di mantenere invariate le modalità di frequentazione in presenza delle scuole, devono essere garantite almeno maggiori condizioni di sicurezza”. Il consigliere di Futura chiede di dotare il personale di mascherine Ffp2 che riducano la possibilità di contagio, ma anche di attivare il tracciamento rapido dei contatti e la ricerca delle varianti e la quarantena immediata di classi dove si presenti anche solo un caso.

 


 

Di pari passo, sostiene Zanella, è necessario procedere speditamente con la vaccinazioni degli insegnanti, dando priorità a quelli più a rischio. Finora sono stati lamentati diversi problemi “con insegnanti che hanno medici di base che aderiscono alla campagna, ma faticano ad organizzare sedute con dieci assistiti, e docenti che non hanno un medico che ha aderito alla campagna, ma col Cup non possono ancora prenotare perché insegnano in scuole diverse dal nido e da quelle dell’infanzia. E soprattutto manca la tutela della fascia degli insegnanti più deboli, quelli con pluripatologie, che in questo momento dovrebbero avere la priorità”.

 

Come se non bastasse, stando a quanto riportato dal database nazionale, non risultano vaccinazioni con AstraZeneca (proprio quello dedicato agli insegnanti). Eppure alcuni medici trentini hanno riferito di averne effettuate e lo stesso presidente della Pat Maurizio Fugatti ha parlato di “alcune centinaia” di dosi AstraZeneca somministrate. Per quanto riguarda il vaccino Moderna invece nell’ultima settimana il database nazionale riporta solo una quarantina di vaccinazioni. In altre parole in Trentino si usa molto Pfizer/BioNTech ma la campagna vaccinale con AstraZeneca non è ancora entrata a regime.

 

La scuola – conclude Zanella – sembra essere uno dei nuovi centri della pandemia, pertanto necessita di una particolare riguardo. Proprio per questo nella campagna vaccinale andrebbero inclusi anche gli educatori che, pur lavorando nelle scuole o comunque a contatto stretto con bambini, attualmente non rientrano tra le persone target della campagna vaccinale”.

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