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Coronavirus, Zanella: “Ora che siamo in zona rossa le visite in Rsa rischiano di saltare, devono essere considerate come condizioni di necessità”

Il consigliere di Futura chiede che la possibilità di incontrare i famigliari nelle case di riposo venga inclusa nelle condizioni di necessità: “Paradossale che mentre si attende di rendere ‘libere’ le visite, con l’ingresso in zona rossa, si rischia che i parenti non possano più fare visita ai propri cari che vivono in Rsa”

Di Tiziano Grottolo - 16 marzo 2021 - 13:06

TRENTO. Sulle Rsa regna l’incertezza: dopo la sfiducia votata dal Consiglio d’amministrazione di Upipa contro la presidente Francesca Parolari non è ancora chiaro quando le strutture potranno riaprire. “Da un mese stiamo chiedendo che le Rsa vengano aperte alle visite ai parenti senza più plexiglass o stanze degli abbracci, perché ormai le persone presenti in casa di riposo sono per la quasi totalità vaccinate e i contatti potrebbero benissimo avvenire senza barriere”, afferma Paolo Zanella.

 

È lo stesso consigliere di Futura a suggerire come le nuove linee guida per l’ingresso dei parenti in Rsa siano sul tavolo del Comitato Tecnico Scientifico da oltre due settimane: “O almeno così ci è stato detto dall’assessora alla Salute Stefania Segnana, ma quindi cosa aspetta la Giunta a sollecitare quella risposta che i residenti e i loro parenti attendono con tanta ansia?”. Il problema paradossale però è anche un altro: “Mentre si attende di rendere ‘libere’ le visite, con l’ingresso in zona rossa si rischia che i parenti non possano più fare visita ai propri cari che vivono in Rsa. A fronte del deperimento organico e del decadimento cognitivo che molti residenti presentano dopo un anno lontani dai propri famigliari, chiediamo almeno che le visite sinora possibili, con le precauzioni in atto, possano proseguire e che gli spostamenti dei parenti per raggiungere le Rsa siano considerati come condizioni di necessità”.

 

In secondo luogo c’è il pericolo concreto che le condizioni degli anziani ospitati peggiorino ulteriormente, per questo alla Giunta viene chiesto di intervenire. “Serve inoltre chiarezza sui criteri dei nuovi accessi di residenti nelle Rsa”. Le circolari inviate dal Dipartimento Salute e politiche sociali indicherebbero che possono per ora accedere alle strutture gli anziani che hanno effettuato entrambe le dosi di vaccino, chi è guarito dal Covid da meno di tre mesi ma anche chi ha effettuato solo la prima dose di vaccino, laddove sia stato vaccinato almeno l’80% del personale. “Possibile che per questa Giunta sia così difficile prevedere scenari – attacca Zanella – programmando di conseguenza? Una fase tanto delicata andrebbe gestita attraverso un confronto con le parti coinvolte direttamente e le minoranze per arrivare a decisioni condivise. Lo abbiamo sollecitato più volte: quando capiranno che se ne esce solo se si accetta di collaborare?”.

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