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Coronavirus, Demagri: “Le Rsa vanno aperte ai famigliari, la Provincia è incapace di decidere”

Demagri chiede un cambio di passo per arrivare al più presto alla riapertura delle Rsa: “La Pat è incapace di decidere, fa scorrere il tempo senza avere un piano, ma a una certa età un anno di attesa è davvero troppo, soprattutto se trascorso tra paure, dubbi, incertezze, solitudine e purtroppo talvolta la morte”

Di Tiziano Grottolo - 16 marzo 2021 - 12:09

TRENTO. Dopo che il Consiglio di amministrazione di Upipa ha sfiduciato la presidente Francesca Parolari, che in via sperimentale aveva aperto le porte di cinque strutture per le visite dei famigliari, non si placano le polemiche attorno alle Rsa. “Dopo un anno dalla pandemia un protocollo sperimentale divisivo è stata una ‘genialata’ inutile e inaccettabile”, attacca Paola Demagri. “In questi giorni – prosegue la consigliera autonomista – ho ascoltato le interviste e le dichiarazioni che si sono susseguite a seguito della fuga in avanti che alcune Rsa hanno fatto con l’intento di aprire le porte delle strutture ai familiari ormai esausti da questa ingiustificata e persistente chiusura”.

 

Infatti, nonostante circa il 90% degli ospiti e il 75% degli operatori risulti vaccinato nelle case di riposo regna l’incertezza. Come evidenzia Demagri le famiglie chiedono di tornare alla normalità: “Il tempo corre veloce ma a una certa età corre ancora più veloce. A una certa età un anno è davvero troppo, un anno trascorso tra paure, dubbi, incertezze, solitudine e purtroppo talvolta la morte”.

 

Ora però a far discutere, al netto del fatto che quasi tutti siano d’accordo con la riapertura, è la scelta di attivare un protocollo sperimentale, una decisione percepita da alcuni come “una fuga in avanti”. “La rappresentante dell’ente – punta il dito la consigliera del Patt – ha diviso un sistema anziché unirlo facendosi carico di portare avanti un progetto sperimentale che può certamente avere nobili obiettivi ma si sarebbe dovuto chiamare Linee Guida per la riapertura delle strutture per anziani, sottoscritte da Upipa, Pat e Apss e somministrato a tutte le strutture che avevano raggiunto determinati criteri”.

 

Nel mirino della Stella alpina però c’è anche la Provincia “incapace di decidere” e che fa scorrere il tempo senza avere un piano, è attendista perché dell’autonomia pare che non ne conosca competenze e strumenti e non si è assunta alcuna responsabilità in tema di riapertura se non lasciare con il cerino in mano le strutture e i familiari”. Per questo Demagri chiede un cambio di passo per arrivare al più presto alla riapertura delle strutture socio-assistenziali e dei centri diurni.

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