Contenuto sponsorizzato
| 02 apr 2021 | 06:01

Coronavirus, Parolari: “Se non riapriamo le Rsa gli ospiti rischiano il decadimento cognitivo. Dalla politica silenzio assordante”

Parolari torna a parlare della riapertura alle visite nelle Rsa: “La politica ha dimostrato una sordità e un silenzio che sono stati vergognosi. Troppa rigidità anche da parte di chi dirige le strutture, ora il pericolo riguarda il decadimento cognitivo e i danni psicologici che si possono riscontrare negli ospiti”

Coronavirus, Parolari: “Se non riapriamo le Rsa gli ospiti rischiano il decadimento cognitivo
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Di recente le Rsa sono diventate un terreno di scontro, culminato con le dimissioni di Francesca Parolari la presidente dell’Unione provinciale istituzioni per l’assistenza (Upipa), l’ente che riunisce la maggior parte della case di riposo trentine. Parolari, che è stata al timone delle Rsa durante il difficile periodo della pandemia di coronavirus, è stata sfiduciata dal suo Cda a causa di quello che è stato definito “un insanabile contrasto tra il consiglio e la presidente”, cioè una divergenza che affonda le radici nel progetto, sostenuto dall’ex presidente di Upipa, di riaprire le case di riposo alle visite dei parenti in questa fase dell’emergenza sanitaria, con la stragrande maggioranza di ospiti e operatori che sono stati vaccinati.

 

Il tema è ancora argomento di dibattito e Parolari è intervenuta per difendere la sua scelta anche durante l’incontro con Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia, organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler e dall’Ordine dei medici trentini che aveva per oggetto proprio la condizione degli anziani durante la pandemia. “Sono profondamente preoccupata della situazione in cui si trovano le Rsa – ha affermato l’ex presidente di Upipa – perché dopo una fase sicuramente difficile, dovuta alla difesa da un rischio biologico molto elevato, non c’è purtroppo la capacità di comprendere che grazie alle vaccinazioni il rischio è diminuito e ora il pericolo riguarda il decadimento cognitivo e i danni psicologici che si possono riscontrare negli ospiti”.

 

Per la cronaca il progetto sperimentale portato avviato da alcune Rsa è “sopravvissuto” alla presidente di Upipa dal momento che quattro strutture (a cui presto se ne aggiungerà una quinta) hanno dato il via libera all’ingresso dei parenti degli anziani ospiti. Per la precisione si tratta delle case di riposo di Nomi (di cui Parolari è tutt’ora presidente), Cavedine, Povo e Avio che hanno riaperto da circa un mese.

 

“È necessario che i vertici delle strutture capiscano che è il momento di fare un salto di qualità e cambiare il paradigma con cui si affronta questa fase della pandemia. L’esperimento della riapertura di quattro Rsa dimostra che si può fare e a breve presenteremo i risultati”. In particolare l’ex presidente di Upipa punta il dito contro “la rigidità” nell’affrontare la questione. Il problema c’è anche da un punto di vista politico, in questi mesi c’è stato un silenzio assordante che dimostra come sul tema non ci sia consapevolezza. Il rispetto c’è solo a parole, nei fatti la politica – intesa in senso ampio e riferendosi a tutti gli schieramenti, ha precisato Parolari, con poche eccezioni – ha dimostrato una sordità e un silenzio che sono stati vergognosi. Quando abbiamo aperto lo abbiamo fatto con un parere tecnico dell’Azienda sanitaria, noi continueremo sulla nostra strada, altrimenti si rischia una fase di involuzione che per la storia che hanno le Rsa del Trentino sarebbe inaccettabile”.

 

Sull’argomento è intervenuto lo stesso Trabucchi che, pur evidenziando la “durezza” dell’intervento di Parolari ne ha riconosciuto i meriti. “Io la seguo in parte – ha detto Trabucchi – forse per via della mia inclinazione a capire tutte le posizioni ma lei ricorda giustamente la sofferenza degli ospiti che è stata una cosa drammatica. D’altra parte dobbiamo capire la sofferenza di chi ha lavorato in queste strutture per mesi tragici. La sofferenza psichica di operatori e dirigenti dobbiamo rispettarla. Il fenomeno è mondiale, in Canada per esempio, in questo momento, si stanno presentando gli stessi problemi. Inoltre ci sono stati gli interventi dei carabinieri del Nas che in alcuni casi hanno trattato i responsabili delle Rsa come malandrini. Da medico dico che dobbiamo agire con grande prudenza, su un punto però lei ha ragione dobbiamo metterci su quella strana, ma farlo sena estremismi”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato