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Rossi: "Sei punti per una riapertura rapida, sicura e stabile delle attività entro metà maggio. Stiamo raggiungendo la soglia di tenuta sociale"

Per l'ex presidente della Provincia in questa fase la priorità è la "rapida attuazione di un programma che consenta una riapertura totale delle attività, evitando al contempo il rischio di successive chiusure e che si ponga obiettivi coerenti con la capacità vaccinale". La data individuata da Rossi sarebbe il 15 maggio

Di Filippo Schwachtje - 13 aprile 2021 - 19:47

TRENTO. "Il nostro territorio ha bisogno di una data di programmazione che fissi un ritorno alla normalità" e per farlo ci vuole un "piano concreto che definisca proposte chiare e rapidamente attuabili": ecco i sei punti di Ugo Rossi per una riapertura entro il 15 maggio. Secondo l'esponente di Trentino in Azione infatti il sistema basato sulle diverse aree di sicurezza correlato ai parametri del contagio ed all'impatto sul sistema sanitario nazionale "si sta rilevando insufficiente a determinare una reale e continuativa riduzione della diffusione del virus". Ci vuole quindi un cambio di rotta nella strategia con la quale si affronta la pandemia, dopo un anno in cui sono state applicate una serie di misure "volte unicamente ad inseguire il virus piuttosto che alla messa in atto di strategie in grado di anticiparne e ridurne l'impatto". 

Secondo Rossi il primo obiettivo dev'essere la vaccinazione degli ultra 70enni e delle persone fragili. "I dati attualmente a disposizione - spiega l'ex presidente della Pat - indicano che la somministrazione anche di una sola dose di vaccino aumenta significativamente la protezione dall'infezione e dalle sue conseguenze più gravi". Il requisito fondamentale sarebbe quindi quello di proteggere il prima possibile chi rischia di più, ed immunizzare entro il 15 di maggio gli ultra 70enni e gli individui più fragili è "un obiettivo assolutamente perseguibile. In linea generale, la Giunta deve vigilare affinché nessun vaccino vada a categorie non basate sull'età o la condizione di salute".

 

Il contenimento dei contagi è un'altra delle priorità indicate da Rossi, che propone di applicare una "radicale strategia di contenimento delle infezioni" nelle prossime settimane, mantenendo "le misure restrittive previste dalla zona arancione, intensificando i controlli sugli spostamenti e sulle possibili situazioni di assembramento". Importante anche spingere sull'utilizzo delle mascherine Ffp2, in particolare per gli operatori scolastici, per chi opera nei trasporti pubblici ed in generale "in tutti i luoghi chiusi dove sostano più persone, inclusi i negozi".

 

La diretta conseguenza del calo nel numero dei contagi è la possibile ripresa delle attività di contact tracing (nel momento in cui i nuovi casi dovessero scendere sotto la soglia dei 50 ogni 100mila abitanti), a cui secondo l'ex presidente della Provincia bisognerebbe accompagnare il "rafforzamento delle attività di testing presso le scuole e per la popolazione in generale, favorendo l'esecuzione di test gratuiti e volontari, come già avviene in diverse regioni ed a Bolzano, mediante accordi con le farmacie e l'utilizzo di strutture già allestite sul territorio come i drive through".

 

Fondamentale per Rossi anche "potenziare la capacità di eseguire tamponi molecolari, preferendoli a quelli antigenici sulla cui capacità di rilevare le varianti virali sussistono forti dubbi" ed in seguito collegare "l'obbligo di avere un molecolare negativo recente per frequentare luoghi affollati e pubblici", in una sorta di Green pass da attivare sul territorio. 

 

Infine, per consentire una ripartenza "veloce e sostenuta" delle attività economiche, Rossi mette l'accento sulla necessità di "un piano di supporto che consenta di erogare aiuti a fondo perduto in aggiunta a quelli del decreto Ristori" considerati insufficienti dall'ex presidente della Provincia. Il piano dovrebbe essere diretto alle realtà che, oltre ad aver avuto un drastico calo di fatturato nel 2020 "abbiano la capacità di stare sul mercato o siano ritenute strategiche all'economia trentina". Necessaria poi per Trentino in Azione l'istituzione di un fondo di garanzia per le società in crisi finanziaria, che permetta loro di "spostare più in là nel tempo i debiti accumulati nel 2020" ed arginare così il pericolo di fallimento per insolvibilità. "Bisogna infine predisporre un'analisi puntuale - conclude Rossi - per le start up che hanno iniziato ad operare proprio nell'anno della pandemia e per le quali non si possono quindi calcolare cali di fatturato: in questo caso gli indennizzi devono essere determinati in base alle particolari situazioni di riferimento delle singole aziende".

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