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Covid-19 e asili nido, Marini: ''Molte famiglie potrebbero pagare un intero stipendio per il servizio: la Pat non ha previsto agevolazioni''

La conseguenza principale dei protocolli deliberati dalla Provincia sarebbe quella che i Buoni di servizio, già riconosciuti alle famiglie nei primi mesi di quest'anno, si esauriscono velocemente. Normalmente questo strumento riusciva a coprire, fino alla spesa massima ammissibile, gran parte dell'anno e si configuravano quale un valido sostegno alla conciliazione famiglia-lavoro per i genitori

Di L.A. - 15 giugno 2020 - 19:41

TRENTO. "Buona parte degli asili nido privati si trovano a fronteggiare un aggravio dei costi tra personale e formazione, pulizie e sicurezza", queste le parole del consigliere provinciale Alex Marini, che aggiunge: "Si è verificato un comprensibile adeguamento verso l'alto del tariffario. In alcuni casi l'importo orario è raddoppiato per passare da 5 euro/ora a 10 euro/ora per ciascun bimbo accudito".

 

La conseguenza principale dei protocolli deliberati dalla Provincia sarebbe quella che i Buoni di servizio, già riconosciuti alle famiglie nei primi mesi di quest'anno, si esauriscono velocemente. Normalmente questo strumento riusciva a coprire, fino alla spesa massima ammissibile, gran parte dell'anno e si configuravano quale un valido sostegno alla conciliazione famiglia-lavoro per i genitori.

 

"La Provincia però non ha previsto un adeguamento di quanto stanziato complessivamente, così come del massimale a disposizione di ogni famiglia. La Lega - prosegue Marini - si è limitata ad aumentare l'importo orario massimo riconosciuto alle strutture accreditate per portare il servizio a 8,64 euro per ora. Un'altra spiacevole conseguenza è il rischio che si concretizzi un’enorme disparità di trattamento tra i nuclei familiari fruitori di nidi pubblici, le cui tariffe per ora sembrerebbero rimaste inalterate, e quelli costretti  per vari motivi a rivolgersi alle strutture private e le cui tariffe sono praticamente raddoppiate".

 

Il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle porta un esempio della portata delle disposizioni provinciali. "Già a luglio - aggiunge - molte famiglie potrebbero aver esaurito i buoni di servizio: la frequenza di un bimbo iscritto al nido d'infanzia per 8 ore al giorno ai tempi di Covid-19 che prevede un rapporto di 1 educatore ogni 4 bambini 0-3 anni (invece di 1 ogni 6-7 piccoli) viene a costare una retta di 84 euro al giorno, quindi 420 euro a settimana e 1.820 euro al mese". 

 

Così il pentastellato chiede a piazza Dante un cambio di passo. "I bambini hanno già pagato un conto molto salato per la pandemia. Sono necessarie le costanti verifiche della situazione epidemiologica - continua il consigliere provinciale - ma le famiglie hanno diritto a un ritorno più possibile veloce e sereno alla normalità. Serve un doveroso sforzo per adeguare importi e modalità d'uso dei buoni di servizio in quanto le rette per i genitori potrebbero diventare insostenibili". 

 

Un altro punto critico è contestualmente lato nidi d'infanzia. "Molte strutture potrebbero trovarsi costrette a chiudere per l'assenza di iscritti perché le famiglie non possono permettersi di spendere l'equivalente di un intero stipendio per saldare la retta mensile. E' necessario trovare contromisure e agevolazioni concrete per i genitori. Un intervento che dovrebbe essere tra le priorità dell'amministrazione provinciale", conclude Marini.

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