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| 23 ago 2020 | 05:01

Asili nido, i genitori esclusi lamentano ''salti'' nelle graduatorie, Maule: ''L'organizzazione per Covid-19 è diversa. Nuovi spazi e seconda assegnazione per rispondere alle richieste''

Sono soprattutto alcuni "salti di graduatoria" a innervosire molte famiglie: magari un bimbo in quindicesima posizione si è visto superare da qualcuno inserito più indietro. L'assessora: "La speranza è quella di avvicinarci ulteriormente e il più possibile a rispondere positivamente al 100% delle richieste, anche se sarà estremamente difficile. Se qualche genitore dovesse avere dei dubbi, può tranquillamente contattare gli uffici per tutte le spiegazioni del caso"

Asili nido, i genitori esclusi lamentano salti'' nelle graduatorie, Maule: L'organizzazione per Covid-19 è diversa

TRENTO. Sono diverse le lamentele di quelle famiglie i cui piccoli sono rimasti esclusi dall'assegnazione di palazzo Thun di un posto negli asili nidi sul territorio comunale di Trento. Sono soprattutto alcuni "salti di graduatoria" a innervosire molti genitori: magari un bimbo in quindicesima posizione si è visto superare da qualcuno inserito più indietro. E' in particolare questo quello che sembra un nodo critico che lascia tanti perplessi e delusi nell'iter procedurale. 

 

Quasi il 90% delle richieste in generale è stato accettato dal Comune per l'anno educativo 2020/2021, mentre il 56% delle nuove iscrizioni è andato a buon fine (Qui articolo). Ma ci sono gli esclusi e il ritardo nell'assegnazione mette in difficoltà queste famiglie che devono correre ai ripari tra asili nidi privati, ma i posti in questo caso sembrano agli sgoccioli, e servizio di baby-sitting, che però presenta costi ulteriormente diversi.

 

"Il ritardo - commenta l'assessora Chiara Maule - è stato dovuto all'obbligo di rivedere l’organizzazione complessiva del servizio a seguito dell’emergenza Covid-19 e la necessità di ottemperare ai protocolli e ridurre il rischio di contagio sulla base delle indicazioni dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e del Dipartimento istruzione e cultura della Provincia di Trento. I nostri uffici hanno lavorato per trovare la soluzione più idonea a risolvere le tante criticità".

 

Ci sono stati effettivamente alcuni "salti di graduatoria", dettate dalle regole provinciali: 1 educatore ogni 6 piccoli nella fascia 0-18 mesi e 1 educatore ogni 9 bimbi tra 18-36 mesi. Questo si unisce alle scelte indicate dai genitori per quanto riguarda la preferenza delle strutture, la necessità di creare gruppi omogenei, rispettare i parametri per il distanziamento interpersonale e altri aspetti quali reddito e lavoro dei genitori. E non si possono dividere le graduatorie, che restano fluide in quanto il servizio si adatta alla crescita del bambino.

 

"Le variabili da tenere in considerazione sono veramente tante per tutelare stabilità dei gruppidel personale e l'esclusività degli spazi - aggiunge l'assessora - ma anche per garantire sicurezza, qualità e continuità educativa. Se un determinato asilo è già completo per quanto riguarda i 0-18 mesi ma presenta disponibilità per quella 18-36 mesi si è andati avanti nella graduatoria per completare gli spazi". 

 

L'anno scorso, epoca pre-Covid, sono stati accolti 1.147 bambini, circa 600 i piccoli che invece hanno usufruito del servizio nel giugno e luglio post-lockdown. Adesso invece si arriva alle percentuali del 90% circa generale e 56% dei nuovi iscritti.

 

"In estate - evidenzia Maule - le richieste sono state in linea con i posti a disposizione e quindi abbiamo potuto accogliere tutti. A settembre invece dopo un duro lavoro e un'analisi capillare accogliamo 962 bambini: 598 sono quelli iscritti già 12 mesi fa e 364 le unità per i quali è stata inoltrata una nuova richiesta. Contestualmente però il servizio è passato da 6 ore/giorno di giugno e luglio a 8,5 ore/giorno per quest'anno, molti vicino alle 10 ore/giorno del 2019".

 

Ci sono stati diversi passaggi delicati e complessi per organizzare gli asili in questo momento così particolare, ma non c'è purtroppo la copertura per tutte le richieste come negli anni precedenti. "Contiamo di accontentare altre famiglie nelle prossime settimane perché alcuni genitori per cause varie potrebbero rinunciare, un evento fisiologico per le mutate esigenze. Terminata questa ricognizione, si procede attraverso una seconda assegnazione".

 

Una cinquantina di posti in più dovrebbe arrivare poi il prossimo ottobre, quando è prevista l'apertura di un nuovo asilo nido in zona Interporto (Qui articolo). "La speranza è quella di avvicinarci ulteriormente e il più possibile a rispondere positivamente al 100% delle richieste, anche se non nascondiamo che sarà estremamente difficile: questa emergenza coronavirus e i protocolli richiedono un supplemento di organizzazione e scelte difficili. Ma siamo trasparenti e se qualche genitore dovesse avere dei dubbi, può tranquillamente contattare gli uffici per tutte le spiegazioni del caso e cercheremo di essere esaustivi per chiarire ogni criticità", conclude Maule.

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