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Elezioni in Croazia, riconfermato il premier conservatore Plenković. Crollano i socialdemocratici, bene la coalizione Rosso-Verde

La più bassa affluenza alle urne mai registrata in Croazia premia l’Unione Democratica del premier uscente Plenković che trionfa nonostante il ritorno del coronavirus. Pesante sconfitta del Partito Socialdemocratico, sorprendenti invece i risultati per la coalizione “Rosso-verde” che ora guarda alle amministrative del 2021

Di Rebecca Franzin - 07 luglio 2020 - 17:01

ZAGABRIA. Il responso arrivato dalle urne croate è stato per certi versi inaspettato, o perlomeno in pochi avevano previsto una vittoria così netta da parte del primo ministro uscente Andrej Plenković. Il partito del premier, l’Unione Democratica Croata (Hdz), ha conquistato 66 seggi su 150, quasi la maggioranza assoluta del parlamento di Zagabria. Le elezioni sono state contrassegnate da una scarsissima affluenza, sotto al 50%, mai così bassa nella storia del Paese.

 

Come scrive Giovanni Vale, per l’Osservatorio Balcani Caucaso e Transeuropa, la riconferma di Plenković era osteggiata da molti ma il leader conservatore ha saputo sfruttare la gestione dell’emergenza coronavirus in chiave elettorale: nemmeno la risalita dei contagi, con quasi 100 nuovi casi al giorno, e il rifiuto di sottoporsi all’autoisolamento (obbligatorio) dopo essere entrato in contatto con il tennista Novak Đoković positivo al Covid-19, hanno arrestato la sua marcia trionfale.

 

I risultati hanno premiato conservatori e nazionalisti: l’Unione Democratica Croata (66 seggi), il Movimento Patriottico, di estrema destra, guidato dall’ex cantante folk Miroslav Škoro (16 seggi) e il Ponte delle Liste Indipendenti (8 seggi) hanno conquistato complessivamente il 56% dei voti. Per governare servono almeno 76 seggi che Plenković conta di trovare fra i piccoli partiti di destra e i rappresentanti delle minoranze etniche. Buon risultato quindi per l’estrema destra, anche se il leader del Movimento Patriottico Škoro riteneva che sarebbe stato più determinante in queste elezioni e profetizzava per il premier uscente al massimo una posizione come ministro degli esteri.

 

La coalizione di centrosinistra “Restart” guidata dal Partito Socialdemocratico di Croazia (Spd) in unione a Dieta Democratica Istriana e al Partito popolare e dei pensionati, ha conquistato solo il 24,92% dei voti e 41 seggi. L’Spd non otteneva un risultato così scarso dal 1995.  Diversi esponenti hanno chiesto le dimissioni del leader del Partito Socialdemocratico, Davor Bernardić, che in campagna elettorale non è stato sufficientemente convincente e carismatico. Anche il partito populista euroscettico Živi zid (“Barriera Umana”) alleato del Movimento 5 Stelle in Europa, ha subito una pesante sconfitta e paga le lotte intestine e una strategia comunicativa confusionaria.

 

Buon risultato invece per la coalizione “Rosso-verde” formata dal partito ecologista di sinistra Možemo! (Possiamo!) di Tomislav Tomašević che ha conquistato 7 seggi. Le politiche progressiste di Možemo! hanno sicuramente contribuito a strappare voti al Partito Socialdemocratico. Novità di queste elezioni, Možemo! è un gruppo nato in opposizione alle politiche del sindaco di Zagabria Bandić. Il loro prossimo obiettivo è candidarsi alle elezioni comunali del 2021 e porre fine all’era di Bandić, in carica dal 2000.

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