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I 15 parchi della Vallarsa restano chiusi per decisione del sindaco: ''Scelta non facile ma in questo momento non si possono garantire le norme di sicurezza richieste''

Attualmente anche la maggior parte dei comuni della Vallagarina sono impossibilitati a garantire le regole per riaprire i parchi gioco. Il sindaco di Vallarsa, Massimo Plazzer: "Siamo consapevoli che i bambini sono tra quelli che hanno più sofferto il periodo di restrizione legato al coronavirus ma in questo momento servono ulteriori verifiche per disposizioni superiori che sono in vigore"

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2020 - 19:22

VALLARSA. Restano chiusi i 15 parchi giochi comunali in Vallarsa per l'emergenza coronavirus, niente fase 2 per le aree attrezzate negli spazi verdi tra Albaredo, Foppiano, Matassone, Riva Obra, S.Anna (parcheggio e asilo), Anghebeni, Valmorbia e Foxi, Raossi, Parrocchia, Poiani, Speccheri e Camposilvano.

 

"La situazione è complessa e legata a normative sovraordinate - spiega Massimo Plazzer, primo cittadino di Vallarsa - ma anche alla responsabilità dei gestori e dell’incolumità dei bambini. Da papà, oltre che da sindaco, sono il primo a soffrire della scelta di tenere i parchi giochi chiusi, tuttavia l’emergenza sanitaria e il delicato momento che attraversiamo impone scelte non facili, però precise e tutelanti della salute per evitare che il lento ritorno alla normalità si trasformi in un rapido rinvigorimento del virus".

 

Metà dei parchi giochi sono gestiti con convenzione o attraverso il regolamento "adotta il tuo paese" dalle associazioni di volontariato locale. Per il momento il Comune di Vallarsa resta in attesa di indicazioni a livello provinciale e non nella difficoltà di garantire la sorveglianza come indicata da decreto nazionale non ha riaperto questi spazi.

 

Nell'ordinanza del presidente Maurizio Fugatti del 20 marzo 2020 è stata disposta anche sul territorio provinciale la chiusura dei parchi e dei parchi gioco, quindi per scelta sovraordinata, i parchi giochi sono stati chiusi. Una chiusura confermata anche nel provvedimento del 2 maggio che prevedeva la riapertura dei parchi ma non delle aree attrezzate. Nelle successive ordinanze non è stata esplicitata la riapertura dei parchi gioco pertanto si fa riferimento alle regole precedenti.

 

Il decreto del presidente del Consiglio del 17 maggio permette la riapertura dei parchi giochi nel rispetto delle regole. "L'allegato - prosegue Plazzer - prevede specifiche azioni e responsabilità in capo al gestore, oltre che ai genitori. In particolare il gestore è tenuto a sorvegliare gli accessi, a controllare che i minori di 14 anni siano accompagnati, che tutti indossino la mascherina e a sanificare i giochi almeno quotidianamenteAllo stato attuale non si riesce a garantire questo presidio e, anche per tutelare le associazioni che hanno in gestione i parchi giochi comunali sulle quali ricadrebbero responsabilità penali, in attesa di approfondire se il Dpcm possa essere applicato per la Provincia di Trento essendo ancora in vigore l’ordinanza".

 

Attualmente anche la maggior parte dei comuni della Vallagarina, come Avio e Brentonico, Mori, Ronzo ChienisIsera, Pomarolo, Trambileno, Villa LagarinaVolano sono impossibilitati a garantire le regole per riaprire i parchi gioco.

 

"Siamo consapevoli che i bambini sono tra quelli che hanno più sofferto il periodo di restrizione legato al coronavirus. Siamo anche consapevoli che il numero dei piccoli in relazione al numero di parchi gioco, anche considerando le singole frazioni, preveda un rischio affollamento molto basso. Se avessimo potuto scegliere direttamente - evidenzia il primo cittadino - in base all’affollamento, i parchi giochi probabilmente non sarebbero mai stati chiusi. Tuttavia sono spazi pubblici e non possono essere riservati ai soli residenti della frazione: se il parco è aperto, lo stesso deve essere a norma e in sicurezza per tutte le persone".

 

Sono in corso comunque ulteriori valutazioni del caso per consentire l'apertura degli spazi. "Ci sono approfondimenti anche in relazione alla disponibilità espressa da alcune associazioni per verificare se ci siano le condizioni per garantire con volontari o attraverso personale dei lavori socialmente utili, il presidio e la sanificazione previsti dalle norme. Nei prossimi giorni, contestualmente a indicazioni e evoluzione della situazione, prevediamo di rispondere puntualmente alle diverse istanze", conclude Plazzer.

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