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''In classe niente mascherine ma distanziamento e aule meno numerose'', la sovrintendente spiega la scuola che verrà

La dirigente ha garantito sulla volontà della Giunta di destinare alla scuola con l’assestamento di bilancio un finanziamento aggiuntivo che permetta di ripartire a settembre nel modo il più possibile vicino alla normalità: "In Trentino già nella situazione pre-Covid non c'erano classi molto numerose, ora occorrerà farle diventare ancora meno numerose". In commissione assente Bisesti

Di Luca Andreazza - 08 luglio 2020 - 19:28

TRENTO. Si prospetta un ritorno a scuola senza mascherine, mentre il distanziamento fisico è destinato a rimanere. Questa la soluzione alla quale lavora piazza Dante. A breve dovrebbero arrivare le linee guida per la ripartenza del comparto. A riferirlo è stata Viviana Sbardella, sovrintendente scolastica, nel corso dell'audizione in quinta commissione della Provincia. Assente (giustificato) l'assessore Mirko Bisesti e quindi tocca alla dirigente delineare il probabile futuro del settore, la quale ha condiviso molte preoccupazioni evidenziate nella petizione firmata da oltre 6 mila persone (Qui articolo). 

 

La dirigente ha garantito, inoltre, sulla volontà della Giunta di destinare alla scuola con l’assestamento di bilancio un finanziamento aggiuntivo che permetta di ripartire a settembre nel modo il più possibile vicino alla normalità. "Il distanziamento - dice Sbardella - comporterà però la creazione in tutte le scuole di gruppi più piccoli. In Trentino già nella situazione pre-Covid non c'erano classi molto numerose, ora occorrerà farle diventare ancora meno numerose".

 

Semaforo arancione anche per la didattica a distanza. "Nelle intenzioni dell'esecutivo la dad non è mai stata immaginata come la scuola del futuro - prosegue la sovrintendente - ma solo una risposta adottata in una situazione di emergenza per permettere soprattutto ai ragazzi più grandi, molto meno agli altri, di non interrompere completamente le attività. Ci siamo trovati in una condizione inedita senza un’esperienza pregressa di riferimento".

 

Insomma, per la Sovrintendente scolastica la dad è uno strumento con cui potenziare e integrare, non certo per sostituire nella normalità, la didattica in presenza. "Diversamente - evidenzia Sbardella - si negherebbe l’essenza stessa della scuola che è basata sui rapporti umani ed educativi. Siamo poi abbastanza pronti a trovare soluzioni alternative che garantiscono la sicurezza senza dover imporre la mascherina ai bambini e ai ragazzi nelle scuole".

 

Il distanziamento resta un metodo importante per limitare il rischio di contagio da coronavirus. "E' giusto puntare il più possibile alla normalità della vita scolastica - continua la sovrintendente - ma non possiamo comunque dimenticare, come dice Ghezzi, che l’epidemia non è stata ancora superata, anche se è vero che siamo in una fase nella quale il virus incide meno rispetto a poco tempo fa. Tuttavia non possiamo archiviare il problema".

 

In assestamento di bilancio dovrebbero arrivare risorse per far fronte alla riorganizzazione ai tempi di Covid-19. "Il finanziamento aggiuntivo - aggiunge Sbardella - permetterà alla Pat di assumere docenti da dedicare a gruppi classe meno numerosi". In Alto Adige la partenza delle lezioni è fissata per il 7 settembre e si punta anche sulla scuola all'aperto.

 

"In questo senso esistono progetti già sperimentati che la Provincia intende diffondere - sottolinea la dirigente - come quelli legati alla metodologia didattica della Green school. Si sta anche prendendo in considerazione la possibilità di utilizzare le altre istituzioni presenti sul territorio per far uscire bambini e ragazzi dalle aule".

 

Capitolo autonomia delle scuole. Anche in questo settore Sbardella ha ricordato le sperimentazioni già avviate con nuove metodologie didattiche in grado di rispondere alle criticità di questa fase. La sovrintendente ha poi segnalato che attraverso l’aggiornamento, la Pat fornirà agli insegnanti strumenti adeguati per fronteggiare le nuove problematiche emergenti.

 

Un altro tema è quello di ridurre le differenze di preparazione degli studenti che sono cresciute nel lungo periodo di chiusura delle scuole. "Ci sono bambini e ragazzi - conclude Sbardella - che hanno vissuto esperienze molto diverse sotto il profilo dell'apprendimento. Le linee guida per la ripartenza della scuola trentina saranno pronte molto presto a trasmesse a brevissimo alle scuole. Un documento che non riguarderà solo aspetti organizzativi di tipo sanitario ma anche la didattica. Si va verso una scuola reale".

 

Tutti i consiglieri presenti in commissione (Alessia Ambrosi, Sara Ferrari, Filippo Degasperi, Paolo Ghezzi, Gianluca Cavada e Ugo Rossi) hanno poi appoggiato le preoccupazioni emerse nella petizione. La presidente Ambrosi ha informato che in questo senso sono pervenute altre richieste di audizione: Ferrari ha suggerito di accoglierle purché a questi incontri sia presente anche l’assessore Bisesti e l’organismo ha condiviso la proposta della consigliera.

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