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In commissione Moranduzzo e Cavada non vogliono il Dolomiti e Divina spiega: ''Figlio gay o handicappato? Non sarei felice ma lo amerei lo stesso''

Siamo riusciti ad assistere alla commissione dopo l'esito di una votazione grazie all'ok di 5 consiglieri contro 2. All'interno si è parlato di Santa Chiara, di Lucio Gardin e della candidatura a sindaco di Trento di Divina. Si è parlato dei tagli delle risorse (-15%) e di feste vigiliane. Ecco cosa è successo

Di Luca Andreazza - 29 gennaio 2020 - 19:25

TRENTO. E' finita 5 a 2 la votazione per lasciar accedere il Dolomiti ai lavori della Quinta commissione e ascoltare il dibattito sul Centro servizi culturali Santa Chiara. C'eravamo solo noi come giornalisti giunti per ascoltare il dibattito ma per i leghisti Gianluca CavadaDevid Moranduzzo sarebbe stato meglio non avere nessuno tra i piedi, figurarsi quelli de il Dolomiti, alla faccia della trasparenza e del rispetto dei cittadini. D'altronde Moranduzzo aveva già affermato su Facebook che con noi lui non parla (Qui articolo) e questa volta ha anche chiesto che venisse messo a verbale che non ci avrebbe voluto in sala. Prendiamo atto e ringraziamo chi invece ha votato a favore come Alessia Ambrosi, Luca Guglielmi, Filippo Degasperi, Sara Ferrari e Paolo Ghezzi

 

Grazie a loro possiamo raccontarvi quanto successo in questa seduta al di là del comunicato stampa (che omette molti particolari compreso quanto detto dal numero uno del Santa Chiara Sergio Divina). Una seduta dedicata al Consiglio d'amministrazione del Centro Santa Chiara, che sembra un po' diviso. Non solo sulla nomina di Gardin quale direttore artistico delle Feste Vigiliane, ma anche sulle prospettive. Presenti il numero uno dell'ente Sergio Divina, la vice presidente Sandra Matuella, il direttore Francesco Nardelli, i consiglieri Maurizio Cau e Daniele Lazzeri, oltre ai revisori Alessandro Giarolli e Andrea Tamanini

 

Tra i colpi ad effetto ecco la domanda diretta di Paolo Ghezzi (Futura) a Divina: "Possiamo contare su una continuità oppure sarà candidato sindaco?". Questa possibilità non è stata esclusa. "Non c'è certezza del futuro - ha detto l'ex senatore - se dovessi essere chiamato a ruoli nella funzione pubblica, deciderò se aderire alla proposta". E pensare che nemmeno un mese fa la capogruppo in consiglio provinciale Mara Dalzocchio aveva chiesto le dimissioni per "dovere morale" all'amministratore delegato di Dolomiti Energia Merler perché era entrato nel toto-nomi del candidato sindaco del centrosinistra (Qui articolo). Si era trattato solo di speculazioni giornalistiche, in quel caso, e Merler si era ritrovato suo malgrado tra quei nomi ipotetici ma lì Dalzocchio si richiamava a un ''dovere morale'' che evidentemente non si chiede a nessun altro. 

 

Capitolo Feste Vigiliane. "Abbiamo ricevuto l'incarico da parte del Comune per la realizzazione della kermesse - ha continuato Divina -  probabilmente sarà messa a bando perché ci troviamo a gestire una macchina estremamente complessa. Per questo si è scelto di affidare la direzione artistica a Lucio Gardin, uomo esperto che concorre da otto anni all’organizzazione dell’evento". Diverse le domande in questo caso. "Sono stato polemico con l'assessore Bisesti sulla modalità di scelta della presidenza - ha affermato Ghezzi - ma l’augurio è quello di un buon lavoro al cda nell’interesse di tutti i trentini", quindi il consigliere provinciale di Futura si è soffermato sulle motivazioni della nomina del direttore artistico Gardin, avvenuta tra l’altro non all’unanimità. "Il presidente Divina avrebbe detto in un’intervista che Gardin 'incarna i valori cristiani'. Quali sono gli obiettivi di azione ricevuti dall’assessore dal momento che il presidente Divina ha dichiarato di sentirsi 'cinghia di trasmissione della Giunta provinciale'. E ancora un dettaglio sul 'maggior coordinamento con Muse e Mart' e come si potrebbe concretizzare".

 

La replica. "La nomina di Gardin è stata troppo enfatizzata. Le sei o sette sedute dall'insediamento sono sempre avvenute all’unanimità - ribatte Divina - ci può stare che su un argomento ci siano visioni diverse. Per l’organizzazione delle Vigiliane si è discusso se tornare alle origini oppure avanzare elevando la proposta culturale. Entrambi i candidati ascoltati hanno fatto la propria proposta e la scelta è ricaduta su Gardin perché quella festa aveva il carattere della 'popolanità'. Non ho mai detto che incarna i valori cristiani e non so come sia potuto uscire, come è stato riportato in diversi articoli e poi ripreso da un direttore di giornale in un editoriale in prima pagina. Non so che valori incarni Gardin e questo non ci importa: le motivazioni della scelta della sua figura sono di tipo artistico".

 

E qui il presidente, forse spinto dalla volontà di auto-difendersi, ha ricordato una vecchia polemica. "E' stata una strumentalizzazione - ha detto Divina - come quella volta che mi chiesero: sarebbe felice di avere un figlio omosessuale? Risposi: no, non sarei felice ma lo amerei lo stesso" e poi ha aggiunto: "Così come non sarei felice di avere un figlio con handicap ma lo amerei. Che c'è di male o di strano a dire che preferirei avere un figlio normale?".

 

Poi è ritornato sugli altri temi, quasi tutti passati in rassegna. "La sinergia tra enti funzionali che operano nello stesso contesto già avviene nella rassegna Trento Scienza dove Muse e Centro Santa Chiara cooperano nel realizzare obiettivi con il supporto scientifico del Muse: noi vorremmo intensificare queste sinergie. Il pubblico a cui sono indirizzate le coproduzioni sono sopratutto i giovani".

 

A Sara Ferrari (Pd), quanto alla condivisione con il Comune della scelta della figura di Gardin, Divina ha replicato: "Abbiamo le idee chiare sulle linee da seguire, non abdichiamo al nostro compito: avendo il Comune affidato a noi l’organizzazione, lo stesso da autonomia implicitamente al nostro Consiglio di amministrazione, anche nelle scelte come la direzione artistica".

 

Sempre il consigliere Ghezzi ha chiesto chiarimenti alla vice presidente Matuella su una frase che avrebbe pronunciato riferendosi alla "egemonia culturale della sinistra". "Il fortino blindato si riferiva ad un episodio vissuto personalmente - spiega - allorché proposi all’ente una riflessione attorno alla figura e l'eredità di Gabriele D’Annunzio e il Vittoriale degli italiani, ci sono interessi comuni al Trentino. In quell'occasione ero stata aggredita e respinta. In passato chi non era in linea con una precisa visione ideologicamente collegata a certi temi veniva emarginata. Per quanto riguarda l’eccesso di contemporaneo il riferimento era alla presa d’atto che nella programmazione del Centro servizi Santa Chiara dopo l’era di Benvenuto Cuminetti si è venuta a creare una contrapposizione in una chiave tradizione verso innovazione, considerando la prima come un retaggio del passato da superare. La mia posizione forse è conservatrice, ma ritengo fondamentale una lettura filologica dei titoli della tradizione classica, per capire come la tradizione abbia in sé una notevole modernità".

 

La commissione, presieduta da Alessia Ambrosi (Lega), si era aperta per discutere delle linee guida per la cultura e le analisi delle criticità del sistema. "Dopo un ampio e lungo confronto culminato nella Conferenza della Cultura di fine novembre scorso - ha commentato l'assessore Mirko Bisesti - ha posto in primo luogo una sfida alla struttura, ma ha anche permesso di individuare le nuove linee guida per le politiche culturali della Provincia emerse da un approfondito monitoraggio sul sistema culturale trentino e da un confronto diretto con le istituzioni museali, il sistema bibliotecario trentino, il sistema della formazione musicale, il centro servizi culturali Santa Chiara, l’associazionismo culturale e tutto il patrimonio culturale tangibile".

 

E proprio le linee guida del settore è emerso che sono ancora un'ipotesi, mentre la certezza al momento si chiama taglio delle risorse: -15% per una importo di 638 mila euro. Se Divina ha risposto "Singnorsì a quanto ci chiede la Provincia sempre e comunque", Maurizio Cau è stato più diretto e forse anche pragmatico. "Ci sono troppe ambiguità: si chiede di definire le linee di sviluppo, stimolando a investire e chiedendo di tagliare. Una progettualità spinta che però comporta inevitabilmente un taglio da qualche altra parte. Ma non solo: dobbiamo guardare al territorio, ma anche extra Provincia: anche qui in questa doppia azione di indirizzo servono risorse. Servono più soldi per trovare la quadra all’interno di istanze che spingono in direzioni diverse".

 
Il presidente Divina ha annunciato che è stata recentemente deliberata una co-produzione con il Teatro stabile del Veneto e l’associazione Aida del Teatro per i ragazzi. "Sappiamo - ha spiegato - che dobbiamo fare i conti con una contrazione delle risorse che dovrà necessariamente interessare tutti, noi compresi. Una co-produzione permette di promuovere qualcosa di prodotto localmente, di avere una royalty sulle prime in calendario e la possibilità di promuovere un rapporto tra enti strutturati e teatri periferici a livello nazionale".

 

Si partirà dalla prossima estate. "Anche se non è compito strettamente del centro quello di promuovere il Trentino - ha detto Divina - un territorio capace di ospitare ai massimi livelli, di tutelare l’ambiente come pochi, di produrre e esportare prodotti enogastronomici d’eccellenza, ma anche un Trentino capace di realizzare prodotti culturali. Ci siamo insediati il 21 novembre scorso, questo significa che fino a maggio-giugno abbiamo già una programmazione, la nostra partirà dall’estate".

 

Un altro punto toccato è stato l'apporto della Soprintendenza. "Un ente che deve essere citato anche se in chiave interdisciplinare - ha aggiunto l'assessore Bisesti - un lavoro importante che va messo in evidenza per meglio comprendere il prezioso ruolo quotidiano di questo ente. In via generale tra i punti di criticità, c’è una forte concentrazione di eventi culturali che spesso sembrano frammentati e scollegati: manca uno sforzo di collegamento e di gestione delle risorse economiche e umane comune".

 

In questa direzione c’è l’intenzione di proporre una maggiore collaborazione, anche con un maggiore coinvolgimento dei giovani, per allargare il sistema a forze nuove in termini di proposte, obiettivi e progettualità. "C’è stata in passato una promozione quasi esclusiva dei grandi eventi - ha completato l'assessore - mentre oggi si vuole affiancare a questo orientamento la valorizzazione di tutte le iniziative, anche puntando sulla revisione della comunicazione a tratti carente in termini di efficacia e innovazione. E' partito per questo un tavolo di lavoro con Trentino Marketing".

 

Come correggere, infine queste criticità? "Non con misure episodiche - ha risposto Bisesti - ma con interventi strategici sull’idea della cultura trentina come sistema e con il focus sull’innovazione coordinata e stimolata dai giovani, con l’ottimizzazione delle risorse e il coinvolgimento del volontariato, cercando di puntare sulla qualità". In chiusura l'intervento di Sara Ferrari che ha voluto specificare che "la Commissione avrà la responsabilità di esprimere un parere non vincolante sulle linee guida e le scelte prioritarie starà al Centro interpretarle".

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