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Ispat, senza immigrati si rischia il tracollo demografico. Ghezzi: "Fugatti cambi rotta. Senza stranieri non si potranno mantenere gli anziani trentini"

Sono state pubblicate dall'Ispat le proiezioni demografiche per i prossimi decenni. Nel 2070 il dato relativo al carico sociale, senza l'apporto indispensabile dei flussi migratori, è destinato ad impennarsi. Oggi ci sono circa 33 anziani e 23 giovani ogni 100 persone in età lavorativa mentre fra trent’anni 100 persone in età lavorativa dovranno assistere e mantenere 20 giovani e 46 anziani, 18 dei quali di 80 anni e oltre. In ipotesi naturale l’indice salirebbe al 90%, di cui 70 anziani  

Pubblicato il - 23 gennaio 2020 - 19:39

TRENTO. Secondo le ultime proiezioni demografiche diffuse dall'Ispat (Istituto provinciale di statistica) nei prossimi decenni la popolazione trentina, se non supportata dai flussi migratori, è destinata (di fatto) al collasso demografico.

 

In ipotesi di sviluppo solo naturale (vale a dire in una proiezione che simula cosa succederebbe azzerando qualsiasi movimento migratorio futuro) i Trentini, che ora sono circa 540.000, potrebbero ridursi ad appena 370. Una popolazione sempre più vecchia e sempre meno propensa a far figli. In drastico calo anche la natalità. Uno dei parametri per valutare il buono stato di salute di una società è il cosiddetto "saldo naturale", ovvero il rapporto e la differenza tra numero dei nati e numero dei morti annuali. Fino agli anni sessanta questo saldo era nettamente positivo. Dopo il cosiddetto baby boom di quegli anni il valore ha iniziato a scendere fino a marcarsi negativamente a partire dal 1979. L'Ispat ha calcolato che, in ipotesi di sviluppo naturale, nei prossimi decenni questo saldo potrebbe arrivare a circa -4.000 (QUI ARTICOLO).

 

I modelli di sviluppo demografico sono a servizio delle amministrazioni. Sapere, ad esempio, con un certo margine d'anticipo, come evolveranno le classi anziane o le classi scolastiche permette di preparare o ripensare strutture e attività preposte ai loro bisogni.

 

Per questo, Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura 2018, si rivolge direttamente al presidente Fugatti chiedendogli conto di quanto sia stato fatto, e non, per adeguarsi al trend evidenziato dall'istituto di statistica. "Si rassegni, e cambi rotta, il presidente della Provincia - commenta Ghezzi -. Gli immigrati sono necessari per evitare il tracollo demografico del Trentino".

 

"Se non ci saranno, e non faranno, figli i nuovi trentini di origine straniera - continua il consigliere - il benessere del Trentino e la nostra qualità di vita non saranno più garantiti". 

 

Preoccupanti anche i dati relativi al cosiddetto "carico sociale". Il carico sociale totale (ovvero il rapporto tra il numero di individui in età non attiva ogni 100 in età attiva) è ora arrivato al 56%, ma fra una dozzina di anni è destinato ad impennarsi superando nel 2031 il 60% ed arrivando nel 2070 al 73%. L’analisi per componenti mostra che attualmente il carico è costituito da circa 33 anziani e 23 giovani ogni 100 persone in età lavorativa mentre fra trent’anni 100 persone in età lavorativa dovranno assistere e mantenere, direttamente od indirettamente, 20 giovani e 46 anziani, 18 dei quali di 80 anni e oltre. In ipotesi naturale l’indice salirebbe al 90%, di cui 70 anziani.    

 

 

"Insomma - conclude Ghezzi - senza trentini di origine straniera non si potranno mantenere gli anziani trentini. Il presidente della Provincia ha letto il rapporto Ispat? Se sì, non può che cambiare rotta e abbandonare le sue politiche ostili agli stranieri".

 

 

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