Inverno demografico e carenza di personale, gli infermieri: "Siamo in una tempesta perfetta, serve innovare il sistema salute e investire sui professionisti sanitari”
Anche in Trentino sono crollate le nascite ed è aumentata l'aspettativa di vita, con un impatto sul sistema sanitario. Ad oggi mancano circa 450 infermieri ed entro il 2040 si stima che quasi la metà di quelli ad oggi in servizio andrà in pensione. Pedrotti: "La politica punti sull’autonomia per innovare il sistema salute trentino e investire sui professionisti sanitari"

TRENTO. L'inverno demografico avrà un impatto anche sul sistema sanitario. “Siamo in una tempesta perfetta”. A lanciare l'allarme è il presidente dell'ordine delle professioni infermieristiche di Trento Daniel Pedrotti nel corso dell'assemblea annuale. “Oggi – aggiunge – ci troviamo in uno scenario che deve fare i conti con risorse sempre più limitate, che si riflettono anche su retribuzioni degli infermieri molto basse e con la carenza di professionisti”.
Secondo i dati Istat, Ispat e del Rapporto sulla natalità dell'Azienda sanitaria, in 55 anni in Trentino si è assistito ad un crollo delle nascite: si è passati da 7367 nati nel 1967 ai 3956 del 2022: in altre parole, le nascite sono quasi dimezzate. Una situazione questa che ricalca il quadro nazionale. Se nel 1964 si sono registrati un milione di nuovi nati, nel 1995 erano circa la metà (526 mila) e lo scorso anno appena 393 mila.
Il tutto a fronte di un aumento dell’aspettativa di vita, che ora di 86,7 anni per le donne e 82,2 anni per gli uomini in Trentino, mentre in Italia rispettivamente di 84,8 e 80,5. Negli ultimi decenni è cresciuto anche il numero degli over 65, che in provincia di Trento sono 123.916, circa un quarto della popolazione (il 22,9%). Se in Italia gli ultra sessantacinquenni oggi sono 14 milioni, si stima che nel 2050 rappresenteranno il 34,9% della cittadinanza: in altre parole, la previsione è che in futuro una persona su tre avrà più di 65 anni.
Questo avrà un impatto anche sul sistema sanitario. Oggi in Trentino il 36% dei cittadini dichiara di avere almeno una malattia cronica, mentre il 17% almeno due, mentre in Italia la percentuale è rispettivamente al 40% e al 21%.
Ma non basta: nel 2024 ben 10,3 milioni di persone nel nostro Paese saranno destinate a vivere da sole. Questo significa, in previsione, un maggior carico di richieste da gestire per il sistema sanitario.
“Siamo in una tempesta perfetta – commenta il presidente degli infermieri Pedrotti. - Oggi ci troviamo in uno scenario che deve fare i conti con risorse sempre più limitate, che si riflettono anche su retribuzioni degli infermieri molto basse, 23% in meno rispetto alla media dei Paesi Ocse, e con la carenza di professionisti”. Secondo Pedrotti questo è dovuto anche ad un problema di attrattività: “La nostra professione offre molte soddisfazioni – spiega - ma gli infermieri non vengono valorizzati sotto tanti punti di vista. Per esempio, il tema della carriera: un infermiere entra nel sistema sanitario e non trova percorsi di crescita professionale, in particolare nella clinica e nella formazione, nonostante il possesso di competenze avanzate certificate da master, laurea magistrale e corsi di perfezionamento. È necessario intervenire con politiche che permettano agli infermieri di lavorare in un ambiente sicuro e stimolante. Altra priorità è progettare modelli organizzativi innovativi ad alta autonomia per le professioni sanitarie e avviare un percorso di evoluzione della professione infermieristica in risposta i nuovi bisogni di salute della popolazione. Questo percorso potrebbe riguardare anche la prescrizione infermieristica di presidi sanitari utili nella pratica assistenziale”.
Se in Italia sono 456.698 gli infermieri e gli infermieri pediatrici, in Trentino gli iscritti all’albo hanno raggiunto quota 4.498, con un saldo iscrizioni-cancellazioni che, nel 2023, segna un +65, ovvero 175 contro 110. L'83% è donna.
Ma anche su questa professione pesa l'invecchiamento della popolazione: se oggi il 45% degli infermieri e delle infermiere trentini hanno un'età compresa tra 46 e 60 anni, significa che entro il 2040 saranno circa 2mila i lavoratori che usciranno dalla professione. Positivo – secondo il presidente dell'Ordine – è il numero di infermieri e infermiere giovani: la fascia tra i 26 e i 35 anni rappresenta il 25% del totale degli iscritti.
Resta il problema della carenza di personale: la provincia di Trento si attesta a 7,8 infermieri ogni mille abitanti, meglio del valore italiano (6,2) ma ancora inferiore a quello medio Ocse (9,2). Attualmente, in Trentino mancano circa 253 infermieri a livello strutturale ed altri 180/200 infermieri di famiglia e comunità. Servirebbero, quindi, tra i 433 ed i 453 infermieri.
Da qui l'appello alla politica: “Usiamo l’autonomia – precisa Pedrotti, - attraverso la quale abbiamo l’opportunità di essere laboratorio di sperimentazione di innovazioni in grado di migliorare il nostro sistema sanitario, di distinguerci per buone pratiche e di investire sul capitale umano”.













