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Nel 2070 la popolazione trentina potrebbe dimezzarsi e i morti potrebbero essere 4.000 in più dei nati. Per l'Ispat a salvarci dal tracollo saranno gli immigrati

E' stata pubblicata dall'Ispat - Istituto di statistica provinciale un'ipotesi di proiezione demografica. L'Ispat fotografa i prossimi decenni della nostra provincia. Quello che ne emerge è un quadro desolante. Il trend potrebbe però non variare di molto. La differenza la faranno i flussi migratori che sceglieranno il Trentino come propria meta

Di A.V. - 23 gennaio 2020 - 19:08

TRENTO. Le pubbliche amministrazioni hanno bisogno di dati previsionali. Ne hanno bisogno nella misura in cui, questi dati, aiutano a calibrare e pianificare determinati servizi non solo sull'ammontare globale della popolazione ma, soprattutto, sulle singole classi d'età. Sapere, ad esempio, con un certo margine d'anticipo, come evolveranno le classi anziane o le classi scolastiche permette di preparare o ripensare strutture e attività preposte ai loro bisogni.

 

Gli strumenti statistici sono, proprio per questo, di estrema importanza e, al di là della curiosità che possono suscitare i dati raccolti, aiutano concretamente le amministrazioni ad offrire prestazioni adeguate ai tempi. Per capire come la popolazione di un determinato territorio muterà sono necessari modelli di proiezione demografica che riescano a tracciare, nella maniera più accurata possibile, quale sarà futuro ci attende.

 

L'Istituto di Statistica provinciale (Ispat), per far questo, si avvale di Stru.de.l., un modello di analisi della struttura demografica locale messo a punto negli anni '80 per l'Istituto regionale di studi e ricerche economico - sociali del Veneto (Irsev) e quindi adattato per la provincia di Trento. 

 

I modelli di proiezione demografica forniscono, quindi, preziose informazioni, utili ad indirizzare le attività di programmazione. Conoscendo, infatti, l'ammontare globale della popolazione, le singole fasce d'età, la fecondità, la mortalità e i movimenti migratori, le amministrazioni possono calibrare interventi ad hoc. Va detto che un modello matematico, per quanto sofisticato, non è in grado di prevedere esattamente e senza margine d'errore cosa succederà nel futuro ma permette di capire cosa accadrà se le ipotesi formulate si realizzeranno, "tenendo conto della struttura demografica esistente e delle probabilità statistiche che i vari eventi si verifichino" si legge nel report dell'Ispat. 

 

La natalità in Trentino

 

La natalità, in un determinato lasso di tempo (che può essere un anno o un decennio), è legata alla fecondità e al numero delle donne in età fertile che quindi, potenzialmente, potrebbero diventare madri. Quest'ultimo numero viene calcolato, nelle proiezioni demografiche, prevalentemente basandosi sul numero di nati circa trent'anni prima.  Ad oggi il tasso di fertilità e il numero di donne in età fertile sono bassi. Ciò nonostante, secondo le proiezioni dell'Ispat, per effetto del flusso migratorio, il numero dei nati rimarrà sostanzialmente invariato nei prossimi decenni (fra i 4.000 e i 5.000 nati ogni anno).

 

 

Nel ventennio 1990-2010 il tasso di natalità, nella nostra provincia, è stato di 10 nati per mille residenti (fatta eccezione per due picchi nel 2000 e nel 2004). Nei prossimi decenni il dato è destinato sostanzialmente a rimanere costante, con fasi alterne di ripresa e calo.  Il numero medio di figli per donna (che ora si attesta ad 1,5) calerà leggermente e si fermerà a 1,3 (valore già registrato negli anni '90). Anche l'età in cui le donne avranno il primo figlio non sembra destinata a cambiare: se oggi si diventa madri a circa 33 anni, nei prossimi decenni l'età si abbasserà leggermente e si fermerà a 32 (senza raggiungere i 28 anni degli anni '70).

 

 

La mortalità in Trentino

 

L'aumento della speranza di vita e la diminuzione delle probabilità di morte hanno reso il numero dei morti sostanzialmente stabile nell'ultimo trentennio. Il loro numero è oscillato tra i 4.500 e i 5.000 all'anno. Questo livello, sostiene l'Ispat, verrà superato fra pochi anni. Nel 2030 si calcolano circa 5.300 morti, numero che salirà a 5.400 nel 2040. Verso il 2060, però, il numero dovrebbe tornare ai livelli attuali. 

 

Quanto al tasso di mortalità (vale a dire il numero di morti per mille abitanti) negli anni '90 era fermo a 10 morti annui per mille residenti. Come già detto, sebbene nel prossimo trentennio (grazie a medicina e ricerca) diminuiranno le probabilità di morte, il tasso di mortalità è destinato a rimanere invariato a causa dell'invecchiamento costante e progressivo della popolazione. 

 

 

Rapporto natalità-mortalità

 

Mortalità e natalità sono i due parametri, opposti e complementari, per vagliare la buona salute e le prospettive di crescita di una società. Il loro rapporto viene chiamato, in gergo tecnico, "saldo naturale" e si calcola come differenza tra nati e morti. Fino agli anni sessanta questo saldo era nettamente positivo: detto in altre parole c'erano più nati che morti (ogni anno si aggiungevano circa 3000 persone in più). Dopo il cosiddetto baby boom di quegli anni il valore ha iniziato a scendere fino a marcarsi negativamente a partire dal 1979. L'Ispat ha calcolato che, in ipotesi di sviluppo solo naturale (vale a dire una proiezione che simula cosa succederebbe azzerando qualsiasi movimento migratorio futuro), nei prossimi decenni questo saldo potrebbe arrivare a -4.000.

 

Fuori dalle proiezioni a sviluppo naturale, è infatti probabile che i flussi migratori, che ringiovaniscono la popolazione e aumentano la natalità, porteranno questo saldo sostanzialmente a pareggio.

 

 

Popolazione in Trentino

 

La popolazione residente in Trentino è in continua e costante ascesa, anche se il tasso ha subito nei decenni periodi di crescita e di ribasso. Dal 1971 ad oggi la popolazione nella provincia di Trento è passata da circa 428.000 residenti a 541.000, con un incremento di 113.000 persone in 48 anni. Tenendo conto delle tendenze migratorie, nel 2030 la popolazione trentina dovrebbe raggiungere le 550.000 unità per poi continuare a crescere.

 

 

Quello che sorprende è, però, il confronto con la proiezione in ipotesi naturale (come sopra: cosa succederebbe azzerando qualsiasi movimento migratorio futuro). Bene, la proiezione mostra come la popolazione trentina, in rapido invecchiamento, sarebbe destinata a decrescere in modo consistente. Secondo questa ipotesi, la popolazione potrebbe ridursi nel 2070 ad appena 370.000 abitanti.

 

 

Saranno quindi gli "altri" a salvarci dal tracollo demografico. Senza il fondamentale apporto dei flussi migratori, i Trentini sarebbero quindi destinati ad essere sempre meno e sempre più vecchi. 

 

 

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