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Nel bellunese è emergenza spopolamento, per l'Istat entro il 2023 meno di 200 mila abitanti

I dati presentati dall'Istat rivelano un trend fortemente negativo per il bellunese. Nell'ultimo decennio la provincia ha perso quasi 10 mila abitanti e la previsione è che tra quattro anni i residenti saranno meno di 200 mila. Inoltre, l'indice di vecchiaia è cresciuto notevolmente: si parla, infatti, di 2 residenti over 64 per ogni giovane sotto i 14 anni

Di Lucia Brunello - 15 dicembre 2019 - 12:22

BELLUNO. Allarme spopolamento nel bellunese. Sono preoccupanti i dati evidenziati da uno studio basato su valori ufficiali dell'Istat riguardo il calo di residenti in provincia di Belluno. La provincia, infatti, è da tempo spettatrice di un trend fortemente negativo, tracciato da una progressiva diminuzione della popolazione di circa 1.500 abitanti all'anno. E la previsione è che, nel 2023, se ne conteranno meno di 200 mila. Un crollo demografico allarmante, che ha visto il suo pieno incremento durante l'ultimo decennio.

 

Infatti, se fino all'inizio del secolo il numero di residenti era costante, persino in leggera salita, dal 2008, anno in cui la crisi economica ha cominciato a farsi sentire, questo ha iniziato a diminuire traducendosi in una perdita quasi 10 mila abitanti in soli dieci anni. Con il perdurare della crisi, lo scenario ha assunto contorni e valori preoccupanti, perché a questa si è aggiunta la “fuga” delle classi produttive e fertili che non trovavano sbocchi adeguati sul territorio. 
 

Negli ultimi 13 anni il tasso di natalità è sensibilmente diminuito, mentre quello di mortalità è lievemente cresciuto, contribuendo ulteriormente a sbilanciare la struttura della popolazione, gonfiando sempre più la dimensione delle classi over 64 e incrementando spaventosamente l'indice di vecchiaia. Questo indice, esprime il rapporto tra la popolazione che ha più di 65 anni e i giovani di età che va dagli 0 ai 14 anni, trovandosi ora ad un valore di 228,3. Ciò significa che vi sono più di 2 residenti over 64 per ogni ragazzo di under 14. Per dare un'idea dell'entità del dato, si ricorda come in Veneto l'indice di vecchiaia sia di 172,1, in Trentino – Alto Adige di 138, mentre, in Italia, di 173,1.

 

A fare da contraltare alla situazione demografica bellunese e al trend nazionale legato allo spopolamento delle zone di montagna è il Trentino che negli ultimi decenni ha messo in campo politiche efficaci anche se da qualche mese il tema è stato rilanciato dal presidente Fugatti in maniera, purtroppo, abbastanza demagogica e senza troppa scientificità (QUI APPROFONDIMENTO). Il Trentino, comunque, nell'ultimo anno, ha visto la sua popolazione crescere di oltre mille abitanti. Il tasso di mortalità si è fermato a 9,4, un valore addirittura inferiore alla media nazionale (pari a 10,7 morti per mille abitanti), mentre in provincia di Belluno è di un 12,3 in costante crescita. 
 

Il territorio sta subendo pesantemente le conseguenze dovute a questa grave tendenza e, per quanto riguarda proposte di rimedi immediati per risolvere (o perlomeno arginare) il problema, ancora non sono stati attivati piani adeguatamente efficaci. Lo spopolamento va a braccetto con i servizi, perché è evidente che, se i residenti scenderanno sotto certe entità, non rappresenteranno un mercato sufficiente a coprire le spese delle attività presenti nei comuni. Questi, poi, trovandosi in un contesto privo anche dei servizi più essenziali, si vedranno costretti a prendere in considerazione l'eventualità di abbandonare la loro casa. Un vero e proprio circolo che si alimenta e demolisce da solo. 
 

Si parla quindi di una provincia sempre più vecchia, dove asili e scuole medie sono ben diffusi, ma gli istituti superiori sono concentrati in pochi comuni. Una provincia che perde imprese, anche nel settore del turismo, e che ha legato all’occhialeria la quasi totalità della sua economia.

I negozi nel Bellunese sono poco più di 2.300, uno ogni 1,6 km quadrati. In dieci anni sono stati chiusi 46 sportelli bancari, rendendo più complicato per i residenti di località ad alta quota compiere semplici azioni come fare un bonifico o un prelievo. Inoltre, ad oggi, sono 12 i comuni della provincia totalmente privi di farmacie.

 

 

I grafico rappresenta una proiezione a 5 anni della popolazione provinciale, effettuate partendo dai dati messi a disposizione dall’Istat a partire dal 2008 fino al 2017, ed assumendo tre ipotesi alternative relative all’andamento di natalità, mortalità e flussi migratori. Gli scenari presentati si basano principalmente su generazioni già nate, risultando quindi altamente attendibili. Tutte e tre le ipotesi, seppur calcolate in relazione a diversi parametri, confermano la stessa previsione: tra cinque anni il numero di abitanti scenderà sotto la soglia dei 200 mila.

 

 

 

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