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La Giunta restituisce i fondi per l’accoglienza, Ferrari: “La Lega trentina ha deciso di non amministrare”. I sindacati: “Così ci perde tutta la nostra comunità”

La Giunta restituisce 376.000 euro che sarebbero stati destinati all’integrazione, i sindacati: “Solo fumo negli occhi per alimentare consenso soffiando su paure e risentimento, adesso aumenteranno i costi a carico dei trentini”. Ferrari: “Chi governa dovrebbe assumere decisioni per il bene collettivo invece la Lega penalizzare la comunità”

Di Tiziano Grottolo - 17 giugno 2020 - 19:19

TRENTO. Soldi che già erano arrivati nelle casse della Provincia ma che la Giunta leghista ha deciso di restituire, senza peraltro dare alcun tipo di spiegazione. Si tratta di 376.000 euro già incassati che sarebbero serviti per finanziare il progetto “Impact” da investire per promuovere l’inclusione sociale di minori e giovani stranieri, garantire l’accesso ai servizi e programmi specifici per la conoscenza di diritti, doveri e opportunità (QUI articolo).

 

“Se davvero la Lega e la Giunta provinciale volessero, come strumentalmente proclamato per anni, che gli stranieri presenti nel nostro territorio rispettassero le nostre regole, oggi farebbero di tutto perché quegli stessi stranieri fossero nelle condizioni di parlare italiano, di capirci e di conoscere la nostra cultura e imparare le nostre regole”, osserva Sara Ferrari capogruppo del Partito Democratico in consiglio provinciale.

 

Eppure la Giunta ha preferito tirare dritto, non sono servite le contestazioni di sindacati, associazioni e minoranze: quei finanziamenti destinati all’accoglienza erano “fondi scomodi” e non importa se i progetti sarebbero stati finanziati al 50% dall’Unione Europea, non conta se si sarebbe dato da lavorare a dei trentini, non ha nemmeno importanza se per arrivare al risultato si è dovuto restituire dei finanziamenti già incassati. I fondi andavano semplicemente tagliati. Un trofeo da offrire al proprio elettorato che in tempi di coronavirus ha avuto pochi capri espiatori su cui riversare le proprie attenzioni.  

 

“Se quando erano all’opposizione potevano permettersi di fare proclami senza essere chiamati a risponderne, ora sono al governo e dovrebbero assumere decisioni per il bene collettivo – sottolinea Ferrari – invece, la Lega trentina, è disposta a non amministrare e a penalizzare la comunità trentina, pur di continuare con il disco rotto che l’ha portata momentaneamente al governo. Non si trattava di risorse utilizzabili in altro modo – aggiunge la capogruppo Dem – non si trattava di risorse sottratte ad altri servizi, opere o persone. Si trattava di risorse destinate a quel preciso scopo, che potevano essere utilizzate solo per quel progetto. Una decisione sciocca e dannosa per la nostra comunità, presa solo per tenere fede ad una posizione elettorale pretestuosa”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i sindacati di Cgil, Cisl e Uil che parlano di “ottusa perseveranza, così ci perde tutta la nostra comunità”. Secondo i sindacati l’Esecutivo non è riuscito a trarre nessuna lezione dalla recente emergenza preferendo “alimentare rancore ed escludere chi è più debole perché straniero”.

 

Una decisione inaccettabile per i segretari che accusano: “Solo fumo negli occhi per alimentare consenso soffiando su paure e risentimento, acuiti anche dalla crisi economica. Con questa operazione – insistono Grosselli, Bezzi e Alotti – non solo Piazza Dante non risparmia un euro, perché le risorse arrivavano da Bruxelles, ma fa perdere la nostra comunità che grazie a scelte miopi e cattive come questa sarà meno integrata e dunque meno sicura. Va poi rilevato che in questo modo aumenteranno i costi a carico dei trentini che dovranno finanziare con le proprie tasse i corsi di lingua degli stranieri previsti dai meccanismi di condizionalità e di politica attiva del lavoro”.

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