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La Giunta snobba i fondi Ue e restituisce 376.000 euro (già incassati) destinati all’accoglienza e all’integrazione. Ghezzi su Fugatti: “Xenofobo e populista”

Il governo provinciale rinuncia ai soldi già stanziati per progetto di accoglienza “decisone presa all’unanimità”. Ghezzi: “La Giunta che polemizza con l’Italia e con l’Europa taglia da sola i propri bilanci pur di non favorire l’integrazione di esseri umani provenienti da altri Paesi”

Di Tiziano Grottolo - 17 giugno 2020 - 16:00

TRENTO. Già l’11 dicembre 2017 un rapporto ufficiale del Governo inseriva il Trentino-Alto Adige fra quei territori che stanno dando una “debole risposta alle opportunità offerte dal Programma Nazionale del Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020”. Ma con il nuovo corso leghista è arrivato il definitivo colpo di grazia con il dipartimento salute e politiche, guidato da Stefania Segnana, che ha deciso di rinunciare ad oltre mezzo milione di euro già stanziato. Scelta, che unita al ridimensionamento di Cinformi, ha fatto perdere più o meno 40 posti di lavoro (articoli QUI e QUI).

 

Si tratta di fondi europei destinati a promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e persino rimpatrio. Soldi che erano già pronti, anzi la Pat potrebbe persino essere chiamata a restituirne una parte per non aver portato a termine alcuni progetti. L’elenco dei progetti finanziati al 1° gennaio 2020 parla chiaro: tra quelli ancora in corso troviamo “Impact” 538.000 euro totali (269mila finanziati dall’Ue). Fra i progetti ancora da avviare c’è anche “In Care” che coinvolge il comune di Trento e che dovrebbe investire a sua volta 560.336,35 euro (circa 280mila finanziati dall’Ue).

 

Questi progetti avrebbero interessato vari settori come la promozione dell’inclusione sociale di minori e giovani stranieri, garantire l’accesso ai servizi e programmi specifici per la conoscenza di diritti, doveri e opportunità. Allo stesso tempo il progetto del comune di Trento (di cui non si consce il futuro) investiva in innovazione e capacity building per il rafforzamento dei servizi socio-assistenziali del capoluogo a nel sostegno dell'empowerment e dell’inclusione dei cittadini di paesi terzi.

 

Poco meno di un anno fa fece molto scalpore la notizia della rinuncia di questi fondi europei, il danno per il Trentino infatti era doppio: da un lato non si sfruttavano dei finanziamenti già approvati, senza contare che quando si investe nell’integrazione delle persone nel tessuto economico e sociale ci guadagnano tutti, dall’altro rimasero a casa, senza lavoro, decine di trentini che operavano nel settore dell’accoglienza. Oggi, al danno si aggiunge pure la beffa, con la Giunta che ha deliberato di restituire 376.000 euro già incassati per il progetto “Impact”.

 

 

 

 

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere provinciale di Futura Paolo Ghezzi, che assieme alla collega Lucia Coppola, ha depositato un’interrogazione per chiedere conto della scelta, evidenziando anche il danno economico provocato visto che si tratta di finanziamenti che erano già pronti per essere spesi.

 

“La giunta Fugatti che polemizza con l’Italia e con l’Europa taglia da sola i propri bilanci pur di non favorire l’integrazione di esseri umani provenienti da altri Paesi. Il furore ideologico del salvinismo si conferma – punta il dito Ghezzi –  è la celebrazione dell’egoismo miope e meschino. A Fugatti non interessa integrare perché vuole continuare a cavalcare la questione stranieri. Tecnicamente, è uno xenofobo populista che danneggia il Trentino e la convivenza dei cittadini e delle cittadine trentine, da qualunque terra provengano. Che anche dopo la tragedia della pandemia, insista in questa sciagurata strategia, è la conferma della sua inadeguatezza a guidare il Trentino”.

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