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L'allarme del Patt: ''Chiude il Day Hospital Oncologico di Cles e i pazienti per la chemio devono andare a Trento. E' questo il cambiamento della Lega?''

La denuncia arriva dai consiglieri del Patt Paola Demagri, Ugo Rossi e Michele Dallapiccola: ''Oggi per una questione fra l’altro nota già da qualche mese, il medico oncologo lascia il servizio del quale se ne occupava da più di due anni e l’Assessorato alla Salute in controtendenza con quanto sempre dichiarato acconsente alla chiusura di un servizio irrinunciabile, quale è il Dho, anche se forse temporaneamente''

Di L.P. - 30 novembre 2020 - 13:12

CLES. Chiude il Day Hospital Oncologico dell'Ospedale di Cles da oggi. ''I pazienti in carico al servizio ci hanno contattati per riferire che dal 1° dicembre 2020 dovranno recarsi presso l’ospedale Santa Chiara per la somministrazione della chemioterapia''. La denuncia arriva dai consiglieri del Patt Paola Demagri, Ugo Rossi e Michele Dallapiccola che definiscono ''inaccettabile'' quanto sta accadendo. ''Un duro colpo per dei pazienti che di fronte ad una diagnosi di difficile accettazione - scrivono - cercano la speranza nella guarigione attraverso le chemioterapie e il sostegno psicologico. E’ un percorso, quello chemioterapico, sempre molto difficile da sostenere sia per la durata della terapia che per gli effetti collaterali che le stesse terapie provocano sui pazienti''.

 

''Oggi - spiegano i consiglieri - per una questione fra l’altro nota già da qualche mese, il medico oncologo lascia il servizio del quale se ne occupava da più di due anni e l’Assessorato alla Salute in controtendenza con quanto sempre dichiarato acconsente alla chiusura di un servizio irrinunciabile, quale è il Dho, anche se forse temporaneamente. Le dichiarazione dell’assessora Segnana e del dirigente Ruscitti proclamavano la volontà di riorganizzare l’azienda sanitaria attraverso i cosiddetti “ospedali diffusi” e invece ci troviamo a una repentina chiusura di servizi ospedalieri e territoriali. La pandemia Covid-19 non può diventare dopo 9 mesi la scusante per sopprimere o centralizzare servizi ma sarebbe dovuta essere lo scopo per implementare e migliorare le offerte ai cittadini delle valli''.

 

Il Dho dell’ospedale di Cles ha una storia che negli anni ha trovato grande impegno da parte di tutti per un suo miglioramento e ampliamento visto l’incrementare delle diagnosi oncologiche e relative terapie. Più di 20 anni fa, ricostruiscono i consiglieri, il compianto dottor Franco Ziller con il dottor Bertagnolli Giovanni avevano messo a disposizione 4 posti letto e competenza per garantire ai cittadini delle nostre vallate di poter ottenere le chemioterapie nel loro ospedale di riferimento. Negli anni i posti letto sono stati aumentati fino ad arrivare al 2015 con il trasferimento dell’area dedicata al Dho presso il corpo ospedaliero centrale con ben 9 posti letto. Gli accordi politici e le indicazioni date ad Apss avevano assegnato risorse mediche e infermieristiche dedicate con la presenza continuativa dell’oncologo; ''grande - aggiungono Rossi, Dallapiccola, Demagri - la soddisfazione da parte dei pazienti che in qualsiasi momento e necessità potevano riferirsi ai professionisti sanitari in servizio presso il Day Hospital Oncologico di Cles senza sentirsi un numero ma una persona con problematiche e bisogni che necessitavano di una presa in carico a 360 ° e personalizzata''.

 

''A questo punto possiamo dire che la mancata assegnazione di risorse umane e tecnologiche agli ospedali e al territorio, promesse ma non arrivate, sono sintomo prodromico di depotenziamento e disattenzione verso gli ospedali trentini che in questo grave periodo si sono trovati a dover affrontare l’emergenza della pandemia adattandosi alle indicazioni della Giunta - concludono i consiglieri del Patt - rimodellando la logistica e le funzioni proprie con grande impegno e dedizione che stanno portando allo sfinimento del personale. Per tornare al servizio sanitario dedicato per le valli del Noce e Rotaliana in questo ultimo periodo la cittadinanza ha assistito alla chiusura del Punto Nascita (temporaneo per Covid) e dell’Uo di Pediatria, alla drastica riduzione delle attività delle sale operatorie per interventi programmati per lasciare aperte quelle private, la mancata assegnazione nell’organico di sei medici di area medica per garantirne a pieno le sue principali funzioni come la Medicina d’urgenza, la diabetologia, la cardiologia, la sospensione del servizio di Day hospital oncologico, la soppressione del Punto Prelievi di Pellizzano e dell’ambulatorio di odontoiatria di Malè. Nessun intervento di ampliamento del Pronto Soccorso per avere spazi dedicati per la gestione compartimentata dei pazienti Covid, nessuna riorganizzazione delle Cure domiciliari''.

 

''Ecco - è l'amara riflessione conclusiva - quello che è riservato ai trentini che popolano le valli e così come a Cles sta accadendo anche negli altri ospedali territoriali. Questo il cambiamento che i trentini si meritano? Questo il cambiamento tanto proclamato nei gazebo? Per ottenere un buon governo servono idee da concretizzare in programmi a lungo termine, servono risorse e modelli di attrattività''.

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