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Nel 2018 in Trentino sono stati 30 i morti in incidenti stradali, 33 in Alto Adige. Lamorgese stringe sulla sicurezza

Firmato ieri al Viminale un accordo con il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) Antonio Decaro sulle modalità di coinvolgimento delle polizie municipali nei servizi di polizia stradale. Inviata, inoltre, ai prefetti una specifica direttiva per rafforzare i controlli e la sicurezza stradale. Il tasso di mortalità nella nostra regione è più alto di quello nazionale: per 100.000 abitanti si sono registrati nel 2018 5,6 decessi in Trentino, 6,2 in Alto Adige

Pubblicato il - 10 gennaio 2020 - 17:25

TRENTO. Nelle ultime settimane si è registrata, sulle nostre strade, una serie di terribili incidenti che hanno lasciato tutti sgomenti. Il più grave in Valle Aurina dove un 27enne del posto, in forte stato di ebbrezza, ha travolto una comitiva di ragazzi tedeschi. Drammatico il bilancio: 6 ragazzi morti sul colpo, una ragazza trasportata in gravissime condizioni all'ospedale di Innsbruck deceduta due giorni fa, ancora in gravissime condizioni un altro giovane ricoverato nel reparto di rianimazione all'ospedale di Bolzano, un giovane è in coma farmacologico all'ospedale di Brunico e un altro al nosocomio di Innsbruck. Gli altri feriti sono stati dimessi (Qui articolo).

 

Gli incidenti sono spesso causati da comportamenti irresponsabili di chi decide di mettersi alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Per questo, la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha sottoscritto ieri mattina al Viminale, con il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) Antonio Decaro, un accordo sulle modalità di coinvolgimento delle polizie municipali nei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana ed è stata inviata, inoltre, ai prefetti una specifica direttiva per rafforzare i controlli e la sicurezza stradale.

 

L’accordo "intende rendere più efficiente il sistema di controllo e vigilanza nelle nostre città" ha dichiarato il ministro Lamorgese "assicurando il più efficace coordinamento tra i diversi soggetti a vario titolo coinvolti. La sua attuazione consentirà ai prefetti di sviluppare con i sindaci, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, più intense forme di collaborazione per corrispondere alla crescente domanda di sicurezza a livello territoriale".

 

I dati raccolti dall'Istat relativi agli incidenti mortali sulle strade italiane, aggiornati al 2018 (QUI DATI) meritano una riflessione e una presa di coscienza. Il tasso di mortalità stradale - calcolato come rapporto tra il numero delle vittime entro 30 giorni in incidente stradale e la popolazione residente (per 100.000 abitanti) - nelle province di Trento e Bolzano, negli ultimi dieci anni, non è praticamente mai sceso sotto la media nazionale.

 

A Trento, nel 2010, il tasso è stato di 5,6 morti per 100.000 abitanti. Nel 2011 si è scesi a 4,4. Il 2012 è stato un anno particolarmente difficile: il tasso è salito a 7,2. Si è mantenuto stabile, invece, nei due anni successivi: 5,3 nel 2013 e 5,2 nel 2014. Il 2015, ancora una volta, è stato un anno difficile: il tasso è schizzato a 7,8 per scendere nel 2016 a 5,9 e a 5,4 nel 2017. Nel 2018 il tasso di mortalità si è fermato a 5,6 (leggermente superiore alla media nazionale di 5,5).

 

Va peggio a Bolzano: per il 2018 il tasso di mortalità si è attestato a 6,2 (nel 2010 a 6,0; nel 2011 a 7,0; nel 2012 a 6,9; nel 2013 a 6,0; nel 2014 a 6,2; nel 2015 a 6,9; nel 2016 a 7,3; nel 2017 a 5,7). 

 

In totale, nel 2018, in provincia di Trento sono stati 30 i morti per incidente stradale, 33 in provincia di Bolzano (l'anno prima erano stati, rispettivamente, 29 e 30). Gli incidenti (dati rilevati con lesioni a persone), quell'anno, sono stati complessivamente 1390 a Trento e 1706 a Bolzano. 

 

Il tasso di incidentalità stradale - cioè il rapporto tra il numero degli incidenti stradali e la popolazione residente (per 100.000 abitanti) - è stato, nel 2018, di 257,2 in Provincia di Trento, di 322,4 in quella di Bolzano. Quest'ultima si è attestata sopra la media nazionale di 285,2.

 

Nel 2018 i dati Istat hanno registrato una diminuzione contenuta delle vittime rispetto al 2017 (-1,6%). Tra regioni e province autonome, però, in 12 casi su 21 si registra un aumento delle vittime in valore assoluto. Nel 2018 il numero di morti per 100.000 abitanti è più elevato della media nazionale (5,5) in quindici regioni: il Trentino Alto Adige rientra in queste quindici regioni (5,6 a Trento e 6,2 a Bolzano). 

 

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti, a livello nazionale, si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,7% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida.

 

 

Un fenomeno molto complesso, quindi, che (ovviamente) non si può ridurre a sterili numeri. Ma i numeri, spesso, servono a capire e (ri)pensare strategie e modalità d'intervento. Dopo i gravi episodi delle ultime settimane, la ministra ha quindi deciso di firmare un accordo proprio per rendere più stringenti e serrati i controlli stradali. Come? Attraverso percorsi strategici condivisi, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali: interventi informativi, educazione alla guida sicura, interventi di repressione di comportamenti illeciti, di revisione delle condizioni di viabilità e degli attraversamenti stradali. Interventi, insomma, che basandosi sulle casistiche locali possano risultare di ausilio al contrasto di condotte pericolose. 

 

"Lo sviluppo di sinergie istituzionali - si legge nella direttiva inviata ai prefetti - in primo luogo con le amministrazioni locali, dovrà, altresì, riguardare le possibili misure finalizzate alla messa in sicurezza dell'ambiente stradale, quali il miglioramento della segnaletica e dell'illuminazione, degli attraversamenti e dei percorsi pedonali, la diffusione di dissuasori di velocità, affiancando iniziative, anche di natura informativa, a salvaguardia dei pedoni, indirizzate in particolare a fasce sociali caratterizzate da profili di vulnerabilità connessi, ad esempio, all’età o alle condizioni fisiche".

 

L’attuazione dell’accordo valorizza il ruolo e le funzioni delle polizie locali e consentirà di liberare risorse delle forze di polizia da destinare al controllo del territorio, con evidente impatto in termini di maggiore presenza di personale ed anche di rafforzamento della percezione di sicurezza da parte dei cittadini.

 

 

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