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Referendum e regionali chi vince e chi perde, ecco le pagelle. Dal “secchione” Zaia ai bocciati senza appello

Con la doppia tornata elettorale regionali-referendum arrivano le prime sentenze. Dai leader nazionali Zingaretti, Salvini, Meloni e Di Maio a quelli regionali, con il doge Zaia e lo sceriffo De Luca. Ecco chi è stato promosso e chi no

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2020 - 09:51

TRENTO. In sostanza si può parlare di un pareggio perché, anche se manca ancora una Regione (lo scrutinio sta avvenendo in questo momento), non sarà di certo la Valle d'Aosta a fare da ago della bilancia. E quindi il punteggio dice 3 a 3. La Destra può festeggiare perché ha conquistato una nuova Regione ma il Centrosinistra può essere soddisfatto perché ha mantenuto tre delle sue roccaforti, partiva da sfavorito e al referendum hanno vinto i “sì”.

 

Il grande vincitore di queste elezioni è sicuramente il doge, Luca Zaia che stravince alle regionali, la sua coalizione supera il 76% dei consensi mentre la sua lista raccoglie quasi il triplo dei voti di quella della Lega. Governerà il Veneto per i prossimi 5 anni, poi chissà forse punterà addirittura più in alto. VOTO 9

 

Al referendum stravince il sì e questa è una buona notizia per il Governo Conte. È la prima volta che una riforma costituzionale incontra un così ampio consenso fra gli elettori. L’alleanza Pd-M5s è salva e adesso arrivare alla fine della legislatura non sembra più un miraggio. VOTO 8

 

Il Partito Democratico si tiene le Regioni più popolose (Veneto a parte) e quasi sempre è il primo partito, anche in Liguria dove la coalizione di Centrosinistra è uscita sconfitta. Forse non sarà un partito che scoppia di salute ma dimostra di essere l’unica alternativa alla Destra sovranista. VOTO 7-

 

Nicola Zingaretti ottiene una promozione agevole. Se avesse perso anche una delle Regioni chiave la sua leadership sarebbe stata messa in discussione, è riuscito a tenerle tutte portando a casa un pareggio che vale oro. VOTO 6,5

 

Al contrario, l’antagonista, Matteo Salvini aveva promesso un 7 a zero che si è trasformato in un sostanziale pareggio. In Veneto la Lega ha ottenuto un terzo dei consensi della lista di Zaia. Il capitano sembra fuori forma e se a Roma anche un idolo come Totti era stato messo in discussione da qualche allenatore figuriamoci gli elettori del carroccio. VOTO 5

 

Solitamente quando qualcuno scende nei sondaggi altri salgono, è il caso di Giorgia Meloni che con il suo partito si conferma la terza forza nazionale. Ora la leader di Fratelli d’Italia punta alla fascia del Capitano, per provare a guidare la Destra fino alla vittoria. VOTO 7+

 

Giovanni Toti vince con 17 punti di distacco, gioca una partita attenta e porta a casa il risultato. Il voto non è più alto perché non ha potuto affrontare un avversario all’altezza. Non sarà Zaia ma è un buon comprimario. VOTO 7

 

Vincenzo De Luca, Michele Emiliano, Eugenio Giani qualcuno li dava per morti ma sono risorti in grande stile. La dimostrazione che in politica, come nel calcio, l’esperienza conta. VOTO 7,5

 

Queste regionali sanciscono la fine del progetto politico egemonico del Movimento 5 Stelle, ciò non significa che sia la fine dal partito ma ora bisogna rifondare la squadra e ritrovare un’anima. Il capo politico Di Maio è in evidente difficoltà e ora la sua leadership sarà messa nuovamente in discussione, anche se pare improbabile che qualcuno possa sostituirlo. VOTO 4

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