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Regionali in Veneto, 9 i candidati alla presidenza ma il favorito resta Zaia che con la sua civica punta a superare la Lega

Dal Centrosinistra (che parte già diviso) al Movimento 5 Stelle, passando per una serie di liste minori: sono in molti a tentare l’assalto alla coalizione guidata da Luca Zaia. Il presidente uscente con la sua civica potrebbe persino superare la Lega nei consensi

Di Tiziano Grottolo - 05 September 2020 - 21:13

VERONA. Il 20 e il 21 settembre il Veneto è chiamato a rinnovare il consiglio regionale eleggendo anche il presidente che guiderà la Regione per i prossimi 5 anni. Per vincere sarà sufficiente ottenere un voto in più degli altri dal momento che non è previsto il ballottaggio. Le soglie di sbarramento sono fissate al 5% per le coalizione e al 3% per le liste singole, mentre chi supera il 40% dei voti ha diritto a un premio di maggioranza: il 60% dei 50 seggi disponibili. Infine è ammesso il voto disgiunto, sarà possibile votare contemporaneamente per un candidato presidente e una lista a lui non collegata.

 

Sono 9 le personalità che si candidano alla guida della Regione, in ordine alfabetico: Paolo Benvegnù, sostenuto da Solidarietà Ambiente Lavoro; Patrizia Bertelle, per Italia in Comune; Enrico Cappelletti con il Movimento 5 Stelle; Paolo Girotto, sostenuto da Movimento 3V Libertà di scelta; Antonio Guadagnini, assieme al Partito dei Veneti; Arturo Lorenzoni, iscritto e sostenuto dal Partito Democratico, Europa Verde, Il Veneto che Vogliamo, Sanca Autonomia e Più Veneto in Europa-Volt; Simonetta Rubinato, con Veneto Rubinato; Daniela Sbrollini, candidata per Italia Viva, Partito Socialista, Partito Repubblicano e Civica Veneto. Infine il super favorito, il presidente uscente che punta al terzo mandato, Luca Zaia che si è guadagnato l’appoggio Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e schiera due civiche: Zaia Presidente e Veneta Autonomia.

 

Zaia, alla guida della Regione dal 2010, sembra destinato alla riconferma. La sorpresa casomai potrebbe risiedere nel fatto che la sua civica del presidente potrebbe superare nei consensi la stessa Lega. Inoltre, suo malgrado, il presidente uscente sarà avvantaggiato anche dal fatto che il diretto avversario, Lorenzoni, è risultato positivo al test del coronavirus pertanto la sua campagna elettorale “in strada” è finita e dovrà concentrarsi principalmente su televisione e social. Come se non bastasse il Centrosinistra si presenta diviso considerando che Italia Viva ha scelto la senatrice renziana Sbrollini, mentre l’ex deputata Pd Rubinato ha fondato un suo movimento. La strada per l’ex vicesindaco di Padova Lorenzoni parte decisamente in salita.

 

Tanti i candidati che puntano a entrare in Consiglio. Fra questi il senatore pentastellato Cappelletti (la piattaforma del M5S infatti ha votato contro l’alleanza con il Pd). Anche i 5 Stelle devono fare i conti con i fuoriusciti rappresentati da Bertelle ex consigliera regionale. Pure Guadagnini, candidato degli indipendentisti, cerca la riconferma visto che nella passata legislatura ha già ricoperto il ruolo di consigliere. Infine ci sono l’uomo scelto dalla sinistra radicale Benvegnù (il partito più rappresentativo e Rifondazione Comunista) e il candidato dei no-vax Girotto, veterinario e conduttore radio.

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