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Rossi: ''La Giunta leghista punta sulle grandi opere? Sì, quelle finanziate da noi e le annunciano come se fossero idee loro''

L'esecutivo guidato da Rossi si era espresso negativamente sul raddoppio della Valsugana: "Non migliorerebbe la sicurezza ma porterebbe più traffico". La novità è la variante di Pinzolo: "Annunciata ma non si è capito se sia stata finanziata. Parlano di 200 milioni in più, ma sono accordi fatti prima del loro arrivo, e in realtà sono 80 milioni tra un'opera, l'acquisto di autobus e orari cadenzati"

Di Luca Andreazza - 01 gennaio 2020 - 18:01

TRENTO. "Non c'è nulla di nuovo, le opere previste e sbandierate dall'attuale esecutivo sono state già valutate e finanziate dalla precedente Giunta". Così l'ex presidente Ugo Rossi sulla finanziaria leghista. La narrazione vorrebbe, infatti, che la Provincia in salsa carroccio punti forte, fortissimo, sulle grandi opere pubbliche per rilanciare la domanda di investimenti quale leva per il consolidamento della crescita economica in relazione alle ricadute alle imprese locali, ma anche per proseguire l'infrastrutturazione del territorio quale presupposto per renderlo attrattivo e competitivo anche nelle valli e nelle zone di montagna.

 

E se nella finanziaria appena varata tante, forse troppe, partite importanti sono già rimandante alla prossima primavera in sede di assestamento di bilancio, l'intenzione spesso rilanciata dal presidente Maurizio Fugatti è quello di incidere, appunto, sulle grandi opere (Qui articolo). 

 

Sarebbero previsti circa 200 milioni in più di investimenti in opere pubbliche e risorse pari a 60 milioni da destinare a una ulteriore grande opera, oltre a quelle già previste, quali il collegamento Loppio-Alto Garda, le varianti di Cles e Rovereto, quest’ultima con oneri in parte a carico della A22, e lo svincolo di Campotrentino.

Opere annunciante nell'assestamento di bilancio 2019 e nella finanziaria 2020-2022. Praticamente un copia-incolla degli stessi provvedimenti in entrambe le occasioni, senza dimenticare che questi interventi sono stati valutati, approvati e finanziati dalla precedente legislatura. La novità, quella va dato atto, è la variante di Pinzolo, così come l'ipotesi di raddoppiare la strada statale 47 nella Bassa Valsugana. Un piano varato dalla Giunta Rossi che comprende anche la riattivazione della stazione di Calliano (Qui articolo) e gli investimenti sul polo congressuale di Riva del Garda Fierecongressi, tutte iniziative incassate e confermate dall'esecutivo Fugatti. 

Nel caso della statale 47 sono due le ipotesi al vaglio dei comuni valsuganotti, la prima riguarda la realizzazione di due nuove corsie da aggiungere al tracciato esistente, pensate specificatamente per il transito di attraversamento proveniente da e per il Veneto. Un esborso da 86 milioni di euro per un progetto che dovrebbe essere realizzato entro il 2025.

 

Ben diversi gli impegni, sia in termini di tempistiche di realizzazione che di costi, per la seconda ipotesi messa sul tavolo dalla Pat che prevede la costruzione di una nuova strada da 4 corsie. Con questa soluzione si dovrebbe intervenire anche sul tratto ferroviario di 4 chilometri lungo la retta di Ospedaletto, i costi raddoppierebbero sfiorando i 156 milioni con un allungamento dei tempi di realizzazione fino a 10 anni. Le due ipotesi comportano anche un diverso consumo del suolo, 27 ettari per la soluzione con l'aggiunta delle due corsie, al fronte dei 34 consumati dalla seconda variante. Idea della corsia 2+2 che non piace proprio alle amministrazioni di Ospedaletto e Ivano.

 

"Non avevamo valutato positivamente il raddoppio della Valsugana - evidenzia l'ex governatore - in quanto non era stata considerata una soluzione ai problemi di sicurezza e traffico. Anzi, un'opera di questo tipo potrebbe portare la presenza di più autoarticolati lungo l'arteria e quindi si sarebbe rivelato un effetto boomerang. In realtà i cantieri sono quelli che abbiamo finanziato noi per le rettifiche della strada. Gli altri progetti sono già tutti previsti e non aggiungono nulla rispetto ai provvedimenti già presi".

 

Ci sarebbero però i 200 milioni in più, proprio per le grandi opere pubbliche. "Il bilancio è in contrazione e non capisco da dove saltino fuori queste cifre. Il problema è che non dicono il vero - dice Rossi - solo slogan e propaganda, tutto da copertina. Ma i contenuti non si vedono: il contributo dell'attuale Giunta in materia trasporti e mobilità è di 80 milioni in più tra i 60 per un'opera, ma non si capisce se è Pinzolo o altro, in quanto è stata annunciata in assestamento ma non è stata finanziata, e i 20 per acquisto di nuovi autobus e gli orari cadenzati, tutto qui".

 

In finanziaria non si è parlato di grandi opere, ma ordini del giorno per strade e marciapiedi. "Annunci da ansia da prestazione - conclude Rossi - si è chiesto di valutare ma non ci sono ancora le coperture economiche. E se ci fossero 200 milioni in più di risorse liquide, la tangenziale a Trento e Rovereto l'avrebbero già finanziata e ci sono già gli studi. Semplicemente considerano un loro provvedimento anche gli accordi con Autobrennero e Rfi, che però abbiamo concluso noi e inseriscono i soldi a bilancio".

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