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| 23 lug 2020 | 16:01

Ruspe al lavoro su una strada forestale sul Baldo. Zanotelli: ''Interventi non invasivi''. Degasperi: ''La si vuole trasformare in autostrada?''

Il consigliere di Onda Civica aveva presentato un'interrogazione ed è arrivata la risposta (qui sotto il testo completo). Lui, non contento, presenta un'altra interrogazione: ''Il giudizio sull’invasività dei lavori è naturalmente soggettivo ma la risibilità delle motivazioni che ne sostengono e ne giustificano la realizzazione rendono ancora più grave le conseguenze evidenti sul contesto ambientale, boschi e gallo cedrone inclusi, banalizzati nella risposta''

Ruspe al lavoro su una strada forestale sul Baldo

AVIO. ''Certo, se si intende trasformare una strada forestale in autostrada e renderla adatta ai camion l’intervento acquisisce quella logica che altrimenti sfugge. Sfugge anche perché nella risposta si conferma che è possibile già oggi raggiungere Malga Fassole con i mezzi necessari al trasporto bestiame semplicemente accedendo dalla confinante provincia di Verona''. Filippo Degasperi commenta così la risposta arrivata dall'assessora provinciale competente Giulia Zanotelli alla sua interrogazione sulla strada forestale della Selva in località Piani di Lavacchio sul Monte Baldo che appare stravolta da lavori di allargamento e adeguamento oggettivamente molto invasivi, almeno stando a quanto si vede oggi. 

 

L'assessora nella sua spiegazione comunica che ''va precisato che nel caso in esame non si tratta di realizzazione di nuova viabilità forestale ma molto più semplicemente dell’adeguamento e sistemazione di una strada esistente per più di 2/3 dello sviluppo che poi diventa una mulattiera già adesso percorribile con mezzi di ridotte dimensioni''. ''Allo stato attuale - comunica Zanotelli - essa non presenta però le caratteristiche geometriche idonee al transito in sicurezza dei mezzi meccanici''. E quindi spiega che gli interventi non sono invasivi visto che si prevede ''una larghezza massima della carreggiata pari a 2,50 metri più banchina'' oltre al livellamento del piano viabile e la demolizione di uno sperone roccioso che limita il transito dei mezzi.

 

 

 

''Nessun intervento - ha specificato l'assessora - va ad interessare la grotta carsica denominata “Pozzo Fassole” che è situata alcune decine di metri a valle dell’infrastruttura'' e anche il gallo cedrone, in questo contesto, non riceverebbe, per la Pat, alcun nocumento. ''La lettura della risposta all’interrogazione - commenta Degasperi - innanzitutto conferma che, non solo la strada esisteva, ma che era “già percorribile con mezzi di ridotte dimensioni”. Non è chiaro cosa si intenda per “mezzi di ridotte dimensioni” ma è facilmente immaginabile dai riscontri sul posto che fuoristrada e trattori non avevano alcun problema a muoversi lungo il tracciato. Se a ciò si aggiunge che esiste anche un percorso parallelo a circa 200 metri di distanza, l’intervento si conferma per quello che è: inutile e ridondante''.

 

''Il giudizio sull’invasività dei lavori - aggiunge il consigliere di Onda Civica - è naturalmente soggettivo ma la risibilità delle motivazioni che ne sostengono e ne giustificano la realizzazione rendono ancora più grave le conseguenze evidenti sul contesto ambientale, boschi e gallo cedrone inclusi, banalizzati nella risposta''. E quindi ecco le immagini di questi lavori che aiutano a capire che tipo di impatto si sta avendo sulla natura della zona.

 

 


 

 


 

Per queste ragioni Degasperi rilancia con una nuova interrogazione dove chiede ''quali ragioni rendono l’accesso a Malga Fassole dalla provincia di Verona talmente problematico da richiedere la realizzazione di una nuova strada; quali mezzi possono muoversi sulla mulattiera della Selva oggi e cosa si intende per “ridotte dimensioni”; quali requisiti di sicurezza mancano oggi alla mulattiera della Selva con riferimento all’utilizzo odierno''.

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