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Il gallo cedrone minacciato da un nuovo progetto? Degasperi: “Altra strada forestale e altro scempio in arrivo”

Dopo il caso del Parco del Paneveggio ora anche sul monte Baldo si presenta una circostanza simile, Degasperi: “La trasformazione della mulattiera in strada camionabile comporterà un intervento invasivo in una zona di particolare pregio, anche in questo caso arena di canto del gallo cedrone”

Di Tiziano Grottolo - 18 May 2020 - 12:31

TRENTO. È notizia di pochi giorni fa: il gallo cedrone ha vinto la sua battaglia nel parco naturale del Paneveggio-Pale di San Martino, dove i lavori per la realizzazione di una strada camionabile (che avrebbe attraversato un’arena di canto) sono stati sospesi. La Pat infatti, ha fatto marcia indietro ritirando i permessi di costruzione.

 

Ora però Filippo Degasperi punta il dito su un altro progetto che rischierebbe di compromettere una zona di particolare pregio: “Altra strada forestale e altro scempio in arrivo”, accusa il consigliere provinciale di Onda Civica. A ricostruire la vicenda è lo stesso Degasperi: “Nello scorso mese di ottobre è stato autorizzato e finanziato un intervento di sistemazione generale della strada forestale della Selva, in località Piani di Lavacchio sul Monte Baldo, con lo scopo dichiarato di poter raggiungere agevolmente l’area di alpeggio di Malga Fasole”.

 

 

Una situazione che secondo il giudizio del consigliere non è molto dissimile da quella del Parco di Paneveggio: “Nel concreto – osserva – l’iniziativa comporterà un intervento invasivo in una zona di particolare pregio che vede la presenza di abeti bianchi misti a faggi secolari, anche in questo caso arena di canto del gallo cedrone”.

 

Come è noto il gallo cedrone è un animale che da un lato, con la sua presenza, certifica la qualità di un ambiente ma, allo stesso tempo, soffre particolarmente la pressione esercitata dalla presenza umana soprattutto se questa interferisce con le cosiddette arene di canto. Sostanzialmente delle aree ben definite dove nel periodo degli amori convergono i maschi e si affrontano per definire la gerarchia e guadagnarsi il diritto ad accoppiarsi con la femmina.

 

 

“Chissà quali possono essere le conseguenze della realizzazione con disboscamenti, scavi, riporti e demolizioni, di un’antica mulattiera, comunque già oggi comodamente percorribile con i mezzi per l’esbosco e l’alpeggio, in una camionabile”, sottolinea Degasperi. Il consigliere poi aggiunge: “I tagli sono già iniziati e quindi fra poco saranno avviati anche scavi e demolizioni di blocchi calcarei, che dovrebbero interessare anche una nota grotta carsica censita nell’apposito catasto con conclusione lavori prevista per giugno 2020”.

 

Alla luce di queste considerazioni il consigliere ha depositato un’interrogazione per provare a bloccare i lavori, chiedendo alla Pat di valutare il possibile impatto dell’opera sull’ecosistema e se siano state eseguite tutte le verifiche del caso, soprattutto tenendo in considerazione la presenza in zona del gallo cedrone.

 

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