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Salvini: “L’antisemitismo in Italia? Colpa degli immigrati musulmani”. Paissan dell’Anpi: “Vergogna, atteggiamento diffamatorio che punta ad ingraziarsi l’elettorato ultraconservatore”

Dopo l’intervista è polemica su Salvini, Paissan lo attacca: “Con queste parole punta a ingraziarsi ulteriormente la parte più conservatrice del paese, quello che dice serve solo a distogliere l’attenzione dagli estremisti di destra i veri responsabili del ritorno dell’antisemitismo”

Di Tiziano Grottolo - 19 gennaio 2020 - 17:24

TRENTO. Al presidente della sezione dell’Anpi di Trento, Enrico Paissan, non sono proprio piaciute le parole pronunciate dal leader leghista Matteo Salvini durante un’intervista rilasciata al giornale 'Israel Hayom', e riportate in Italia dalle principali testate nazionali.

 

In particolare ci sono alcuni passaggi che Paissan non esita a definire “diffamatori” ad esempio quando il giornalista chiede conto a Salvini del ritorno dell’antisemitismo in Europa lui attribuisce la responsabilità “al rafforzamento dell'estremismo islamico – e dopo aver ricordato che esistono piccoli gruppi antisemiti nazisti e comunisti rincara la dose puntando il dito contro – alla massiccia presenza in Europa di migranti provenienti da paesi musulmani che ottengono il pieno sostegno di alcuni intellettuali”.

 

“A me questa storia brucia in particolare – spiega il presidente della sezione Anpi – perché rimasi orfano di mio padre quando venne deportato in un lager e sentir dire queste cose da un amico dichiarato del fascismo italiano mi manda in bestia”. Nel dicembre del 1943 il padre di Paissan, dipendente del ministero della difesa venne arrestato a Campo di Tres accusato di fare propaganda antinazista. Portato a Bolzano per il processo, dal quale fu assolto, venne comunque trasferito in un campo di rieducazione in Austria dove morì del 1944.

 

“Non sapevo che i capi fascisti di Casapound e di Forza Nuova da lui frequentati si fossero convertiti all'Islam – l’affondo per nulla casuale di Paissan – e non mi pare che lo fossero nemmeno quelli che hanno insultato e minacciato Gard Lerner sul prato di Pontida”.  Il riferimento in questo caso è sempre a quanto riportato nella stessa intervista, dove, alla domanda sui rapporti che esistono fra Lega e diversi partiti di estrema destra Salvini risponde: “non abbiamo alcuna relazione con tali organizzazioni. Nelle elezioni, partiti come Forza Nuova, CasaPound, Fiamma sono in corsa contro di noi. Quindi non ci sono contatti con loro”.

 


Matteo Salvini a cena con i leader di Casapound: il presidente Gianluca Iannone, il vicepresidente Simone Di Stefano e altri
Matteo Salvini a cena con i leader di Casapound: il presidente Gianluca Iannone, il vicepresidente Simone Di Stefano e altri

 

Peccato che Salvini non ricordi la serie di epiteti con i quali venne apostrofato il giornalista Gad Lerner all’ultimo raduno di Pontida, frasi come “Ebreo, comunista, straccione, tornatene a casa” e “Non sei italiano, sei ebreo”, ingiurie dalle quali il leader leghista non prese mai le distanze, limitandosi a dichiarazioni di circostanza. Mentre sull’altro punto si omette di citare i legami con “i fascisti del terzo millennio” che nel 2014 portarono all’elezione nel parlamento europeo del leghista Mario Borghezio, anche grazie ai voti dell’estrema destra.

 

Rapporti tanto intensi che nel 2015 Salvini e Simone Di Stefano (Casapound) calcheranno più volte gli stessi palchi dando poi vita ad un cartello elettorale “Sovranità, prima gli italiani” che avrebbe dovuto rappresentare “un ponte elettorale” per unire l’allora Lega Nord con i fascisti del terzo millennio. Poi ci saranno anche la pubblicazione di un libro con la casa editrice fascista Altaforte Edizioni ed altri ammiccamenti.

 

Insomma, un’intervista quella di Salvini che cerca di buttare fumo negli occhi e confondere le acque, provando a distogliere l’attenzione dalle reali cause del ritorno dell’antisemitismo in Europa, ovvero la rinascita dei partiti di estrema destra e forti moti nazionalisti e così detti sovranisti, puntando al contempo il dito contro fantomatici “antisemiti comunisti”, “la massiccia presenza in Europa di migranti provenienti da paesi musulmani”, “gli intellettuali” e infine anche contro il movimento che si batte per il boicottaggio dei prodotti israeliani e “l’ipocrisia dei partiti di sinistra che sostengono lo stato della Palestina”.

 

Un atteggiamento che Paissan stigmatizza con forza definendolo senza mezzi termini “diffamatorio e antistorico” aggiungendo poi: “è con queste parole che Salvini punta a ingraziarsi ulteriormente la parte più conservatrice del paese, quello che dice serve solo a distogliere l’attenzione dagli estremisti di destra i veri responsabili del ritorno dell’antisemitismo”.

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