Il presidente di Confindustria Veneto contro Salvini e la Lega: ''Che schifo di politica. Mette sempre la povera gente l’una contro l’altra''
Il leader delle Lega cerca di risalire la china dei sondaggi dopo che il suo punto di riferimento politico si è dimostrato essere il peggior pazzo del nuovo millennio ed è volato in Polonia tra ''pacifismo'' e aiuti a quelli che il capodelegazione leghista Grimoldi ha definito ''veri profughi non come quelli che arrivano dal Bangladesh''

VENEZIA. ''Che schifo di politica. Sta sempre a mettere la povera gente l’uno contro l’altro. Ma che hanno fatto i bangladesi?''. Questo il Tweet del presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro riferito a Matteo Salvini e al suo viaggio in Polonia.
Il leader della Lega, infatti, in costante rincorsa anche in questa crisi mondiale generata da quello che per lui rappresentava il miglior politico del mondo, ha deciso di giocarsi la carta dell'uomo di ''pace'' andando in Polonia (e forse anche più a Est) per incontrare le imprese italiane, chi scappa dalla guerra e portare aiuti umanitari. Lo ha fatto, nel solito cortocircuito generato dal suo agire politico, quasi sempre contraddittorio e praticamente mai coerente, ''senza clamore'' ma finendo su tutti i giornali e pubblicando post sulla sua pagina Facebook che descrivono il suo viaggio, passo-passo.
In un articolo di Repubblica in cui si descriveva il suo viaggio e si citava Paolo Grimoldi (ex segretario del Carroccio in Lombardia a capo della delegazione in Polonia) che dichiarava: ''La Polonia ha già accolto 920 mila profughi. E sono profughi veri che scappano da un conflitto vero, diciamola tutta, non come quelli che arrivano dal Bangladesh. E forse qualche esponente del Pd dovrebbe chiedere scusa al governo polacco, accusato in passato di avere chiuso le porte agli immigrati, per l'incredibile sforzo di solidarietà che sta mettendo in atto". Una dichiarazione cGrimohe si commenta da sola e che fa sprofondare chi l'ha pronunciata e il partito che rappresenta sotto il livello minimo della decenza.
E indecente è parso anche al presidente di Confindustria Veneto che ha sottolineato come questa sia ''uno schifo di politica'' tesa sempre a ''mettere la povera gente l'una contro l'altra'' con quella contrapposizione tra profughi ''diversi'' tra quelli ''veri'' e quelli ''finti'' con i bangladesi. Ma cosa aspettarsi da chi fino a ieri si faceva ritrarre armato di pistole, mitra, invocava la legittima difesa e oggi si mostra ''pacifista'' contro le armi e scriveva (non solo diceva) queste cose?
«Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore», twittava il leader della Lega il 18 ottobre 2014
«Europarlamento attacca Russia e Ungheria anziché pensare a problemi reali. Fra Renzi e Putin, scelgo PUTIN» gennaio 2015: «Fra Putin e Renzi scelgo Putin, senza dubbio. Non dobbiamo dipendere dalle scelte di Berlino e Bruxelles», twittava commentando una puntata di Che Tempo Che Fa.
Infatti il 9 maggio 2015 Salvini pubblicava due foto al fianco di Putin, con la didascalia più chiara possibile: «Io sto con lui».
«Sanzioni contro la Russia, follia dei cretini UE e di Renzi! Io sto con #PUTIN, via le sanzioni!». «Se devo scegliere tra Obama e Putin scelgo PUTIN tutta la vita: il terrorismo islamico va sradicato, con ogni mezzo necessario», twittava a settembre 2015.
«Trump, Le Pen, Putin e altri leader potrebbero garantire la pace che non han garantito Obama e i suoi alleati». In un tweet di gennaio 2017 Salvini posta un selfie direttamente da Mosca, con tanto di colbacco e occhiali da sole. «Se Parisi e Berlusconi scelgono Merkel dell’Euro dell’immigrazione, no problem! Io scelgo il coraggio di Putin, Trump e Le Pen. #Liberi».
A marzo 2018 ripostava la foto di lui con Putin «i russi rieleggano il presidente Putin, uno dei migliori uomini politici della nostra epoca, e che tutti rispettino il voto democratico dei cittadini». Il 25 novembre 2015, pochi giorni dopo gli attentati di Parigi, Salvini è al Parlamento europeo di Strasburgo con una t-shirt con volto di Putin e didascalia: «Qui Strasburgo. È appena intervenuto Mattarella, che ha detto che chiudere e controllare le frontiere non serve. No, certo, facciamo entrare altri milioni di immigrati… Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!».












