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Se l'assessora alla sanità strumentalizza una persona con disturbi psichici criticando la sentenza che lo assolve

L'assessora Segnana ha inviato ieri un comunicato stampa dove attacca la Corte d'Appello dicendo che la sentenza di assoluzione per l'uomo che era stato ripreso a masturbarsi su una corriera finisce per  ''dare un messaggio che viaggia nella direzione opposta a quella che, con tante istituzioni e realtà associative, stiamo faticosamente percorrendo''. Ma l'assessora dimentica che la persona in questione anche all'epoca era seguita dagli assistenti sociali dell'Apss

Pubblicato il - 22 febbraio 2020 - 10:41

TRENTO. ''Spiace che l'epilogo di una vicenda che tratta di un caso di autoerotismo su un pullman di linea finisca col dare un messaggio che viaggia nella direzione opposta a quella che, con tante istituzioni e realtà associative, stiamo faticosamente percorrendo". Spiace, anche, e non si può tacere di fronte a una tale presa di posizione, che un'assessora provinciale alla salute strumentalizzi una persona con problemi psichici e una sentenza di un tribunale di giustizia, pur di parlare alla pancia di una parte della comunità che ormai si nutre di ''mostri in prima pagina'' e ''fragili spauracchi''.  

 

Stiamo parlando del caso dell'uomo che, filmato mentre si masturbava su una corriera per Canazei, dopo una prima condanna a tre mesi di reclusione è stato poi assolto in appello perché non si poteva applicare la fattispecie penale del reato visto che da legge, si può arrivare alla condanna fino a quattro anni e sei mesi per atti osceni in luogo pubblico solo ''se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano''. Su quella corriera i minori non c'erano e, visto l'orario (erano le 7.45 del mattino) e la giornata (era domenica), la Corte d'appello, così come chiedevano sia l'avvocato difensore dell'uomo che la procura generale (il pubblico ministero in Appello che, semplificando, rappresenta l'accusa in situazioni del genere), non ha potuto far altro che assolvere l'uomo (QUI ARTICOLO). 

 

Anche perché, e questo è molto importante sottolinearlo, si tratta di una persona, un 38enne di origini nigeriane, con problemi psichici, seguito, anche all'epoca, dai servizi sociali dell'Apss. E, come ricostruito dagli organi inquirenti, che da subito avevano escluso qualsiasi pericolosità sociale e qualsiasi forma di esibizionismo mentre avevano ribadito, piuttosto, la necessità di cure e assistenza, l'uomo si era comportato in quell'esecrabile modo (perché è ovvio che sia un comportamento orribile e da censurare) perché aveva ricevuto sul telefonino delle immagini pornografiche e non si era reso conto di dove si trovasse e di essere ''osservato''. Un atto, ovviamente e lo ribadiamo, orribile e da condannare, facilmente strumentalizzabile, anche perché commesso da un nigeriano. E così già all'epoca la parlamentare Stefania Segnana aveva chiesto anche a Salvini di intervenire (come e perché non si capiva visto che era già stata aperta un'indagine).

 

Purtroppo, o per fortuna, dipende dai punti di vista, in Italia ci sono ancora leggi e tribunali che impediscono al politico di turno di guidare le folle con torce e forconi (che immaginiamo se la prenderanno anche con questo articolo, ma lo mettiamo in conto) e l'auspicio sarebbe quello di sentire dall'assessora alla salute che questa persona oggi è in cura, controllata e assistita e che una cosa del genere non si ripeterà mai più, proprio perché il sistema funziona, le istituzioni che lei presiede possono metterci al sicuro da un signore, con disagi psichici, che in un angolo di una corriera si masturba.

 

E invece no. Questo il comunicato dell'assessora: "Non mi compete entrare nel merito dei meccanismi giudiziari nei quali occorre nutrire la massima fiducia - aggiunge l'assessore - ma certo sento il dovere di richiamare la massima attenzione al forte bisogno di rispetto delle regole, comprese quelle attinenti il senso del pudore che una comunità sana e virtuosa reclama, anche attraverso decisioni destinate a trasformarsi in esempi che tutti noi vorremmo sempre positivi. Dalla vicenda emerge invece l'insegnamento negativo che una sentenza così porta".

 

Dalla vicenda, in realtà, non emerge nessun insegnamento. Nessuno, sano di mente, da domani andrà in una corriera a masturbarsi liberamente perché è domenica, ne siamo sicuri. L'unico insegnamento, semmai, ed è più un ammonimento che vale per tutti, è che se per qualche sfortunata ragione qualcuno dovesse ritrovarsi con un amico o un parente con disagi psichici, un genitore affetto da qualche grave demenza, un figlio disabile con problemi relazionali e comportamentali, non potrà più contare nemmeno su chi, come istituzione, sarebbe preposto ad assisterlo, tutelarlo, affiancarlo. Un assessorato alla sanità che non tollera chi non è ''tecnicamente'' sano e addirittura condanna una sentenza di tribunale perché non ha dato la galera alla persona in questione deve far riflettere tutti.

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