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Aperto l’Iter del ddl di Zanotelli sull’agricoltura bio: ''Non può essere estesa a tutto il Trentino. Serve regolamentare il settore con supporto della ricerca''

In Seconda commissione si è aperto l’iter del disegno di legge dell’assessora Giulia Zanotelli sull’agricoltura biologica. Sul referendum: "C'è stato il confronto con i promotori, ma sulla base della necessità di un coinvolgimento di tutto il mondo agricolo e di chi ha una conoscenza precisa della complessità e delle difficoltà della riconversione delle coltivazioni"

Di Luca Andreazza - 06 May 2021 - 22:05

TRENTO. "Il biologico non può essere esteso a tutto il territorio agricolo trentino". Questa la conclusione dell'assessora Giulia Zanotelli nell'iniziare l'iter in Seconda commissione del disegno di legge che porta la sua firma. 

 

"Questo ddl - commenta Zanotelli - rappresenta una revisione completa del settore, attua le recenti norme europee, introduce la certificazione di gruppo, la promozione della sperimentazione e i distretti biologici. Attualmente in Trentino sono coltivati con i metodi biologici 2 mila ettari; un settore sostenuto anche dal Psr e sul quale la Fondazione Mach dovrà ricoprire un ruolo importante per dare un supporto scientifico allo sviluppo e all’integrazione del bio con il resto dell’agricoltura. Si interviene sulla legge 2003 e prevede anche un apparato sanzionatorio e norme di semplificazione per le coltivazioni bio. L’ obiettivo strategico è quello di trovare un equilibrio tra agricoltura bio e il resto del settore".

 

La consigliera provinciale di Europa Verde, Lucia Coppola, ha chiesto all'assessora quale sarà l’impatto del ddl sui biodistretti esistenti, come quello di Trento, e quali ripercussioni avrà sul referendum del prossimo autunno.

 

"Da mesi - prosegue l'assessora - c’è un dialogo con i promotori del referendum e il ddl ha visto la partecipazione del mondo agricolo e i responsabili dei biodistretti che nel ddl vengono istituzionalizzati e apre il percorso per creare altri enti che però dovranno nascere dopo una mappatura attenta del territorio, anche dal punto di vista fitopatologico".

Capitolo referendum in agenda per il prossimo 26 settembre (Qui articolo). "C'è stato il confronto con i promotori, ma sulla base della necessità di un coinvolgimento di tutto il mondo agricolo e di chi ha una conoscenza precisa della complessità e delle difficoltà della riconversione delle coltivazioni all’agricoltura bio".

 

L’assessora ha ricordato, infine, la crescita dell’agricoltura integrata in Trentino attraverso disciplinari che hanno dato ottimi risultati. L’intento, ha detto ancora Zanotelli chiudendo il suo intervento, non è quello di creare contrasti nel mondo agricolo, ma di regolamentare il settore bio che ha bisogno del supporto della ricerca e non può essere esteso su tutto il territorio provinciale.

 

Fermo restando che la Fondazione Mach per la prima volta nella sua storia è partito con un Consiglio d'amministrazione dimezzato, provvisorio e senza la rappresentanza proprio del mondo agricolo per effetto della riforma targata Zanotelli (Qui articolo), i biodistretti hanno sostanzialmente bocciato il ddl negli scorsi giorni: "Un'occasione mancata" (Qui articolo). A ogni modo in Trentino il biologico si è sviluppato molto, fino a raddoppiare tra il 2009 e il 2018. Il settore viticolo è partito da 153 ettari bio e ora siamo arrivati a 1.228 ettari. Nel settore frutticolo il Trentino è passato da 240 ettari nel 2009 ai più di 1.000 ettari attuali. Anche gli operatori biologici sono passati da 400 nel 2009 e agli attuali 1.400, di cui 1.200 sono agricoltori in prima e seconda fascia e anche i trasformatori sono aumentati, seppur di poco.

 

Un incremento dell’agricoltura biologica segue una naturale evoluzione del mercato e una maggiore sensibilità che la popolazione e gli operatori del settore agricolo hanno per queste pratiche produttive. Ma derivano anche da aiuti e politiche incentivanti che la Provincia ormai da anni promuove. Ci sono, però, alcune criticità che ostacolano la diffusione dell’agricoltura biologica e non sembra esserci l'intenzione della Lega di accelerare in questa direzione: "Il mondo bio non deve dividersi ma il biologico non deve essere esteso a tutto il territorio agricolo trentino", conclude Zanotelli.

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