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Ciclabile per mountain bike parco di Gocciadoro, i Verdi: "Il tracciato è stato pensato dalla vecchia Giunta. Servono soluzioni alternative"

In questi giorni si è parlato molto del progetto che prevede la realizzazione di un nuovo percorso ciclabile per mountain bike nel Parco di Gocciadoro, fortemente voluta dall'amministrazione comunale. A riguardo è intervenuta anche Europa Verde Trento. Il capogruppo Andreas Fernandez: "Per portare la città verso il futuro bisogna fare ben altro. Stiamo parlando dell’unica vera foresta a ridosso della città"

Di L.B. - 18 febbraio 2021 - 16:34

TRENTO. In questi giorni si è parlato molto del progetto che prevede la realizzazione di un nuovo percorso ciclabile per mountain bike nel Parco di Gocciadoro, fortemente voluta dall'amministrazione comunale. Dal professor Pedrotti (qui articolo) e la sua opinione contraria, alla risposta del vicesindaco Roberto Stanchina (qui articolo), che ne ha approfittato per fornire maggiori informazioni sul disegno che - ci tiene a sottolinearlo - deve ancora deve essere finanziato e quindi prendere il via. 

 

A riguardo è intervenuta anche Europa Verde Trento, rivolgendo al Comune di Trento e al sindaco Franco Ianeselli un'interrogazione a firma del capogruppo Andreas Fernandez.
"Sgombro subito il campo da equivoci o speculazioni e polemiche sterili”, inizia a spiegare Fernandez a ilDolomiti.it. “La mia non vuole essere una controreplica al vicesindaco Stanchina; sono convinto che questa Giunta sia sicuramente più sensibile al tema ambientale, rispetto a quella precedente".

 

"Ma il punto è proprio questo - prosegue - il tracciato ciclabile al parco Gocciadoro non è stato progettato dall’attuale Giunta. E compito di questa amministrazione dovrebbe essere proprio quello di cercare delle soluzioni alternative, in determinati casi".

 

Il percorso dentro Gocciadoro, per Fernandez, non è necessario. "Esistono già altri collegamenti del tratto interessato e il bilancio ambientale di questa opera potrebbe essere pesantemente negativo, contrapponendolo fra l’altro al bilancio della ciclabilità. Forse non ci si rende conto ma questo sarebbe un passo indietro notevole rispetto a quel "socialmente desiderabile" di cui parlava Langher e di cui la transizione ecologica ha bisogno come il pane".

 

"Evidentemente non siamo ancora sintonizzati nel modo giusto con il concetto di “transizione ecologica”; sono più di trent’anni che i Verdi maneggiano queste parole, penso sia normale che le altre forze politiche non abbiano ancora questa dimestichezza e si fermino, pur con buona volontà, al livello degli slogan. Ci vuole tempo e studio; il nostro consenso ha sempre fatto fatica ad aumentare perché purtroppo il tempo e lo studio non sono così sexy in politica. Ma ci stiamo lavorando".

 

Nell'intervista rilasciata a ilDolomiti.it il 17 febbrai 2021 dal vicesindaco Stanchina, questo concludeva ribadendo come l'attuale Giunta comunale abbia a cuore il tema ambientale. "Per questo ogni nostro intervento verrà svolto con massima sostenibilità ma al tempo stesso con l'intento di portare la città verso il futuro con una serie di servizi utili e sicuri che aumentino la qualità della vita", aveva infatti dichiarato. 

 

"Per portare la città verso il futuro - ribatte Fernandez - bisogna fare ben altro. Ad esempio, iniziare a concretizzare una ciclabilità come reale alternativa all’uso delle automobili, senza toccare un parco cittadino che rappresenta davvero un unicum ecologico in tutta la Val d’Adige, sia dal punto di vista della vegetazione, sia da quello delle formazioni rocciose. Stiamo parlando dell’unica vera foresta a ridosso della città".

 

"Fra l’altro erano già stati commessi degli errori, ancora oggi non si capisce perché le aree pic-nic non siano state costruite nelle radure prative della parte alta di Gocciadoro, visto che si sapeva che avrebbero causato una drastica riduzione della vegetazione del sottobosco e la scomparsa quasi completa delle specie nemorali".

 

"Personalmente, poi, farei attenzione a bollare come “lamentale” gli interventi scientifici e autorevoli del prof. Pedrotti, noto botanico, cartografo ed ecologo trentino. E prenderei in seria considerazione le proposte alternative di realtà associazionistiche molto competenti come Fiab, che raccogliendo il parere di centinaia e centinaia di cittadine e cittadini ha individuato diverse soluzioni di collegamenti collina est – città, ad impatto ambientale zero. Per inciso, già in un articolo uscito sull’Adige il 9 aprile del 2017 il prof. Pedrotti aveva dichiarato che andava assolutamente evitata un ulteriore antropizzazione del parco Gocciadoro".

 

 

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